Sono una persona molto, molto freddolosa, e l’inverno lo passo a lamentarmi e creare tecniche di layering come se stessi per andare a sciare (ed io detesto sciare).

Questo genere di profumi già accennato nella lista della settimana scorsa quindi, è il mio preferito.

Caldi, avviluppanti, confortanti e potenti, Mi fanno recuperare un po’ di quella sicurezza e dignità che la combo di canotta+maglia termica+cardigan+golf cappellino e collant toglie brutalmente. 

E in più, non so se è una questione mentale a’la Wim Hof  ma a me, davvero, riscaldano un po’ il cuore.

 

Mulled Cider

Angel’s Share

Kilian

Oh, mio Dio. Quando inizio così si sa già che oh, mio Dio. Se mi piace. Quanto mi piace. Partiamo da una cosa bellissima che non è neanche la parte migliore: il flacone. Kilian Hennessy, il founder del marchio, è parte della stirpe Hennessy. No, non è una coincidenza, non sono cognomi gemelli, quegli Hennessy. Il cognac. 

Con i suoi profumi spesso quindi questa eredità si sente, in particolare in questa collezione che oltre a chiamarsi “The Liquors” ed essere composta da omaggi a liquori diversi…ha i flaconi a forma di bicchieri di cristallo. Per me è quel genere di cosa che fa il giro e diventa adorabile. Angel’s share è come un fastoso, ricco sidro di mele spolverato di cannella e corretto con il cognac, sono mele cotte al forno nel loro succo ed alcool, pronte per essere accompagnate con una pallina di gelato alla vaniglia. Se ve lo spruzzate tra i capelli (una mossa da veri killer) siate pronti ad avere il vostro spazio personale violato. 

 

Black Forest cocktail

Invite Only Amber 23

Kayali

Ok, ora: Avete letto tutta la descrizione di prima? Ecco. Sostituiamo ciliegie e cioccolato alla mela cotta. Se Angel’s Share e Lost cherry di Tom Ford (ciliegia ed amaretto) procreassero, Invite only sarebbe il loro piccolo enfant prodige. Prende del secondo la giocosità 100% gourmand delle note di testa e del primo la profondità che manca al secondo. Al suo cuore di mon chèri vengono poi abbinati tabacco ed una base calda di ambra, benzoino e vaniglia, addensando di mistero e intensità la sua dolcezza. Se con Angel’s share potremmo essere, volendo, anche ad una cena di famiglia durante le festività, con Invite only ci troviamo poco dopo, al bancone ramato del bar del Park Hyatt con gli amici (o solo un*, speciale) dopo un rapido cambio d’abito, recuperando endorfine con un buon cocktail e qualche flirt dopo aver discusso con lo zio leghista a tavola. 

 

 alla menta

Russian Tea

Masque

Come al solito con Masque Milano,  anche qui dietro c’è una storia affascinante. 

Un tè alla menta bevuto come agli inizi del 900 in Russia: infuso di tè nero e menta con, come vuole la tradizione, un cucchiaino di marmellata di lamponi usata al posto dello zucchero (più economico e meno dolce).

Betulla, fumo di incenso, menta e lampone si fronteggiano creando un contrasto di caldo e freddo, come se davvero stessimo sorseggiando quell’acqua bollente con le foglioline fresche che ancora volteggiano piano, immerse -la punta dolce ed acidula del lampone che quasi si sente sulla lingua. 

E’ un’essenza forte, romantica e temprante che ricorda più le atmosfere belle e feroci di Tarkovsky che la nobiltà russa romanticizzata: è un tè sorseggiato in una casetta di legno in mezzo al niente, con una tempesta di neve fuori dalla finestra. Una finestra su un altro tempo, in bottiglia.

 

Chai tea 

Remember me

Jovoy

Quando mi annuso il polso con lui addosso mi vien sempre da abbassare il collo in un’immaginaria sciarpa, come un piccione. Questo è il livello di comfort che raggiungo. Eppure nella sua unicità è anche sexy, il suo calore speziato mi regala carattere. Il tè chai è una tipica infusione indiana derivante dal colonialismo inglese. Al classico tè nero con il latte hanno aggiunto spezie come il cardamomo e lo zenzero. Riscalda, da’ energia e fa bene alla circolazione sanguigna (vedi che allora un fondo di verità c’è, quando dico che sento bene al cuore? ok, come concetto ) Remember Me ha tutte e quattro queste note più un bergamotto divino e fresco in testa ad accompagnare il cardamomo nelle presentazioni iniziali ed una vaniglia naturale ad arrotondarne la base. 

 

Golden Milk

Lattedoro

Gabriella Chieffo

Un’altra bevanda indiana, qui però passiamo all’ayurveda. Se c’è una cosa che mi fa venire i cinque minuti è come l’occidente abbia banalizzato al pelo della caricatura grossi tocchi di cultura indiana, rendendo pratiche piene di saggezza centenaria come appunto l’ayurveda degne di una roteata di occhi per la maggior parte delle persone -che, ovviamente, spesso non sanno neanche di cosa si sta parlando ma decidono già di avere un’opinione- Un po’ come l’astrologia. E non fatemi partire con lo yoga! Quindi sì. Dicevo. L’ayurveda. Troppo poco spazio e non è questo il posto giusto but look it up. Ok non so come son finita a fare arringhe povero Lattedoro, non se lo merita questo trattamento, è un profumo così buono e innocente.

Cannella, noce moscata, cocco (!) sandalo! iris morbidissimo! E, ovviamente, latte e curcuma nella sua sfaccettatura più dolce, la base della bevanda a cui è ispirato. Questo profumo è puro cocoon, la pancia di un gatto in cui sprofondare il naso, un golfone di angora soffice bianco uovo in cui perdersi. 

 

Crema di crema alla Edgar

Ani 

Nishane

L’ho già detto che questa è una delle mie categorie di profumi preferite, no? Quindi mi sa che mi gioco il mio secondo “oh, mio Dio” in un articolo. Per forza. Una precisazione: quando dico oh mio Dio non significa che quelli che non me lo fanno dire mi piacciono di meno, ma è come…avete presente il rapporto di uguale amore che potete avere per il vostro jeans preferito e per…quell’abito che vi sta a pennello? ecco. Questi sono alcuni dei miei abiti a pennello. 

Arriviamo ad Ani. Quante volte ho citato il cardamomo in bho, nemmeno dieci articoli? Tante, perché lo amo. E’ una spezia strana per essere una spezia fredda. Per chi non lo sapesse: le spezie si dividono in effetto caldo ed effetto freddo, ad esempio la cannella ed il peperoncino sono caldi, zenzero e semi di finocchio sono freddi. Il cardamomo per me è una spezia fredda che se vuole però può’ riscaldare, il che, in Ani, si traduce in piccoli biscottini speziati da pucciare in una crema di vaniglia e zest di limone così cremosa da ricordarmi la più iconica in assoluto, marchiata a fuoco nelle menti di ogni millenial (e spero oltre): quella di Edgar negli Aristogatti. 

 

Nesquik

Musc Maori 04

Pierre Guillaume

Ed eccolo, invece, il mio jeans preferito. 

Verso i 20 anni giravo spesso per lavoro da sola. E’ così che mi sono abituata a superare la timidezza (circa), a fare i miei giretti indipendenti, persino cenare. Come si dice, si impara a nuotare venendo buttati in mare! Le mie amiche a Milano studiavano, quelle del mio lavoro da modella erano amicizie evanescenti, che si esaurivano e riaccendevano a seconda di umori e situazioni. Ero molto su internet, in particolare su un forum di quasi sole ragazze, e già mi buttavo in monologhi a caso su moda, posti e ovviamente…profumi. Conobbi una ragazza di Roma, Sara, che mi consigliò di andare in un negozio che si chiamava Cherry. Già ero appassionata di nicchia ma non ero ancora mai stata in un negozio indipendente del genere.  la proprietaria, tutta vestita di pelle in quel posto che sembrava un unico lungo corridoio di legno, mi guidò in un percorso olfattivo che ricordo ancora. Alla fine le chiesi un profumo che sapesse di Nesquik e lei senza alcun giudizio mi tirò fuori lui, Musc Maori, raccontandomelo con così tanta maestria che ebbi praticamente un imprinting. Questo è il potere che può’ avere una persona appassionata, e lui, dopo anni, un centinaio di profumi e una cifra non misurabile di essenze annusate, è ancora uno se non IL mio profumo dell’inverno, un nostalgicissimo e nonostante tutto elegante latte, cacao e fava tonka tiepidi, in tazza.