Va bene, va bene. Sono ben consapevole di aver scritto l’ultimo articolo più per piacere mio che altro. Ma che cosa diventa questa condivisione di arti e passioni se finiamo tutti schiavi della richiesta di mercato o, più modernamente, di questo dannato algoritmo? Già, in effetti, scrivere articoli nel 2024 è coraggioso! Se siete qui a leggere invece di limitarvi a salvare il post su Instagram (grazie anche per quello!), per me è una vittoria. Non vi ho qui davanti fisicamente, ma immaginate che faccia il segno con le mani a pistola, cercando di buttarla sul ridere mentre nascondo il mio reale affetto. Grazie! A proposito di smancerie… vi devo questo post da un bel po’. Ci sono così tanti gourmand in fila che ho dovuto dividerli in capitoli: questo è quello del fruttato che non ti aspetti. Ce li immaginiamo tutti come granite estive, ma “little did we know”: si possono gustare anche in formato spalmabile, come creme, composte e marmellate. La chiave nella maggior parte delle formule? La potete indovinare: la vaniglia. Sta a lei il compito di sciogliere albicocche, pestare banane, frullare pere, caramellizzare mele e persino limoni.

 

Limone
 Unknown Pleasures
Kerosene

 

 

La prima volta che ho annusato Unknown Pleasures cercavo qualcosa di diverso, più gentile, e sono rimasta quasi scossa: in nessun profumo avevo mai percepito una nota di limone così corposa, oleosa, gialla. Poi il caramello, a fiocchi densi e lucidi, e infine la base di vaniglia ad amalgamare il tutto. Un plumcake con sopra una spessa glassa di limone, con tanto di scorza—no aspetta, meglio: più limonoso—una tarte au citron con la meringa sopra bella abbrustolita. L’accoppiata vaniglia e limone è così popolare da far quasi passare la voglia di parlarne, per quanto sia una delle mie preferite, ma di lui valeva la pena perché non ho mai più trovato qualcosa di simile.

 

 

Pera
Appear
Hermetica

 

La prova che a volte l’unica cosa che manca a un profumo è un buon team di marketing. Se avesse avuto gli agganci giusti, Appear in questo momento sarebbe ovunque su TikTok. E forse anche Hermetica in generale. Caramelle trasparenti granulose alla pera assieme a cocci di caramello lucente, mescolate a fuoco lento fino a sciogliersi insieme. Flirty, fruity: tutti quegli ingredienti che vengono elencati per farti venire l’acquolina in bocca, ecco, lui li ha davvero. Una delle sue qualità che più preferisco è che dalla piramide potresti aspettarti una bomba zuccherina, ma essendo un profumo senza alcool rimane comunque molto vicino alla pelle. Win-win per le amiche del gourmand timidino!

 

 

fragoline di bosco
Sérénade Aux Fraises
Kyse Perfumes

 

Recentemente ho sviluppato un nuovo metodo di avvicinarmi o, in molti casi, riavvicinarmi ai profumi. L’ho già menzionato da qualche parte, ma devo dire che sta davvero dando i suoi frutti, e Sérénade è uno di questi: avrò avuto questo campioncino volante in giro per casa (case! Ha persino resistito a un trasloco) per anni, liquidato quasi subito come troppo dolce. Poi l’ho annusato ad occhi chiusi, senza leggere il nome… sul mio diario delle impressioni ho segnato: quadretti Vichy, Mikako Koda, choux e fragoline. Di solito non sopporto la fragola nei profumi perché è una nota difficile da ricreare senza scadere nell’artificiale, ma qui è usata in modo delizioso. Pro: il naso è una signora self-made che li crea da sola, diventata cult per i suoi gourmand letteralmente homemade. Contro: purtroppo, da quando ho ordinato il mio set di campioni, le regole sono cambiate e non spedisce più fuori dall’America. Ma potete sempre segnarvelo per il prossimo viaggio o per qualche parente che arriva a Natale…

 

Fico
 Sainte+Figue
Francesca dell’Oro

 

 

Forse lo immaginate anche voi: esistono tantissimi profumi al fico, forse anche troppi, e forse anche tutti un po’ uguali. Philosophycos è stato uno di quei profumi che scuotono i trend per anni e gli effetti si sentono ancora. Eppure… ogni tanto trovi qualcosa di diverso. Sainte+Figue, tra verde e lattiginoso (le due vie che di solito seguono le note di fico), è decisamente più vicina alla seconda, ma il latte qui è sotto forma di pallina di gelato e il frutto è, beh, caramellato dall’ambra, come dentro una deliziosa crème brûlée leggermente affumicata. In wishlist sicuramente!

 

Pesca
Peach Revenge
Sarah Baker

 

 

Ho tantissimi dolci “preferiti”. È una cosa per cui vengo spesso presa in giro dagli amici, perché trovo che non ci sia niente di meglio di assaporare qualcosa di delizioso pensando: “questa è la cosa più squisita che io abbia mai assaggiato”, e non intendo mettermi paletti sul numero di dessert per cui posso dirlo. Nonostante questo, e per quanto possa sembrare contraddittorio, ho standard rigidi e un gruppo di preferiti preferiti. Nella maggior parte di loro, uno degli ingredienti è sempre la pesca: il frullato di Ugo, la torta di Giovanna, la pesca al forno con gelato alla crema e amaretto del Gallo. Ecco, questo profumo è un mix di tutti e tre: l’asprignità zuccherina di una pesca matura frullata, la frolla di un cobbler, la cremosità di una crema all’amaretto. Vi avevo spaventato con Jungle Jezebel, lo so. Con lui, potete andare sul sicuro.

 

Mela
Jani
Sora Dora

Quando ho iniziato a fare questa lista ho quasi inconsciamente eliminato lui perchè ho pensato : no, troppo sexy. Poi però ci ho ripensato. Chi ha detto che una lista di gourmand invernali alla frutta deve essere solo comfort? Qui prendiamo due piccioni con una fava!
Ispirato alla torta della nonna di uno dei founder del brand di Berlino, Jani è una mela cotta che di disfa ancora fumante, chiusa in un guscio di pastafrolla alla vaniglia.
Non mi piace granché fare questo genere di esempio, lo trovo un esercizio pigro, ma in questo caso calzante: Think il calore sinuoso di Angel’s share di Kilian, con un’iniezione tramite sac à poche della composta di mele e vanillina di La Danza Delle Libellule di Nobile1942.

 Banana
Donna Sentenza
Hilde Soliani

Penso che i miei recettori di dopamina si siano definitivamente fritti, perché ho controllato almeno quattro volte di fila sia il sito che il profilo, sicurissima di averne già parlato, eppure niente. Ma come? È uno dei profumi da cui più mi sono sentita rappresentata per anni. Cioè, ok, la banana in generale. Non so da dove sia nata questa passione, so soltanto che quando studiavo ero conosciuta, in positivo ma forse più spesso in negativo, come la ragazza che profumava di banana. Sono partita da Vanille banane di Comptoir Sud Pacifique (di cui ho ancora scorte per almeno una manciata di anni dato che per un periodo lo discontinuarono e andai in panico) e sono passata più o meno per tutti i profumi (e creme idratanti, burrocacao, persino shampoo) alla banana che potete richiamare alla mente. Se esiste, l’ho avuto. Poi ho scoperto lui. Donna Sentenza prende spunto da un nomignolo della stessa Hilde: “parla, parla e poi cade sulla prima buccia”. Ma parla di me! (Cit.) Il fatto che poi sia la ricostruzione di un perfetto banana split anni ’80 con tanto di zuccherini colorati sopra è solo grasso che cola. O forse il contrario! Fa lo stesso: per un pubblico molto, molto specifico… sarà perfetto.