A fresh start.
Papera sconosciuta
Per chi già mi seguiva su instagram questa potrebbe essere una sorpresa: ma come, vivi e respiri gourmand e come primo post sul sito scegli..i verdi? E per di più…a ottobre?
Cosa posso dire, certe chiodi si fissano all’improvviso e prendono tutto lo spazio finché non vengono appagati.
Saranno due interi lockdown passati chiusa in un bilocale che si affaccia su palazzi grigi (amo Milano, amo Milano), sarà..no, non c’è altro, mi sa che è quello.
Ho voglia di steli verdi ma anche foreste, fiori a pelo d’acqua, campi di tè e baby foglioline balsamiche di menta, basilico ed eucalipto. Campi incolti, erba tagliata ed erba perché no, rollata. E non credo di essere l’unica, visto le ultime uscite di molti marchi.
E quindi:
Frederic malle

Malle ha un posto molto speciale nel mio cuore, ho provato a riassumere perché ma praticamente ne è uscito un articolo a parte quindi l’ho messo un secondo via e per ora rimaniamo così: Malle ha un posto speciale nel mio cuore.
Questo post era pronto da mesi, il primo. Inizialmente qui c’era una descrizione di Lys Mediterranee, uno dei miei profumi speciali, di come mi ricorda degli steli di giglio verdi pisello dentro un vaso trasparente riempito d’acqua, dell’aria da una finestra. Tutte cose che penso e per cui lo amo e a cui tornerò ma poi…poi è uscito Synthetic Jungle. Mi son detta bhe, che caso, è un piccolo destino forse. Ispirato ad una giungla inventata come quelle di Rosseau, questo profumo E’ verde. Non nel senso che appartiene alla categoria dei verdi, proprio… verde. Mille pennellate lucide di verde pisello, basilico, mela, la linfa dolce del gelsomino acerbo. Un rettangolo di pittura verde fresca su un muro di città, un illusione. Un po’ come mi sento ad esplorare verdi in questo clima!
#3 Green green green and…green
Miller et bertaux

Quando ero piccola mia nonna, a casa sua, aveva sempre questi tè freddi di Twinings che secondo me comprava solo lei, molto ricercati ma scomodi, con le confezioni fatte a cilindro di un cartone che si rammolliva subito ma gusti inusuali e buonissimi. Ecco, appena ho annusato questo profumo ho avuto un déjà-vu accompagnato da una sensazione dolce di nostalgia: tè alla verbena! Erbaceo agrumato, la base al muschio, il green evergreen (perdonatemi il pessimo gioco di parole) perfetto.
Hermès

L’intera collezione dei giardini di Jean-Claude Ellena per Hermès è una piccola meraviglia elegante e senza genere, ma lui più di tutti. Questo profumo è un giardino all’ombra. Nella prima frescura di un fine pomeriggio di una giornata rovente, sotto la ombre a macchie di un fico, un grosso cipresso, cammini dopo una nuotata in piscina, i piedi sull’erba ancora bagnata dall’irrigatore ed un grosso bicchiere di infuso al bergamotto in mano.
Da vaporizzare come se fosse acqua.
Parfum D’empire

Le note elencate sulla pagina Fragrantica di questo profumo sono, per me, la prova che ignorare il proprio naso e servirsene per studiare o parlare di un profumo è l’equivalente di copiare il riassunto di un libro da studenti.it per il tema di italiano. Puoi farlo, probabilmente non dirai fesserie e qualcosa avrai imparato ma ti sarai perso tutto il gusto del libro (posso farle queste battute da secchiona petulante – son stata bocciata due volte, sono una capra pentita).
Fragrantica dice: foglia di pomodoro, fieno, erba, lime, etcetera. D’accordo, capisco, ma dov’è la Corsica furiosa? Poi annuso e li sento: elicrisio e finocchietto selvatico, accompagnati da un muschio sabbioso. E’ aridità e freschezza allo stesso tempo, è selvaggio, è davvero lei in tutta la sua rude bellezza.
Lorenzo Villoresi

Neil Chapman, nel suo splendido libro “profumo, alla ricerca della tua fragranza” , parlando di aromaterapia afferma che le note verdi siano utili per riassettare la mente e, per provarlo, racconta di come una volta abbia sfoderato una boccetta di Yerbamate dopo un viaggio infinito da Tokyo a città del Messico, per contrastare il jet lag. L’ho emulato, ma con un hangover, immaginando che il meccanismo fosse simile. Confermo! La sua piramide sembra tre campetti di erba da golf: tutto verde. Erba, tè, fieno, menta, note verdi rugiadose, ma soprattutto dragoncello ed erba mate, fautori delle nostre rinascite, ed una base di vetiver sempre accompagnata all’onnipresente tè, androgina e gradevole.
Room 1015

Prefazione: quando mi imbatto in un profumo che dovrebbe omaggiare la cannabis…alzo sempre un po’ gli occhi.
Sono spesso versioni eccessive, romanzate, strizzano l’occhiolino come a dire guarda che marachella che ti sto combinando e insomma, che noia. Non loro però! Room 1015 è una scoperta che son lietissima di aver fatto: Un brand moderno e super cool, pochi profumi ognuno pieno di atmosfera. Sweet leaf è il sentore che ti rimane sulle mani di un germoglio di marijuana realistico sì, ma fiorito ed addolcito da note di gelsomino e pompelmo che lo rendono semplicemente delizioso per tutti, con un twist sofisticato e moderno. Più da Rihanna che da Seth Rogen insomma, con tutto l’amore che nutro per quest’ultimo.
Artisan Parfumeur

Ok, sto barando. Mi rivolgo ai lettori esperti: cosa dovrebbe essere tecnicamente Timbuktu? Un legnoso, uno speziato?. Io però quando lo annuso sento verde. Mango? Verde! Cardamomo? Verde! Papiro? Verde! Vetiver? Verde, verde! Reso scuro e profondo dall’incenso, caldo dal patchuoli. Lo chiamerei…un verde avventuroso, anzi un verde che si è avventurato, che è partito ed è tornato sporco felice e pieno di storie da raccontare.