L’articolo che state per leggere è praticamente un pep-talk per chiunque si senta chiamat* in causa quando si parla di energia femminile, people pleasing, timidezza e…Beyonce.

Nei piani originali avrei voluto ri-accogliervi con qualcosa di tranquillo come un articolo su quali candele danno l’idea di una casa in ordine (arriverà), o cosa indossare per darsi nuova autorità a lavoro (arriverà anche questo). Insomma la vibe generale era quella classica di settembre: rimettersi in carreggiata, disciplinarsi, riorganizzare. Pura virgo energy. Poi è uscito Reinassance.  Sono stata educata, come tante ragazze, a disturbare il meno possibile. Prendere spazio a casa mia era visto come egocentrismo, un atto negativo, così come qualsiasi concezione positiva di se stessi detto troppo a voce alta. Ubris, il peccato peggiore. Per la nostra generazione e quindi quella dei nostri genitori è ancora comune giudicare come presuntuoso chiunque sia conscio del proprio potenziale, chiunque brilli senza scusarsene (soprattutto se donna, soprattutto tra donne) come se l’autostima fosse una valuta ad esaurimento: se ne hai troppa tu poi io come faccio a tenermi quel poco che ho io? Che peccato.

Bene, qui voglio fare esattamente il contrario. Gasiamoci a vicenda. It’s not that deep. Questa è una lista di profumi superbamente arroganti, assertivi, spudorati, immodesti, impudici. Un bel sillage con i controfiocchi è un ottimo modo per iniziare ad occupare spazio…

Buon anno nuovo, volevo dire settembre. 

 

I’m That Girl

Royal Sapphire

Thameen

 

Voglio iniziare con un bold statement: questa intera intera line up di profumi è pazzesca. Me lo dico da sola. Se siete in cerca di quel tipo di fragranza potente, piaciona ma sofisticata, queste sono le mie variazioni sul tema del momento. Tutte. Detto questo, lui forse è la mia scoperta preferita. Royal Sapphire è ispirato ai gioielli della Imperial State Crown della famiglia reale d’Inghilterra, adornata appunto da zaffiri.  Spero mi perdonerete il giochino un po’ ruffiano di partire con un profumo con un nome del genere in un articolo sull’autostima ma non ho resistito*. Questo profumo mi era in realtà già stato consigliato mesi e mesi fa, da Mazzolari. Supponente come sono l’avevo subito screditato: troppo maschile per me, troppo pulito. L’apertura è, in effetti, una sferzata di agrumi quasi da colonia classica, ma passata quella ecco che arriva l’ossimoro del cuore: è pulito opulento, che incute soggezione. Una combinazione particolare e perfetta di ambra musky, fiori bianchi ed arancia che si fa sentire senza offendere, una nube di autorità magnetica che gioca su quel filo sottile con meravigliosa eleganza. Glorioso. Me ne sentirete parlare ancora un bel po’.

*vi posso assicurare che prima di quanto è accaduto in Inghilterra questo pezzo dell’articolo era molto più divertente -se mi conoscete immaginerete- ma per rispetto mi son auto censurata. RIP!

 

Cozy

Loubirouge

Christian Louboutin

Non reputo Beyonce un’icona della moda, o meglio, non di quelle camaleontiche al passo con i tempi per lo meno. Va benissimo così. La sua figura per me è in un qualche modo cristallizzata nei primi anni 00, assieme alla S/S 2003 di Versace, Murakami per Vuitton e…le Louboutin. Quando ho scoperto la linea di profumi di quest’ultimo, così baroccamente al di fuori dei trend odierni, ho subito capito che potenzialmente sarebbero stata benissimo in una lista di questo genere – per poi dimenticarmene. Finché, ricercando iris nuovi degni di nota proprio per questa lista, mi sono subito lasciata intrigare dalla piramide di Loubirouge. Un blend in apparenza molto semplice ma assolutamente nelle mie corde di Iris, cardamomo e vaniglia. L’ho annusato incrociando le dita sperando nel fit perfetto e così è stato. Evocativo, denso, hearthy. Cozy è praticamente un mantra. Comfortable in my skin, cozy with who I am, feet up above your sins – I love myself (goddamn!). Sono affirmations!  Loubirouge le traduce con una perfezione quasi letterale. 

 

Alien Superstar

NoMad

Bond

Ce l’ho. L’avevo in canna da tempo, sapevo che sarebbe arrivata l’occasione giusta. I Bond possono dividere, c’è chi li considera pacchiani, chi trova che le loro composizioni siano troppo furbe, ma la loro qualità eccelsa è innegabile. La fascia di prezzo di un brand sempre più spesso è più frutto di un lavoro di posizionamento che altro. Non lo dico per tirare frecciatine, sia chiaro: è il risultato del mondo in cui viviamo e spesso ci cado anche io -conscia, ma insomma. Ad ogni modo questo non è il caso. NoMad potrebbe essere l’ennesima combo poco ispirata di rosa e oud, invece è molto, molto  di più. E’ pura abbondanza, tart (un termine che potremmo tradurre con “acidulo marmellatoso”, capirete perché scelgo di usare l’inglese), sfarzoso ed esotico grazie ad un oud morbidissimo, ricco, rosato, così sapientemente amalgamato che alla fine chissenefrega di cosa c’è dentro part 495060. Lo metto ed istantaneamente vorrei una camera con steady che mi gira intorno mentre mi porto una mano guantata piena di diamanti alla fronte, con aria drammatica. I’m too classy for this world! too classy to be touched! Ah, che struggimento madre mia. Ognuno ha la sua croce.

P.S

Per un mio dovere morale dato il prezzo, consiglierei di aspettare l’uscita del formato da 50ml. Nel frattempo mi sono ufficialmente messa in cerca di un dupe. Sapete come la penso a riguardo ma per questi casi trovo onesto trovare alternative. Ne riparleremo.

 

 

Move (feat Grace Jones & Tems)

Nefs

Nishane

 

 

Move! Grace fucking Jones. Il carisma, da dizionario, è charme che ispira devozione. Quando sono in presenza di donne intense, caratteri magnetici, cerco sempre di imparare il più possibile. Le volte che mi son trovata sul set con Carine Roifeld ogni tanto mi imbambolavo così tanto mentre parlava che Marco era costretto a tirarmi pedate. Credo nel potere dell’energia seduttiva femminile. E’ un tipo di carica che è lì, a disposizione di tutt* in realtà solo che in pochi si sentono abbastanza sicuri da incanalarla. Dico seduttiva sì ma non non per forza in senso romantico o sensuale – non viene utilizzata per piacere ma per potere (altra energia con una pessima reputazione perché mal adoperato), pestare i piedi, divertirsi, prendere comando per un po’. Non viene da un desiderio di validazione esteriore. E’ prendersi il proprio spazio. Nefs è perfetto, anzi oltre: una vera e propria esperienza di grandiosità nella profumeria di nicchia: potente, appagante, animalico. Miele, osmanto (praticamente albicocca), e poi spezie, whisky cuoiato, un oud qui deciso e dominante. Se indossate un profumo del genere e poi vi vergognate a sentirvela calda non avete capito il gioco. Usate il vostro potere! spaventate gli uomini! inondate l’ascensore di ambre e resine!  Incitate le amiche a fare lo stesso! Chissenefrega. The world is yours.

 

Thique

Wrap Me In Dreams 

HFC Paris

 

That’s that jelly, baby, champagne and cherry, baby!

Mi faccio ridere da sola quando parlo di profumi alla ciliegia. Perché parto sempre così: “se mi seguite da un po’ saprete che odio questa nota, la trovo sempre effimera, la rendono tutti così sciroppata da farla sembrare cheap, la maggior parte sono overpriced, etc etc. Bene, ecco un altro profumo alla ciliegia che invece amo! Lui è diverso!” Insomma dai, sono ridicola, forse devo solo far pace con il fatto che mi piace. Ma davvero…lui è diverso.  Se vi piace la ciliegia e volete qualcosa di speciale, inebriante, delizioso, resistente (!) ma soprattutto irresistibile da sfoggiare per un appuntamento o per uscire a spezzare cuori, fatemi la cortesia di andare ad annusarlo. Qui è noir, lucida e twin-peaksiana e, a differenza di essere sciroppata come nella maggior parte dei casi, spolverata di polvere a velo fine fine di fava tonka e vaniglia nera legnosa, ambigua – è questo che rende Wrap me In Dreams edibile sì, ma raffinato. Su di me fa lo stesso effetto di indossare lingerie nera. I’m talking balconcino, giarrettiera, tutto il circo. E non mi dite “oh Dio no, io mi sentirei ridicola” finché non l’avete provato. Fidatevi di una scema.

 

Pure/Honey

BabyCat

Yves Saint Laurent

 

Ho un fidanzato espansivo (e già qui) di quelli a cui piace…socializzare. Lo so, lo so. faticosissimo. Fa amicizia in aereo. Invita i vicini. Quelle cose lì. Ma soprattutto, si ricarica facendo serata. Ballando! Avete mai sentito una cosa più da estroverso di così? Chi esce davvero per ballare? La mia mente schiva non riusciva proprio a comprenderlo. Per me andare in un locale era una cosa che la gente fa per altro – amici, contatti, droghe, sesso, presenzialismo, musica se uno è appassionato- fine. Poi ho conosciuto Dani (e soprattutto l’ho visto ballare) e l’ho accettato, anzi -forse ora lo capisco anche. Questa estate scaltro come una faina approfittava della delicata finestra di 4.48 minuti di entusiasmo di questo pezzo per barattare serate insieme. Siamo giunti al compromesso di una (1) mia uscita a stagione, direi buono. Ecco, la scelta di un profumo per andare a ballare è un procedimento molto divertente ma delicato. Voglio qualcosa di sexy, em-powering non over-powering, misterioso ma non pesante (mi senti, nuvola di Black Orchid al Plastic? scherzo lo amo). Un filo dolce ma un po’ da stronza. Ho letto una review di Babycat che lo descriveva come un gelato alla crema versato sui sedili in pelle di una macchina da corsa, nuova fiammante metallica. La trovo una descrizione deliziosa. It should cost a billion to smell (!) this good! (ahah, lo so, cheesy, scusate).

 

Summer Reinassance

Gozo

Jeroboam

Beyonce, quella furbetta di una luna in scorpione (come la sottoscritta), ogni tanto sembra usare i testi delle sue canzoni come formule magiche. Le adopera per diventare il suo famoso alter-ego che tutto puo’: Sasha Fierce. Non sono menzogne, l’uso di mezzi esterni per condizionare subliminalmente il cervello a sentirsi in una certa maniera è un po’ un segreto di Fatima che viene fin troppo poco sfruttato dai singoli a proprio vantaggio. Più ti ripeti qualcosa più ci credi. “Le parole sono importanti”, come dice il buon Nanni Moretti, frase che in realtà a pensarci fa dire anche lui al suo, di alter ego, Michele Apicella. Ecco, tra una Sasha e un Michele io mi sentirei decisamente più quest’ultimo ma vedi? già sbaglio, stavo di nuovo partendo con il self-deprecating humor. Oggi invece ce la vogliamo sentire come? Calda, esatto. E tutto fa brodo. Questo è un discorso che si puo’ assolutamente applicare ad ogni profumo in ogni mia lista, l’intento che metto. Ma in particolare associato a questa rielaborazione di I Feel Love di Donna Summer, praticamente un richiamo delle sirene con un’aggiunta di tracotanza che solo una pop star puo’ (boy you never had a chance, adoro) ho voluto pensare a qualcosa che considero io per prima l’elisir da capitombolo perfetto, e per me questo significa una sola cosa: tuberosa. Questa, imbonita da fiori d’arancio e zafferano, sembra inizialmente quasi un lecca-lecca immaginario un po’ psichedelico con un’effetto quasi euforizzante, fino a intorbidirsi sempre di più di patchouli e spezie, come spire ipnotizzanti. Energia femminile usata nel modo più temibile. Fatene buon uso!