Outside, touching grass…
Eheh.
Ciao! Come state?
Long time no see!
Ho scritto e riscritto questo articolo tante volte. Questa forse è quella buona. Sto vivendo un periodo che può essere raccontato secondo tanti punti di vista, tutti validi, ma andrò dritta al punto principale, o meglio: quello che mi farebbe sentire bugiarda ad occultare (non che io debba nulla a nessuno, questo lo so). Sono sotto anti depressivi da qualche mese! La parte più bizzarra è che questo chiamiamolo…itinerario, fa parte di un discorso che non riguarda nemmeno principalmente il mio tira e molla con questo disturbo, che ho ciclicamente. Ho iniziato finalmente (finalmente! con tanti punti esclamativi! ) una cura per il mio ADHD, che era ormai degenerato verso una ramificazione dal nome quasi offensivo: SCT, Sluggish Cognitive Tempo. Sluggish! che maniere! Chi ha dato questo nome doveva avere qualche vendetta personale di sorta. Insomma, ero (sono?) in quello che ora va di moda chiamare un vero e proprio “burn out”.
Non sto male, non è un momento facile certo ma non sono attivamente depressa. Solo, le mie energie ora sono un po’ prosciugate. Tornerei alla guerra in testa di prima? Assolutamente no. Ma nemmeno questo processo è facile, né buffo o divertente come lo fanno sembrare i meme su internet. La prima cosa che tocca questo tipo di farmaco (nel mio caso) è l’ansia: ma assieme a lei per un po’ se ne va anche qualsiasi spirito di iniziativa, diciamo. E’ temporaneo; ma ho dovuto per forza di cose prendermi una pausa, scegliere cosa far rallentare prima di iniziare ad odiare qualcosa che amo. Insomma, sono stata out there touching grass, come si dice. Lo consiglio!
A pensarci bene. I profumi verdi sono stati anche il tema del mio primo articolo su Scentlist, quindi, a distanza di quasi due anni…perchè non aggiornarlo? Ben ritrovati, mi siete mancati (per davvero).
L’Artisan Parfumeur

Vorrei poter dire che questo è il profumo che ha ispirato questo articolo, anche perchè teoricamente un po’ lo è, ma in realtà è andata più o meno così: in questi mesi mi son piano piano salvata profumi su profumi (e quanti! e quali!) da raccontarvi, finché mi son dovuta dire “bene, ma da da quali parto?”. Il senso metaforico dell’intro c’era ma ha pesato anche il fatto che la maggior parte bhe, erano verdi. Ho due tipologie di verdi che mi grattano un punto preciso dell’inconscio: quelli pastello acceso, soffusi, che mi ricordano i pascoli che disegnava con il gessetto per terra Dick Van Dyke in Mary Poppins – e quelli croccanti, dolci, asprigni, che mi fanno immaginare l’erba di zucchero della fabbrica di cioccolato (quella di Roald Dahl, non i film). Questo non solo appartiene alla seconda categoria ma ne è il re: acerbo, zuccherato, trasparente, freschissimo e, va da sé, decisamente erbaceo. Ero in una fase di letargo verso L’Artisan e ora mi sta tornando su tutto l’amore in un colpo solo.
Hima Jomo

Ultimamente la mia voglia di erbaceo si è acuita così tanto che i verdi agrumati quasi non mi bastavano più, ogni tanto ho bisogno di qualcosa di quasi sapido -borderline amaro. Hima Jomo è un brand che volevo annusare da tempo e finalmente ne ho avuto l’occasione da Esxcence: una collezione piccola ma ben costruita di creazioni in apparenza semplici ma bellissime. Assieme al profumo ispirato all’autunno, di cui vi parlerò a tempo debito, Spring in Paro è subito diventato uno dei miei preferiti. Erba bagnata (ha una combo di galbano e dragoncello in apertura che mi fa venir voglia di continuare a vaporizzarlo) dentro una caverna coperta di muschio verde, è un estate caldissima ma per fortuna ha appena smesso di piovere ed ora si sta da Dio -anzi, fa quasi freschino.
Chasing Scents

Per annusare questo profumo ho smosso monti (non mari dai, ma monti sì) riuscendo finalmente a trovare un negozio online che spedisce in Italia questo marchio australiano. Si chiama Fragrance and Art, è svedese e credo che non abbia neanche una pagina instagram -ma poco importa, ho finalmente un campioncino tra le mani. Il profumo di cui sto per parlare si chiama Rain Tea e Sandy Wong, la founder nonché naso del brand è laureata in chimica ed appassionata di the. Per tutti i suoi profumi (pochi, è un marchio indipendente- issimo ) utilizza una varietà di the preziosi estratti da lei nei modi più disparati: in Rain tea abbiamo the bianco, camomilla e crisantemo, per esempio, abbinati ad una bellissima, bellissima nota di perticore (pioggia) con una base dolce ma affatto pesante di miele, orzo (!) e un frutto tropicale che si chiama Longan e che ora voglio assolutamente assaggiare. Sulla mia pelle lo sento come il fondo aromatico e dolce di una camomilla al miele -con una sorta di profilo di cereali a lato. E’ calmante, dissetante, ma anche fresco e naturale. Sapete che non metto troppi profumi in wishlist ma lui sarà mio per forza.
Ella K

Potrei aver barato. Strano, non lo faccio mai! Teoricamente questa è una lista di profumi poetici, un po’ verdi, un po’ umidi – non sexy di per se, ecco. Lui comunque potrebbe essere definito un po’..lacustre. Vale dai. Think The Shape of Water meets Bella Hadid, ok?Scherzo. L’ispirazione teoricamente è il lago di Como ma In realtà di acqua ha ben poco: credo che l’immagine che aveva in testa Sonia Constant (creatrice del brand nonché uno dei miei nasi preferiti al mondo) era più un date nel giardino di una villa sulla sponda che un’avventura acquatica. E’ una serata mite, il tramonto è appena passato e le lucine si sono accese da poco. Un vento umido, tiepido (che gli inglesi chiamerebbero “balmy”, rende di più quello che intendo) fa volare petali rosa di oleandro sullo specchio d’acqua ormai d’acciaio scuro. Il tema del profumo è un orchidea nera vanigliata, scurita dalla base di sequoia e ambrofix (un tipo di ambra sintetica molto, molto sexy).
Bjork and Berries

Immergere la mano in una corrente di acqua di montagna gelida, per poi strusciarla ancora fredda e bagnata su un ripiano di pietra minerale grigia al sole su cui avete steso fettine di limone, aghi di pino, foglie di bosco e petali di violetta. Ha senso? Normalmente no, ma descrivendo questo profumo direi di sì. E’ verde di ombra, fresco e legnoso nel modo più naturale possibile. La base di vetiver è accompagnato da una betulla bianca dolce ed un po’ assopita, quasi di cotone, è forse la mia parte preferita. Sento gli uccellini…
Maison Martin Margiela
Ho raccomandato per anni Margiela come uno dei primi brand di profumeria non artistica ma nemmeno troppo commerciale diciamo, da cui partire per un viaggio di picchi di dopamina alla ricerca di qualcosa di diverso dal panorama “classico” ma con qualcosa di comunque famigliare, non troppo sfidante. Per questo quando mi son trovata davanti le recensioni di questa piccola, adorabile gemma (che tutto consideravo fuorché controversa), lì per lì son rimasta contrariata. Forse, e lo dice una che dai gourmand è partita e lì ritorna sempre, forse dicevo…la viralità e voglia di compiacere il prossimo di questa epoca social ci hanno un po’ impigrito. Nulla ci vieta di goderci una bella vaniglia da pasticceria, ma perchè non mantenere po’ di curiosità, perchè non avventurarsi? E’ un po’ come vivere solo di commedie romantiche anni 2000: soddisfano, sono rassicuranti, ma come si suol dire, non si vive di solo pane (e nemmeno di plumcake). Leggere cose come “ma chi vuole profumare di orto??” mi ha un po’ tolto il sorriso. Questa è una graziosissima composizione onestamente nemmeno troppo challenging ma non per questo meno carina, di foglie di pomodoro croccanti, con i pomodorini ciliegini ancora acerbi attaccati – mandarino, geranio ed una base di patchouli-terriccio leggera a dargli corpo. Let’s bring back fun!
Bastille

Le Rayon Vert, il raggio verde, è l’ultimo taglio di luce del sole prima di calare definitivamente la sera, spesso verde per un effetto ottico. E’ anche il nome di un romanzo di Verne che non ho letto e, soprattutto, il titolo del mio film del cuore di uno dei miei registi preferiti di sempre, Eric Rohmer. La protagonista, Delphine, una donna che sembra divisa in due, impossibile non empatizzare (almeno per me): un po’ passiva, un po’ presuntuosa, romanticissima ma persa a filosofeggiare per un suo costante terrore di vivere, così affascinata dalle persone ma timida, chiusa ma con un disperato bisogno di connessione. Delphine sente tutto troppo, ma è anche il suo bello. Non so se questo profumo è ispirato al film ma voglio pensare di sì. Verde di foglioline di basilico tenere pestate in un mortaio, finocchio, angelica, camomilla, una base di elicrisio, cedro e sandalo. Vegetale, dolce, naturale. Sul sito dicono: camminare a piedi nudi sull’erba fresca con il sorriso sulle labbra.
Outside, touching grass…
Comments (1)
Una risposta a “Outside, touching grass…”
Lo sai che io divento matta per l’erba bagnata?
😱😱😱