Ho iniziato a fare la modella per colpa di Pharrell. Vi riassumo brevemente. Ero una quindicenne striminzita a cui interessava solo la r’n’b (da buona millennial doc), i manga ed in effetti anche la moda, ma avevo di base una timidezza (o meglio, vergogna) che mi porto addosso ancora ora. Mi han convinta a firmare un contratto semplicemente presentandomi una ragazza che non solo era stata a Tokyo(!), ma aveva pure….conosciuto Pharrell Williams.  Ed eccomi lì, in partenza per New York, palesemente turlupinata, convinta di andare verso questo futuro marito (o quantomeno fling) con tutta la mitomania che puo’ contraddistinguere un’adolescente carina.  Insomma, non sono state le allettanti promesse di sfilate e mondo glamour a convincermi bensì la velata possibilità quasi pericolosa di diventare una groupie. E ovviamente spoiler, non l’ho mai conosciuto. Il massimo che mi è stato offerto è stato un backstage con Marylin Manson da un PR italiano che mi chiamava “nonna papera” dalla quantità di pacchi che gli tiravo, compreso quello. Forse, alla luce dei fatti, meglio così.  Almeno a Tokyo alla fine ci sono andata!

Questa lista è un po’ una lettera d’amore, un po’ un momento di nostalgia. Resta il fatto che quasi tutto quello che han prodotto i Neptunes (duo composto da lui e Chad Hugo, che lo affiancava anche nei n.e.r.d), continua puntualmente a finire in tutte le mie playlist estive, anche a distanza di vent’anni. Invecchiano come il vino o proprio non invecchiano, proprio come quell’alieno di Pharrell.

 

Number One

Malibu – Party in the Bay

Simone Andreoli 

Quando scrivo ascolto sempre qualcosa per entrare un po’ nel mood (dovevate vedermi nei giorni in cui stavo lavorando su the bimbofication) ma raramente son così presa bene. In inglese quando qualcosa è così istintivamente piacevole si dice “stupid good”, stupidamente buono/bello, ed è un modo di dire che mi piace molto. Questo è “stupid good”. L’avete sentito il testo? E’ praticamente Pharrell che paternalizza la sua ragazza mentre è lontano per lavoro. Ma almeno le promette che lei è la number one! di ottanta. Still a win. Pazienza, lui non è mai stato particolarmente woke nei suoi testi (avete mai ascoltato bene “Hypnotize you” ? roba da pepper spray) ignorate il tutto and just vibe, per usare l’ennesimo inglesismo. Ma questo è. E quindi. Lime, acqua di cocco ed una base di rum. Malibu come il liquore ma anche come in California, a bordo piscina come Rosie e Miranda nel video: fresco, luxe, dissetante…stupid good.

 

Boys

Mula Mula

Byron Parfums

 

Underrated, ed uno dei miei video preferiti di Britney Spears. Con quel riffino funky quasi midi e Britney che continua a sussurrare I get nasty (mio nuovo tormentone), lo trovo irresistibile. Parlando di ritorni continui nelle playlist estive, lui c’è sempre.  Mamma come mi manca questo genere di Pop: dolce, un po’ sexy, sfizioso, glossy. Esattamente come Mula Mula, il perfetto profumo flirty da club: fragola e pesche ricoperte di caramello, come una toffee fruttata, che della toffee ha quasi la consistenza, per finire con una base di oud e patchouli creamy che gli danno quel tocco di profondità giusta, a togliere un po’ quell’allure da giocattolino, dare un filo di mistero. Pronti per scendere in pista.

 

Drop It Like it’s Hot

L’eau Froide

Serge Lutens

 

A volte capita che la musica abbia bisogno di altri aggettivi oltre a quelli creati per lei, sfori in altre sensorialità. Pharrell dice di vedere i suoni. A me credo succeda una cosa simile con i profumi. Comunque il punto qua è che per me “Drop it like it’s Hot” è una traccia…rinfrescante. Non sto semplicemente dicendo che loro sono “fresh” (grazie al – ) o altre frasi da Steve Buscemi che cerca di mischiarsi ai giovani , dico proprio che rinfresca le orecchie. L’Eau Froide è il suo corrispettivo profumato. Immaginate dei cubetti di ghiaccio con all’interno dell’incenso mentolato e cristallizzato. The freshest (motherf*) in tutti i sensi. Ecco, ora sì che l’ho detto.

 

Frontin

Aqua Sextius

Jules et Mad

Acuqua Sextius è forse l’Oh-mio-dio di questa lista, e l’ho per forza dovuto associare a questa canzone. Ha la stessa brilantezza smooth. Con brillantezza intendo proprio che brilla, quasi quanto i diamanti grossi come monete appesi alle orecchie di Pharrell nel video. E’ un signor agrumato, un frescone DOC, un’energia maschile per quel tipo di uomo* che ha il coraggio di guardare negli occhi la persona con cui sta flirtando e sollevarla per il mento. Agrumi, tè, note marine, pino, fico, una base di muschio cedro e legno di guaico. Si son proprio detti ok mettiamo dentro tutto quel che troviamo di seducente e vediamo cosa ne esce. Bhe sì, han vinto. 

 

She Wants To Move

Hibiscus Marajad

Maison Crivelli

Questa combo è ah, chef’s kiss. Una cosa che ha sempre unito molto me e mio padre a parte il cibo è la musica, quella buona, quella “con l’anima” come dice lui, che mi ha cresciuta a pane e Disco Inferno. Dei moderni mainstream era difficile che gliene piacesse qualcuno, persino il fatto che a 9 anni mi piacevano le Spice Girls lo accettava con la morte nel cuore. Poi è uscita “She Wants To Move”, e quando è passata su mtv una volta che lo stava guardando, mi ha chiamata con il pezzo a tutto volume in sottofondo, dicendomi “ lo senti??  sono pazzeschi!!”. Ah, validazione. Era ed è ancora  uno dei pezzi con cui, per me, è impossibile restare fermi. La donna del testo me la immaginavo come un tornado, l’antitesi della ragazzina che ero, e tutt’ora quando la ballo mi piace incanalarla. Sensualissima, ipnotica, potente fino al fulminare. Hibiscus Marajad, una rosa ed un ibisco che son quasi carnivori. 

 

Beautiful

Bohemian Lime

Goldfield & Banks 

 

Non potevo non abbinare questo profumo così furbamente piacione ad un pezzo del genere. Come per tutti gli altri, stessa energia anche qui: li metti e senza rendertene conto hai una camicia di seta aperta addosso, sigaro in una mano, margarita nell’altra, e stai ballando al tramonto con gli occhiali da sole. A rio magari? Not bad. Un lime aromatico, potente, verde e un po’ paraculo, incontenibile, arrogantello. Ho avuto una grande crush per Snoop Dogg solo per il suo umorismo, la sua voce ed il modo in cui si muoveva, molleggiandosela come se tutto allo stesso tempo lo divertisse e non lo interessasse. E’ l’esatta attitudine del genere di persona da cui son sempre stata attratta, e di chi porterebbe Bohemian Lime. 

(Sì lo so che ho descritto tutti i tratti di una persona con assuefazione da marijuana, lasciatemi stare, sapete cosa intendevo dai)

                                                              

Yummy

Attrape-Rêves 

Louis Vuitton

 

Un po’ mi dispiace per le adolescenti di oggi, così precocemente stilisticamente sedate da un “eleganza” usata come un trend, di massa, le pagine social tutte uguali,tutte perfette, la consacrazione della camicia bianca che per carità, io ci vivo ma ho 30 anni e c’è così tanto altro. E un po’ vi invidio. Voi verrete forgiate da Matilda Djerf, splendida, noi lo siamo state da…Fergie. No scherzo (cioè anche), ma capirete che c’è un bel divario, abbonatecela. Però avevamo Gwen Stefani, nel pieno della sua carriera (e cultural appropriation, ok), vestita Galliano, Vivienne Westwood, a cantare canzoni così. Questa l’ascolto camminando quando me la voglio un po’ sentire. E lo stesso vale per Attrape-Reves, già descritto qui. Sottoscrivo quanto detto: orsetti gommosi gusto peonia-litchi, Juicy Couture 2.0, fantasticamente, irresistibilmente artificiale. Sex and Sugar is the flavor, per citare Gwen. 

                                                                        

Sugar Honey Iced Tea

LolitaLand

Lolita Lempicka

Questo è un po’ un extra in quanto questo profumino qui, questa piccola gemma da nemmeno 40 euro che pian piano mi ha conquistata, non si puo’ considerare proprio profumeria artistica. Ma pazienza. Sugar Honey Iced Tea, se non la conoscete già, vi consiglio di ascoltarla quando siete un po’ tristi. Tocca tutte le corde giuste, della seratonina: è dolce, mielata, melodiosa, non puo’ non alzare l’umore. Se la metti su in una soleggiata domenica di primavera, facendo colazione, ti sembra di vivere in un film disney, ti vien voglia di fare i pancakes e fare all’ammore (ok questo forse un po’ meno disney). Tutto ciò nel suo piccolo è anche l’effetto di Lolitaland di Lolita Lemptika, un profumo delizioso e gentile che sa di the freddo vanigliato alla pesca (c’è persino una nota di bellini nella fantasiosisssima piramide a cui crederemo sulla parola). E vogliamo mettere questa boccetta?