Forse, l’unica cosa di cui ero sicura creando Scentlist era che non l’averei reso un sito…solo personale. Il mio approccio è sempre stato quello di annusare e parlare anche di cose non necessariamente “mie”. Il gusto sì, quello credo (spero) si rifletta in tutto, per forza, ma più come un modo di affrontare i temi che selezionarli. Come dire: posso ammirare la meraviglia di un corpetto Schiaparelli senza necessariamente volerlo per me. Anzi, posso anche pensare su chi invece starebbe da Dio. Credo che sia cio’ che mi viene meglio. Insomma, più che un pulpito vorrei che questa diventasse man mano una porta per tutti da attraversare, magari tenendo la mano ai novizi e poi, una volta più sicuri, lasciarla andare per incoraggiare esplorazioni (o semplicemente offrire spunti…magari non da sola) 

Questa quindi è un po’ un’eccezione. Mi ero resa conto di non aver ancora trovato una scusa per parlare qui di molti staple, pietre miliari del mio personale repertorio. Non ho la pazienza di centellinarli nei prossimi mesi e sono così buoni che a questo punto è bene tirarli fuori così, in blocco. 

Riannusare i (dieci!) flaconi della lista ha subito riacceso i ricordi con una potenza inaudita, specialmente quelli più lontani come gennaio e l’estate. Ed in effetti è proprio questo il bello dei profumi no? Chissà che in questa lista per me così “familiare” non troviate un nuovo amico speciale voi. 

Ad un anno pieno di nuove scoperte e nuovi ricordi da chiudere subito in bottiglia. E’ quasi uno strumento un po’ magico, se ci pensate.

 

Inverno:

Con il freddo, l’ho già detto, io ho bisogno di una copertina di Linus. Di rassicurazioni. Non vi stupirete quindi se i due arrivati in finale sono due…gourmand, esatto. Due signori gourmand!

Black Phantom

Kilian

Se non è in questa lista qui è solo perché fino ad ora ho mantenuto la regola ferrea ed autoimposta di non nominare due volte lo stesso brand in un articolo…e Angel’s Share aveva il flacone a bicchiere da whisky. Ho dovuto.  Ma lui, nondimeno, è assolutamente parte dei profumi bevibili. Una crema di caffè, latte, cioccolato al caramello e rum (in cui io sento anche liquirizia) che detto così suona un po’ cheap da acquolina, lo so, ma in pratica si traduce in un cocktail invernale da pirata. In penombra, suadente e vellutato. Un Baileys elevato, d’autore.  Non è per timidi però: ho passato lo scorso inverno a ricevere complimenti e domande da sconosciuti: baristi, tassisti, amici di amici. E non è nemmeno un gourmand solo comfort: se è un po’ più difficile sentirsi sexy avvolta in strati di vestiti guanti e cappellini, lui decisamente mi ha dato l’assist giusto.

 

Aomassai 10

Pierre Guillaume 

 

C’è stata della indecisione, qui. E ancora mentre scrivo una vocina grida al tradimento quindi diciamolo subito: il mio vero amore invernale di Guillaume, come già detto sempre qui, è Musc Maori. Ma oltre ad aver già parlato di quest’ultimo devo fare un ammissione: mi son resa conto che, quest’anno, tante volte, la mia manina indecisa sospesa nel vuoto sopra il vassoio dei profumi ha superato MM per andare a prendere…proprio lui.  Se con BP eravamo in territori bevibili qui entriamo direttamente nei commestibili. Ennesimo caso di piramide che significa quello che vuole significare (nocciole, caramello e tante resine e legni), chiudete gli occhi ed annusatelo: è la crosticina caramellata di una crema catalana aromatizzata all’arancia e leggermente affumicata. Proprio lei, da rompere con un cucchiaino con soddisfazione come la famosa scena di Amelie, con i cristalli di zucchero bruciacchiati che si sciolgono in bocca. Quando ti svegli che ancora fa buio e ti accingi ad uscire con la testa insaccata in una sciarpa come un piccione intorpidito non c’è nulla, nulla di più rassicurante di questo effluvio ad addolcirti il tragitto. 

 

Primavera:

Questa primavera mi è partita l’ossessione per il verde, il fresco. So che sembra normale ma non sono mai stata granché tipa, tranne un paio di eccezioni. Trovavo modo di far perdurare i gourmand indossando vaniglie leggere e ylang ylang biscottati (in realtà lo faccio anche ora) e invece vuoi I due lockdown, vuoi l’età, mi è presa la febbre del verde, del fresco e del luminoso. Finalmente! 

 

 

Aventus For Her 

Creed

Congratulazioni, avete superato la coltre di gourmand! Benvenuti alla frescura e delizia delle prime giornate allungate. Ah, come si sta bene. Che voglia di rinascita. Schiarirsi i capelli. Ascoltare il Pharrell d’oro dei primi 2000 camminando molleggiata, sentendosela. Di lui ho già parlato nel primissimo articolo, quello sul broccolaggio…e ne avevo ben donde (si dice no? Mi sfottono sempre per il mio uso di “avere ben donde” e “diamine”, credo sia colpa della troppa lettura di Topolino da piccola).  Nell’articolo avevo messo un piccolo sottotitolo per ciascun profumo, e quello di Aventus for Her era una citazione di Cher : “Mom, I am a rich man.” L’ho lasciata lì senza spiegazione ma è davvero il sunto del contenuto di questo flacone: vera, freschissima, irresistibile spocchia. E shampoo alla pesca.  

 

Lys Mediterranee

Frederic Malle

 

Anche lui è uno di quelli che non è finito ancora in una lista solo perché è stato battuto da scelte ormonali dell’ultimo secondo. Nel suo caso specifico, un colpo di fulmine contro cui lui nulla ha potuto, per uno più giovane e fresco: Synthetic Jungle. Avevo letteralmente già scritto il pezzo quando ho annusato il sostituto. Scusami Lys, non te lo meriti. Ma vedi? Fanno grandi giri e poi ritornano. Amo  SJ, ma trovo che debba a Lys Mediterranee una sorta di….paternità. Non sono testualmente simili ma si somigliano per verde rigoglio Malleiano. Sono entrambi due finestre sulla vegetazione, quella di Lys su un paesaggio più mite, mediterraneo appunto, meno selvatico e decisamente più assimilabile ad un occhio (naso!) agli inizi. Se Synthetic vi ha spaventate ma vi ha lasciate con quella voglia di verde un po’ lì, correte tra le sue braccia. Tra i suoi gambi di giglio eleganti troverete ombra e riparo come moderne, minuscole Arrietty.  

 

Estate :

La scelta è stata, quest’anno, insospettabilmente difficile. questa estate mi sono lasciata trascinare da un delizioso flow lento e vario, ho vissuto diverse atmosfere, avuto varie cotte. Loro però sono e saranno sempre i miei compagni più fedeli.

 

Cristalla Eau Verte 

Chanel

 

 Mi aspettavo di dover iniziare con un “come già detto qui”, ma niente. Ma davvero? Meglio tardi che mai. Non ho tanto da dire in realtà su questo profumo perché è così puro e semplice che basta poco, è il suo bello. Non riesco più ad immaginarmi le mie estati senza di lui. E’ una condensa cristallina, una pioggerellina impalpabile e scintillante di acqua, limone (anzi più nobile: bergamotto ) ed un filo di zucchero. C’è semplice e semplice, c’è maglietta bianca e maglietta bianca. Lui è quella perfetta, cotone luminoso e sentore di purezza. Basta aggettivi ora, che lo involgariscono soltanto. 

 

Vanille Banane 

Comptoir Sud Pacifique

Abbiamo parlato di eleganza e stile, ora parliamo di voglie da esaudire, senza troppi fronzoli. Ogni profumo ha un suo perché, l’importante è esserne consci.  So bene di non star parlando di massimi sistemi qui, ma non mi importa. E’ una nuvola tenera di banana lattiginosa che mi ha addolcito ormai una dozzina di estati e che mi metterà sempre di buonumore, il che lo considero un grosso traguardo. Non ricordo nemmeno come ho scoperto Vanille Banane ma sicuramente ai tempi non era tra di certo tra i best seller perché poco dopo andò fuori produzione e per l’ansia ne comprai…taniche. Per anni ho vissuto di rendita. Da qualche tempo è tornato e penso senza modestie di aver collaborato al suo mantenimento nella linea almeno un pochino essendo credo questo il profumo per cui ho ricevuto più feedback in assoluto (fidanzati spaventati compresi). Bene! Saremo una meravigliosa, inquietante ciurma al profumo di torta alla banana. Anzi, più specificatamente: Latte alla Banana (esiste ed è glorioso). Che vanto, che fierezza!

 

Autunno : 

Credo di aver trovato la mia perfetta round-up autunnale. Perfetti sia con il caldo che con il freddo, trasportabili da giorno a notte, buoni da far annusare sulla pelle idratata e ancora abbronzata delle clavicole come con un abbraccio in golfino leggero.

 

Santal Blush 

Tom Ford

Ero indecisa tra lui e Soleil Brulant, miei grandi highlights del 2021, ma non potevo, non potevo non menzionarlo. Come ho osato per tutti questi anni snobbarlo in questo modo! Sono convinta che ogni tanto si accendi una lampadina che prima era spenta, perché come mi è successo questa estate per i verdi, a settembre ho avuto, dal nulla, un chiodo fisso: il sandalo perfetto. Per fortuna l’ho trovato subito: è lui. Mai sandalo fu più burroso, voluttuoso e felino. Con una base di muschi che lo naturalizza, uno skinscent con scia. Che contraddizione, eppure. 

P.S Se a qualcuna interessa, questo pare sia il profumo di Taylor Swift. Piccolo fun fact, io l’ho scoperto così. 

P.P.S : bring back il flacone cipria trasparente!

 

Ani

Nishane

 

Lui mi ha fatto il magico dono di trasformarmi brevemente in una bambina: non vedevo l’ora che arrivasse un po’ di fresco per metterci sopra le mani. Graditissimo regalo dei miei amici di FragransinFabula, è uno di quei profumi con it-factor che sai già arriveranno alla fama di grossi mostri come Baccarat o Tobacco Vanille. E non posso che esserne contenta. Come dicevo già qui, è uno dei famigerati bevibili. Una deliziosa cremina leggera e spumosa al cardomomo, altra mia grande passione del 2021. Nishane è un piccolo brand turco che si è fatto da solo una fama meritata di marchio moderno e personalissimo. Dico solo che i miei altri due preferiti sono uno a base di cocco e tabacco, Fan Your flames, e l’altro frutto della passione cioccolato e patchioli, Pasion Coco. Non vedo l’ora di vedere dove ci porteranno.

 

inverno: 

Eccoci alla fine del 2021. Forse ho un po’ barato, perché in realtà verso la metà di dicembre improvvisamente mi è venuta voglia di fresco e pulito e ho scoperto un mondo nuovo (che prima erroneamente riservavo ai primi caldi). Ma è un capitolo che aprirò a parte, e loro sono diventati capisaldi che non potevo non nominare.

E, sì: si torna ai gourmands. 

 

Angel’s share

Kilian

 

Kilian, Kilian. L’unico brand che mi ha fatto rompere la regola di non citare due profumi dello stesso brand in una lista, perché non potevo non mettere anche lui. Ne ho già parlato a iosa. Ne parlerò ancora. E’ un piacionissimo furbone e come con la stragrande maggioranza dei Kilian, quando lo metti devi prenderti le tue responsabilità perché sai già che attirerai attenzioni. Quindi come già detto, evitatelo quando vi sentite introversi. Mela cotta, rum, cannella, che ricetta killer. E dirò la solita cosa che mi impunto a dire nonostante nessuno mi voglia ascoltare: uomini (o chiunque si veda più pendere verso energia maschile): fidatevi, per favore, per una volta. Questa dolcezza su una pelle maschile* è quasi più incredibile. Poi oh, fate come volete. Voi e la vostra toxic masculinity, quante ve ne perdete.

 

Orchidee Vanille

Van Cleef & Arpels 

 

Per curiosità, ad articolo quasi completo, ho fatto un pool su Instagram chiedendo di base a quali profumi avrei potuto essere associata questo 2021. Ed eccolo fioccare. Che scema, ma certo! E’ così un no brainer per me ormai, che nemmeno ci stavo pensando. Ne ho già parlato qui, e questa è la storia: io proprio senza se e senza ma devo avere una vaniglia passe-partout in collezione. Fino a due anni fa ce l’avevo ed era perfetta, quella di Saint Barth. Poi hanno cambiato la formulazione e mi son trovata orfana.  In cerca del fit perfetto, ho chiesto e ricevuto varie segnalazioni che ho poi provato come scarpette di Cenerentola. Stavo persino per capitolare e cedere a 200$ di vaniglia dritta e pura (tihota di Indult, c’è anche lei nel link sopracitato ) finché Veronica Guin, una fellow appassionata, mi ha indirizzato verso questa gemmina qui. Ah, perfetta. Fine e riscaldante il giusto con quel twist impalpabile di cioccolato c hiaro e latte di mandorla in sottofondo. Mi son trovata persino a metterla prima di dormire, in layering con la giusta crema per il corpo (altro trick che approfondiremo)  Che botta di vita, che coccola. Faremo strada insieme.