Non so voi, ma io ho lavorato tutto il mese in una Milano così bollente da sciogliere il cemento. Per un problema ormonale in più soffro il caldo il doppio della media, quindi praticamente non faccio in tempo ad uscire dalla doccia che già mi sento scomposta e sudata. Ingestibile. Ho bisogno fisico di fresco. La guida che segue è in collaborazione con un brand di brand di profumeria francese venduto in farmacia (chic) che in realtà mi ha già fatto compagnia per ben più di una mia (torrida) estate parigina: Roger&Gallet, marchio storico che esiste da quando le acque di colonia oltre che a vaporizzarle potevi anche berle (eh sì, le loro comprese). 

La loro punta di diamante sono le eaux fraiches, eau de toilette leggere e naturali, praticamente una botta di vita energizzante o calmante. “Freshies” quindi è il termine slang (sì, esiste lo slang di nicchia) per definire questo tipo di profumazioni che ti rimettono in pace con il mondo. É una categoria che Roger&Gallet ormai padroneggia ma che solo quest’anno hanno ha finalmente rilanciato. Sono contenta che mi abbiano scelta per parlare liberamente di questi gioiellini, li ho sparsi tutti nelle borse come tanti piccoli pokemon simili ma diversi, per rinfrescamenti d’emergenza e non. Nuovo staple estivo?

Di ogni profumazione esistono anche le loro saponette iconiche, crema mani, deodorante (!), latte corpo (!) e gel doccia.

 

Gingembre Rouge

Uno dei loro assi nonchè una delle mie preferite,  creata da Amandine Clerc-Marie ed Alberto Morillas (sì, perchè ci son pure dietro dei signori nasi) è la più fruttata, squillante e frizzante di tutte, con zenzero (candito e non!) e frutti rossi succosi e dolci-aciduli come litchi e melograno. Io la uso soprattutto al mattino, quando ho bisogno di una scossa o quando mi voglio dare la carica per la palestra o un giorno di set dove so che sarò all’aperto a patire, ma non ho nemmeno paura di usarlo se ho addosso un profumo con base di vaniglia o frutta da “rinnovare”. Na botta de vita, con un tocco flirty che male non fa mai.

layer it with: Meliora di Parfums de Marly; Blackberry Lily The seven Virtue;  Rose Ponpon di Annick Goutal

 

Cedrat

Perla sottovalutata. Karine Dubreuil e Mathilde Bijaoui creano qui il perfetto agrumato non dolce, dry e pulito: cedro, polpemo, basilico aromatico e vetiver. Un’eleganza semplice, quasi giapponese, ma che per compostezza potrebbe anche benissimo sembrare Hermes. Se siete tipi da profumo-non profumo che vogliono comunque avere una certa dignità fresca sotto questo calore di Dubai raccomando di indossarlo assieme alla sua crema idratante per una stratificazione che potrebbe benissimo diventare signature. Me lo immagino su quel genere di persona che riesce sempre a vestirsi sui toni del beige e bianco senza mai passare per banale.

layer with: per me niente, a giocarci si rischierebbe di perderne la magia minimale. 

 

Fleur D’Osmanthus

Nathalie Lorson, la creatrice di quest’acqua profumata, è assolutamente una delle punte di diamante degli ultimi anni. Non la sto citando, però, per elencare le pietre miliari che ha creato ed aiutato a creare (dai più underground, concettuali Another13 per Le Labo ed i vari Musicology agli sbanca-botteghino come Black Opium e Alien Goddess) quanto per uno dei miei profumi-rivelazione dell’ultimo anno: Meliora di Parfums De Marly, già citato qui sopra. Fleur D’Osmanthus è la parte più civettuola dell’osmanto, con la sua punta fiorita di albicocca, ed ha in effetti una dolcezza che a Meliora manca ma con una leggiadria che non può fare a meno di ricordarmelo, come energia: eccoci di nuovo nel terreno profumo di fata.

layer with: Paradise Moon di Estee Lauder ; Inlè di Memo Paris ; Casta Diva di Nobile

 

Bois D’Orange

Ho questo hot take che mi sta proprio qui da mesi e devo tirarlo fuori quindi permettetemi questa premessa: vedere la firma di un grosso naso dietro un profumo non è per forza sinonimo di qualità. Crederlo è stato uno dei primi granchi che ho preso da giovane neofita, mi sembrava una rassicurazione quasi matematica per la mia impostor sindrome: se l’ha fatto tizi* è buono per forza, no? No baby, anche a Scorzese è toccato girare progetti di cui probabilmente ora si vergogna o riciclare idee. Ma questo non è il caso, nè credo lo sarà mai con la persona di cui stiamo parlando. Un grande come Dominique Ropion si vede dall’eleganza con cui riesce a mettere in ordine anche una cosa così pura come questa acqua all’arancia: con la dolcezza rotonda del patchouli diventa una caramella in gelatina di zucchero, deliziosa e un po’ nostalgica. 

layer with: Unknown Pleasure di Kerosene ; Sugar di Fresh;  Dulcis in Fundo di Profumum Roma 

 

Feuille de The

Lei me l’han fatta scoprire alla presentazione ed è rapidamente ascesa fino ad arrivare alla mia personale top tre (che ovviamente non è in ordine perchè sono bilancia), sicuramente la più originale tra le scelte. Si tratta di una creazione di Alberto Morillas, elegante come ogni cosa che tocca: al the nero speziato e limone, piacevolissima e quasi affumicata che per essere un’acqua sorprende. Leggero ma con carattere, è il genere di profumo che vedrei addosso ad una Camille Rowe per una tranquilla, romantica estate in provenza.  Mi ricorda tanto una creazione di nicchia che amo ma che non nominerò qui. Potrei o non potrei averlo messo qui sotto tra i profumi con cui fare layering, però…

layer with: Vilhelm Dear Polly;  Sci fi di Ellis Brooklyn; The Noir Le Labo

 

Rose

Esiste qualcosa di più classicamente romantico di profumarsi con dell’acqua alla rosa? No davvero no. Soprattutto perchè in più quelli raccontati qui da Angeline Leporini son boccioli, di quelli confetto. Agrumato, rosa come il colore, fresco di rugiada, sulla carta questo baby fiore è accompagnato dalla peonia ma addosso per me si sente una cosa sola: rosa, rosa, delicatissima rosa a fior di pelle. Da portare nel formato piccolo sempre in giro nella borsa di paglia, se siete furbett* in cerca d’amore perchè dai: come si fa a non innamorarsi di una persona che si vaporizza di rosa durante la giornata? (sì, da ragazza ero terribile, perchè?) 

layer with: niente, se volete essere concettualmente fedeli a questa romanticizzazione della vostra persona. Profumo? cos’è? no, io solo petali strofinati sui polsi, ragazza* semplice.

 

Neroli

Altra perla sottostimata. Fabrice Pellegrin, altro mostro sacro, qui accompagna il neroli con fiori bianchi e gialli tra cui quelli d’arancio dolci cremosi ma ancora note verdi come il petit grain bilanciandosi perfettamente tra il demi gourmand a’la pastiera (sappiamo tutti a cosa sto alludendo) ed un luminoso acerbo pulito, naturale. Ok, parto per una delle mie tangenti: non so se avete presenti quelle colonie molto semplici in bottigliette di plastica che in Sud America (o anche qui) si usano anche per rituali sacri e di scaramanzia; il più celebre è l’agua de Florida. Io, tra i vari, usavo spesso quella ai Flor De Naranja, fiori d’arancio, semplicissima e deliziosa, che su di me aveva un effetto quasi inebriante, una grande energia femminile che ho provato più volte a ricreare in profumo, mai cogliendolo del tutto per via della sua leggerezza evanescente. Ecco, finalmente l’ho trovato.

layer with: Orange Blossom di Penhalingon’s, Love don’t be shy di Kilian, Gipsy Water di Byredo. 

 

Fleur de Figuier

Arriviamo alla mia preferita. Amic* se vi piace anche solo lontanamente il fico e volete sceglierne uno solo tra questi, this is your guy: Fleur De Figuer puo’ benissimo tener testa a qualsiasi profumo al fico sul mercato. Certo, è un’acqua e durerà meno di un EDT ma vuoi mettere? Stratificatelo quanto volete, vaporizzatevelo come se non ci fosse un domani, fateci quel che volete perchè non sarà mai troppo. Quasi un miele, è il fico più morbido, verde e lattiginoso che ci sia, in formato nuvola. Fresco, maturo e leggermente selvaggio sa esattamente di ombra mediterranea. Era il profumo che indossavo a Parigi e riscoprirlo è stato bittersweet ma bellissimo, non ci divideremo più. Ah, non ho nominato il naso perchè volevo tenermelo così, da lanciarlo con nonchalance alla fine: Francis Kurkdjian. 

Layer with: Un bel molecule tipo Escentric 02, per accentuarne la dolcezza asprigna, Slowdrive di Hiram greem per sottolineare il lato di miele. Per il resto, io mi ci faccio il bagno. 

P.S

se siete dei bilancia indecisi come me, sul sito(link) c’è persino un discovery kit.