Buongiorno! Ci ritroviamo.

Mi son presa un momento di pausa, quella cosa che avevo giurato e spergiurato che non avrei mai fatto. Una parte di me forse vuole ribellarsi a queste leggi non scritte che impongono di buttare continuamente nuova carne al fuoco non importa cosa e non importa come, l’altra forse si è accorta che questa non è una mole di contenuti ragionevole per una persona sola…sana di mente. Ma sto trovando la mia quadra, come si dice.  Cosa vi siete persi? Un paio di articoli a tema un po’ dark che date le belle giornate di questo inizio marzo probabilmente non vedranno la luce ancora per un po’. Pazienza, il bello dei profumi è che non hanno un conto alla rovescia.

Quale articolo migliore quindi per riprendere il filo (soprattutto se ormai mi seguite da un po’ e conoscete i miei gusti) di uno a tema gourmand? Glazed: dopo questo momento all-glazed-everythink tra cui pure le unghie (trend a cui non mi sono sottratta anzi), perché non adattarlo ai profumi? Di nuovo sette creazioni a base di vaniglia sì, ma questa volta tutti zuccherini, lucenti, un po’ ingenui, appetitosi e pastello. Glassati, appunto. Un po’ di dolcezza, un po’ di leggerezza. Che beatitudine. 

 

Dama Bianca

Casamorati

 

Immaginando il profumo di un vassoio di pasticcini glassati, lui forse è la prima vaniglia a venirmi in mente. La differenza tra Dama Bianca e Lira (forse ormai la vaniglia più famosa di Casamorati nonchè una delle mie preferite ever) è che il primo si diverte a lasciar dietro scie caramellate mentre lui si comporta da gourmand…timido. La sua dolcezza più che essere gooey e densa è ariosa e tenue, vicino alla pelle.  Il dolce che mi immagino, in questo caso, è una eclair di qualche patisserie parigina un po’ fancy ma moderna: la glassa è bianca immacolata e cosparsa di piccole perle opalescenti. La crema all’interno è al gusto di vaniglia e fiori bianchi. Credo di aver trovato il profumo perfetto per una sposa con il debole per i gourmand.

 

Vanille Et Coco

E. Coudray

 

In questa lista di vaniglie leggere percepirete una sorta di doppio tema: da una parte quelle agrumatine, luccicanti, dall’altra quelle quasi talcate. A’la zucchero a velo. Sono le due anime gourmand che preferisco, nonché perfette parafrasi non letterali di qualcosa di non solo commestibile ma delizioso, nobilitato da abili mani di nasi-pasticceri.  Vanille Et Coco appartiene alla seconda categoria. Lui non è affatto una nuova scoperta, anzi. E. Coudray è forse, di questa lista, il marchio che conosco da più tempo. Mia nonna usava questi meravigliosi bagni-doccia tenuti in contenitori a barattolo che avevano la particolarità di essere quasi in crema ma soprattutto dorati (!) e che ovviamente alla me bambina sembravano la cosa più bella, preziosa e ambita al mondo – anche e soprattutto perchè mi era tassativamente vietato aprirli. Non ricordo quale profumazione usasse lei in particolare, credo l’ambra, so solo che appena ho riconosciuto il marchio in un negozio a Parigi, carica di senso di rivalsa e indipendenza come solo una diciottenne puo’ essere, sono entrata ed ho annusato tutto, scegliendo, ovviamente, il più dolce…versione profumo (perchè alla fine diciamocelo, con un bagnoschiuma che ce fai?).

Ed eccoci qui. Più che un bignè lui forse è un macaron, al cocco e ylang ylang. Romanticissimo, tenue, innocente.

 

 

Honoree Delights

Ex Nihilo

Sì, ritorna. E’ la creazione che ha ispirato questa lista, dovevo. Il più impalpabile, etereo ma soprattutto moderno strato semi trasparente di delicatezza. Dico sempre: è come guardare glitter dorati nell’aria, in controluce. Da Ex Nihilo non amano troppo seguire le regole e questa è una vaniglia sì ma senza vaniglia. In un periodo dove la profumeria artistica sta sbocciando e tutti iniziano a riempirsi bocca e portafoglio con piramidi stracolme di note ruffiane più da boss delle torte che da naso, l’ho trovato una boccata d’aria fresca, oltre che un gesto estremamente elegante. Non c’è nulla che mi riempia d’ammirazione più di chi riesce a far apparire semplice un processo elaborato (e non il contrario). Chapeau. 

Un consiglio: se siete agli inizi del vostro percorso gourmand potrebbe non toccare ancora le corde giuste, perchè le sfiora gentile, come un’arpista. Tornateci tra un po’ però, fatemi questo favore. 

My Ju-Ju

Indult

Indult è un brand celebre per aver dato luce alla vaniglia forse più ambita della profumeria artistica, Tihota. Viene usata come metro di giudizio così spesso proprio per quello che è: una, se non la, vaniglia fatta e finita senza bivi e senza colpi di scena ma sublime dalla testa alla base. Un po’ come con il caso Lira-Dama Bianca è capibile che My Ju-Ju caschi subito come opzione alternativa, più che protagonista, anche perchè si tratta del primo profumo non ideato da Francis Kurkdjian della maison. Ma Nathalie Feisthauer non è ne’ l’ultima arrivata ne’ estranea ai dolci delicati. Due dei miei preferiti sono suoi: Putain Des Palaces per Etat Libre D’Orange e Paris Cheri di Astrophil & Stella. Insomma facevo il tifo prima ancora di annusarlo e non mi ha delusa.

Se superate stoicamente la testa di limone quasi disinfettante, ecco la magia (My Ju-Ju significa proprio questo, nome che tra l’altro trovo graziosissimo, da Zia Mame): la glassa qui è al limoncello, ed è freschissima. Una fotogramma in technicolor di un dolce anni 60. 

 

Vanille

Domaine Privée

 

Eccovi qui una bella perla sotto i 100 che son molto fiera di aver pescato. Alcune le trovo a sorpresa, annusando e poi cercando il prezzo (come per Vanille Et Coco, poco più su) per altre, come in questo caso, faccio il procedimento inverso. E che soddisfazione fare finalmente bingo.Vi mostrerei quasi quasi la quantità di vaniglie aberranti che ho annusato per questa lista, ma non voglio metter fuori energia negativa, parliamo di cose belle: lui. Fragrantica ha una piramide, altri siti ne hanno altre, quindi come al solito vi dirò quello che sento io: è una vaniglia tenerissima accompagnata da qualcosa di fruttato e croccante come una mela o delle bacche, con un fondo piacevolmente legnoso che la trattiene dal diventare stucchevole.Viene paragonata a “La Danza Delle Libellule” ma io lo trovo molto più lieve, adatto ad ogni stagione. Non uso mai la temuta catchphrase “blind buy” ma qui, se siete un filo navigati, quasi quasi..(scherzo, su jovoy ci sono i campioncini).

 

Caldo Gourmand

Officina Delle Essenze

Ah! Eccoci qui. Questa è la (deliziosa) composizione che, secondo me, con una sorta di butterfly effect ha ispirato molti profumi in hype al momento. Li avete annusati Silk Woods, Vanilla Woods e, forse vi dirò, anche Vanille Antique di Byredo? Hanno una cosa in comune: sono tutti arrivati dopo di lui. Una vaniglia adorabile, quasi peluche, che se vi piacciono i profumi dolci da abbraccio, per me si presta benissimo a diventare signature: avvolgente senza perdere malleabilità, lievemente tropicale (forse il termine che ci si avvicina di più è “solare”) grazie alla nota di cocco quasi in scaglie.

Si puo’ dire maestra d’asilo-core?

 

Nero70

Xerjoff

Se mi seguite sui social (ma credo di sì, altrimenti come avreste trovato questo sito?) non parlo d’altro da un paio di mesi. La butto lì così: questo potrebbe essere uno dei miei nuovi profumi preferiti. Intendo proprio dire: podio. Non l’ho trovato da sola bensì, pensa un po’, facendomi fare una mappa astrale (l’ennesima, ma non dico mai di no si sa) da CampoMarzio70. Alla fine della consultazione Lisa, brand ambassador del negozio nonché una persona molto speciale, si è messa in cerca ed è tornata con lui.  Sarò onesta: sulla carta non dico che non ispiri, ma è una di quelle piramidi che si son già viste tante volte. Una sfilza di note agrumate (agrumi siciliani, bergamotto e neroli) ed un tocco di lavanda che in testa lo rendono quasi un fresco (per poco, promesso) e poi tanta, tanta vaniglia. Ma che vaniglia! La differenza sta lì. Da vanillofila ve lo dico: è una delle più fini, indulgenti e piacevoli che io abbia mai annusato. Ecco, lui forse più che glazed è glistering. Insomma a voi non viene mai voglia di sentirvi figlie di Venere, fare il bagno in un fiume di vaniglia costeggiato da prosperosi aranci che fan cadere i loro piccoli fiori a pelo d’acqua (latte)? A me sì.

Ad ogni modo, le lettrici estete come me avranno già intuito il mio livello di innamoramento dal fatto che l’ho inserito in questa lista nonostante la boccetta in VELLUTO. NERO (!). Amen.