Leather weather, il clima da giacca di pelle. O stivale. Trench. Catsuit?  A me piace il chiodo (meglio ancora se usato e da uomo). Fate voi se vintage, vegana, rigenerata, qui si parla di un’idea.

Nonostante i tre anni di fashion styling allo IED (…) questo non è un sito sulla moda quindi non starò qui a spiegarne la storia ma di base possiamo dire che è un materiale che regala un certo allure e funziona diagonalmente, da Marlon Brando a Lou Reed, dai Sex Pistols ad Hedi Slimane, tanti stili diversi ed un solo comune denominatore: l’attitudine.

 

Chergui

Serge Lutens

 

Per quanto ormai sdoganata da moda e fast fashion una giacca di pelle abbinata come si deve puo’ decisamente ancora avvolgere in un alone di mistero e vita vissuta. Se questo è il mood a cui aspirate, state leggendo la descrizione giusta. Chergui è una delle pietre miliari dei profumi ambrati, un tabacco inizialmente quasi secco poi accompagnato da un miele affumicato ma denso e ambrato, come a schiarirgli la voce roca. Così diventa mellifluo, caldo e dolce al punto giusto. Se siete timidi, con lui addosso quando state zitti non sembrerete più impacciati bensì enigmatici (che comodità).

 

Nightclubbing

Celine

 

Questa la dedico ai miei amici a cui piace fare serata, con il cosiddetto stivaletto da combattimento e gli occhiali da sole di notte. Il mio sogno è rendere socialmente accettabile aprire i locali alle sette per tornare a casa a dormire massimo massimo a mezzanotte quindi assolutamente can’t relate. Questa però, è decisamente una versione romanticizzata di quello stile di vita, in bottiglia. Non so chi ha pensato che provare a ricreare l’odore di sigarette, pelle e alcool scadente con delle (splendide) note di orris (radice di iris, il suo fratello selvaggio e terroso ), vaniglia, galbano e sottilissimo patchouli fosse una buona idea. Certamente sono grata di non essere sua amica perché se avesse chiesto a me, da brava Virgo stellium l’avrei dissuaso, e invece si è rivelata un’idea geniale e, ancora più importante, nostalgicamente divina sulla pelle.

 

Cherry punk 

Room 1015

Ho iniziato ad avere un problema con la nota di ciliegia qualche anno fa. Mi piaceva l’idea ma poi finivo sempre per trovarla eccessivamente artificiale, povera di qualità. Poi per puro caso ho scoperto lui, che come già un altro profumo di questo marchio (ho già parlato di room 1015 qui .) è riuscito da solo a farmi rivalutare un genere. Una combinazione di ciliegia nera e cuoio assolutamente edgy, che poco ha a che fare con l’allure ingenuo delle altre ciliegie annusate fino ad ora. Questi sono dei pantaloni aderenti di quelli che quando cammini scricchiolano magnificamente, magari rossi, addosso a Joan Jett sul palco con le Runaways mentre si esibiscono con “Cherry Bomb”.

 

Tobacco Vanille

Tom Ford

 

Essendo per me la quintessenza del profumo iconico da rockstar di questo decennio, l’associazione con la pelle è stata quasi automatica. Meglio però se pitonata, dorata, frangiata o custom-made.

Tabacco, vaniglia speziata, fava tonka, ma anche una base di frutta secca decadente. Dolce quando mischiato ad energia maschile, forte su quella femminile, è sexy, ipnotico e poliedrico come un moderno Prince in completo metallizzato viola.

O Harry Styles in completo e boa di struzzo if that’s more your jam, di cui tra l’altro si dice che TV sia uno dei profumi in rotazione. 

 

Nvrmind

Aether 

 

Pensando ai vari modi di portare la pelle oltre al solito cliché della rockstar sporca e barocca, mi è venuto in mente il minimale strutturato dei primi 2000, e qual è  la versione olfattiva di quello stile se non i profumi molecolari? Aether ne crea di belli e un po’ ribelli (perdonate la rima) ed in questo caso ho scelto Nvrmind perché è una collaborazione con un magazine che omaggia i nirvana, mentre l’essenza in se’ si ispira il colore blu navy riprendendo il sentore dell’inchiostro, che si allarga in macchie immaginarie disomogenee ed eleganti di molecole animaliche, metalliche e trasparenti. Disobbedienza minimale, mi piace. 

 

Intoxicated

By Kilian

 

Su questo profumo ho avuto un veto. L’ho regalato al mio ragazzo e gli è piaciuto così tanto che si è girato subito verso di me con un espressione da Gollum vietandomi di parlarne sui social. Ma è durato poco perché a) ne parlavo ai muri già da prima di prenderlo a lui, con che coraggio e b) è ben contento di sapere che mi farò perdonare con un’altra scoperta. Detto questo, in effetti è divino su chiunque. Una combinazione di cardamomo e caffè calda e fredda insieme, perfetta in ogni stagione (una frase che chi mi conosce sa’, uso raramente), da cool cat alle 3 del mattino ma perfetto anche se sotto la giacca c’è una camicia e sono le 10 am. Ovviamente al fidanzato lo rubo.

 

Cuir de Russie

Chanel

 

La pelle, soprattutto se nera, per me è anche una foto b/w su fondale bianco o ancora meglio grigio, by Peter Lindbergh ad esempio. Un insubordinazione ormai  senza tempo, tramutata in eleganza. Cuir de Russie è questo: un omaggio al cuoio più sontuoso come lo era quello russo negli anni 20, sporco ma pulito, una lezione di classe in poche note di pelle e legni resinosi, un profumo da moderna Katherine Hepburn ma anche Lou Doillon, che preferisce mettere in soggezione piuttosto che compiacere e ciò’ nonostante finisce inevitabilmente per rubare cuori.