Ci sono due cose che mi piacciono da morire e che, di solito, quando lo dico a voce alta, tendono a stupire chi mi conosce da poco: i colossal americani e l’hard techno. A quanto pare non sembro tipa da nessuna delle due (faccina triste!). La prima forse per via dei luoghi comuni sul mio lavoro, ok. Per qualche motivo la gente si immagina che chi è dell’ambiente sia il primo ad essere snob con il materiale che consuma (ironicamente, di solito è il contrario). La seconda perché bhe, lo faccio di nascosto. Non deliberatamente sia chiaro, è solo che in genere chi ama quella musica ama anche la club culture e io invece piuttosto, pensa un po’, mi taglierei una mano. Però l’ascolto da sola. Dopo le mie otto ore di sonno, con un bell call time all’alba, meditata ed idratata, camminando serafica verso il lavoro. Ve lo ricordate technoviking? Eccomi, vestita Lemaire. Perciò ora capirete che quando è uscito Batman e ho visto la soundtrack è stata pura goduria. Il film mi è piaciuto un po’ meno, ma non importa, questo non è un post da fan o di critica del film in se, quello che divide questa saga dai vari Marvel ed X-Men è…lo stile. E’ sexy. La fotografia è sexy, i personaggi sono sexy, la scenografia è sexy (l’iconico garage-batcave con soffitto Led usato nei Batman di Nolan? that’s design porn) i costumi? Sono tre giorni che cerco “leather over the knee/bustier/trench” su Depop. E le musiche. Non parlo solo di Kevin Saunderson e Corvad ma anche ovviamente di Giacchino, che si è superato, maestoso. Questa lista è quindi ispirata a questo continuo dialogo tra orchestra e sintetizzatori, perfetto compendio di Gotham City: le atmosfere ed i dialoghi svuota-anima, le fog machine e luci rosse dei locali quasi infernali ma anche le rincorse in moto sotto la pioggia e le ombre a mezzo viso degne di un moderno film noir. 

Se mai ci incontreremo ad una serata: no you didn’t. 

 

 

Layton Exclusif

Parfums De Marly

 

 Lo dico subito: questo non è il profumo del Bruce Wayne di Pattinson/Reeves, con quella sua delicatezza inquietante che ricorda quella di un sociopatico che ti taglia una ciocca di capelli per annusarla di nascosto, bensì quello del Bruce Wayne di Bale/Nolan. Dovevo.  Brillante, arrogante, un Dan Bilzerian – misoginia + Q.I. Userò uno degli inglesismi che mi sono valsi la mia prima “hater” (le ho risposto che se puo’ consolarla quando lo parlo, l’inglese, sembro Anna Dello Russo) : questa è roba per un* ver* e propri* cocky motherfucker. Un’ingresso fresco e ruffiano come il Layton originale minus la mela (peccato, ma tanto passa in fretta)  al cui cuore speziato però poi si aggiunge una nota di pelle densa che lo “sporca” fantasticamente. Intensino, non c’è dubbio, e se la cosa vi spaventa è capibile, per quello c’è Layton OG, decisamente più digeribile. Ma baby-oh-baby, questa è davvero roba da supereroi. O super cattivi. 

 

Side effect

Initio

 

inizialmente, finito il film, ci sono rimasta un po’ male. Per me il bello di Catwoman (ma un po’ di tutti i cattivi di Batman) era la sua triste follia. Di cui qui non c’è più traccia. Ma anche la sua furbizia, il suo riuscire a entrare in contatto e manipolare come pongo la sua energia femminile divina dalla parte più naive alla più scura, essere in pieno controllo ma persa, utilizzare il patriarcato ma finire ai limiti, alienata da tutti. Ecco, quella catwoman, era Absolute Aphrodisiac, sempre di Initio (in effetti qui l’ho già paragonata proprio a lei). Questa CW invece è forse un po’ meno furba, un po’ più fragile ma decisamente più cool (dai, “the club within the club”? Che frase da Zoe Kravitz ) Dal modo di camminare allo sguardo, alla canotta bianca da Anjelica Huston: tutto è calcolato. Come un gatto. Quindi ecco, questa Selina decisamente indosserebbe una vaniglia moderna, dolce e smoky, enticing e sinuosa, vagamente sinistra, decisamente ipnotizzante:  Side effect. (vedi anche qui, tutto torna). 

 

New Leather

New Notes

 

Non amo le macchine ne’ mi sono mai interessate, onestamente. Non so distinguere una Mercedes da una BMW. A dirla tutta ho appena dovuto googlare “marchi macchine” per scrivere questa frase, e se qualcuno mi dicesse di avere una “BMW Mercedes” io probabilmente annuirei senza fare una piega, pensando già a cosa potrei mangiare stasera. Ma bhe, ho un debole per…le persone che guidano bene. Nel senso quelle che che sanno governare una macchina e hanno un certo stile nel farlo. Sono l’unica? Sarà forse perché non ho la patente? deheh. Qui sei in un’automobile affusolata con gli interni in pelle nera liscia, di notte, questa è la traccia in sottofondo e chiunque sia al volante ci sa decisamente fare. O magari stai guidando te, dipende da chi legge. Comunque questo è il profumo. suede nera, fin da subito, prima al pepe e poi accompagnata da balsami di labdano e cipriolo adrenalinico, fino ai legni secchi ed il vetiver. That’s the good stuff.  New notes è un marchio nuovissimo secondo me davvero cool che sto provando da poco e devo dire che sono genuinamente curiosa di scoprire di quel che combineranno, a giudicare da questa prima collezione.

 

Rake & Ruin 

Beaufort

 

AH! Che mina che ho qui tra le mani. Come mi piace trovare un profumo che si sposa così perfettamente con il tema scelto. Punto primo: spesso, come credo si sia ormai intuito se mi leggete da un po’, mi piace sovrapporre mie totali fantasie alla storia vera e propria del profumo. Qui non ne ho avuto bisogno: Rake & Ruin si ispira alle atmosfere della Londra antica di William Hogart, autore di stampe satiriche che ritraevano la città all’epoca. Un cumulo fumante ed autodistruttivo di perdizione, immoralità, corruzione e follia. Ricorda qualcosa? già. Pino verde ed affumicato (issimo) e gin coperti ad ogni scalino della piramide da una sola cosa: fumo denso e nero. Un bel cappotto in pelle fino ai piedi e siete pronti per conquistare Gotham city. o andare al Plastic. Ah! quando ho fatto una capatina appositamente per sentirlo da fragransinfabula incrociando le dita e sperando mi ispirasse, Alice (una maga) mi ha detto una cosa che l’ha reso ancora più perfetto: sapete chi è il creatore del brand? Leo Crabtree, il batterista dei Prodigy. Dicevamo?  orchestre e sintetizzatori? Assurdo. Sono deliziata. 

 

La Proie Pour L’ombre

Serge Lutens

 

La proie pour l’ombre. Un modo molto saggio dei francesi per dire: inseguendo le ombre, perdi quello che cercavi realmente. Perdere quel che è importante per qualcosa di immateriale. Un profumo che, secondo Lutens, ci trova a voler perennemente scegliere tra due cose che qui sono cuoio o vaniglia. Ma io più di tutto qui ci sento la liquirizia, teoricamente a contorno, e la cannella, mistica e nebbiosa  in apertura. Dolce e mellifluo, era da tanto che volevo inserire da qualche parte qui questa chicca e un po’ mi ero rassegnata al dover aspettare il prossimo Halloween. Perché per quanto dolce è cupo, tra i più cupi della lista, imperioso e grandioso, come i grattacieli della New York anni 20 a cui si ispirano i flaconi di questa linea. Non so se conoscete qualcuno con un degradation kink a cui far visita con addosso degli stivali stringati come quelli di “Selina” nella scena del funerale, ma lui è il profumo perfetto per l’occasione. 

 

Patchuoli Magnetik

Maison Crivelli

Quando, spettegolando con la mia amica profumata eau-de-mintea su Instagram abbiamo parlato di questo profumo che dovevo ancora annusare, lei, citando la campagna, mi ha scritto: “è davvero un giro in moto sotto una tempesta”. Bene, è bastato questo: imprinting. Non c’è più stato verso. Già mentre lo annusavo ancora sulla mouillette avevo negli occhi l’immagine di ruote che girano a vuoto sull’asfalto lanciando scintille incandescenti. E’, in testa, un patchuoli (pianta di origine sud-est asiatica dall’aroma dolce e terroso , solitamente usata in ambrati e gourmand)  che più che spandersi invadente, woodstock-iano e appiccicoso come siamo abituati a sentirlo, si dirama in rami sottili, androgino e contemporaneo come una tuta da moto futuristica. La gardenia gli dona un aurea quasi precoce mentre sandalo e pesca lo legano alla pelle con una personalissima chiave lattiginosa che sa di corpi caldi. E’ il profumo di una moderna catwoman Y2k, che prende un classico e lo stravolge, facendolo suo. 

 

Malafemmena 

Mansfield

 

(questo ultimo punto della lista potrebbe contenere un mini spoiler)

Se pensate che io molli facilmente il mio trope della antagonista-non antagonista di cui il nostro non sveglissimo eroe continua a non capire se fidarsi, vi sbagliate di grosso. Il più grosso letdown della donna gatto della Kravitz è stata la sua frase finale. If you know you know. Catwoman è una donna indipendente prima di tutto, smaliziata dalla vita, che sicuramente non si prende una cotta per il primo multimiliardario mitomane in mantello che trova. Ne ha visti, di tipi come Batman. E continuo a sperare che nel prossimo film lo fotta (in tutti i sensi). Ad ogni modo: la cosa che mi fa più ridere è che, la prima volta che Davide di Fragransinfabula mi ha fatto annusare questo profumo, ha proclamato raggiante: “questo è il profumo di Orietta Berti”. Scusa Davide. In effetti è vero, non intendo assolutamente dire che la signora Orietta non abbia la giusta carica per indossare questa bombetta ambrata carica di spezie bollenti. Però penso che potrebbe gentilmente condividerla con una signora catwoman che sai-quanti-cereali-sottomarca-si-devono-ancora-mangiare-le-altre: Eartha Kitt.  purr-et-all.