Questa lista è frutto di due cose: la prima, il mio recente viaggio in Giappone e conseguente pre-ispirazione (questa prefazione è, in realtà, scritta da ben prima di partire) – la seconda, il mio rinomato senso del business.  Stanno tutti facendo dei reel virali ispirati a Wes Anderson? Bella idea! Potrei in effetti fare uscire una lista ispirata a…Sofia Coppola, e per di più quando il trend sarà già sulla via del tramonto. Sempre più furba.  Superficialmente -o se chiedete ad un uomo etero mediamente appassionato di cinema – Sofia viene associata a colori pastello, macaron e ingenuità femminili di sorta. Magari hanno in mente qualche frame di Marie Antoinette o visto Lost in Traslation per Bill Murray – Virgin Suicides no, parla di teenagers giusto? Non è un tassello così importante dopotutto la Coppola…mica è un genere di interesse comune, ”mica è Tarantino!” (…)

I suoi sono mondi desaturati e solo leggermente abbelliti, le emozioni vengono usate come nuvole ingombranti in scene apparentemente quasi triviali, tutto è perennemente costellato di sarcasmo e malinconia (pura energia femminile) e le sue donne sono divise tra illuse e disilluse – e sì, alcune mangeranno macaron magari ma statene certi, la persona che le dipinge sa benissimo cosa sta facendo…chi si identifica come donna sa. O per meglio dire: the girls who get it…get it. 

Se vivessi per un giorno in un suo film non avrei un’intera collezione di profumi (che volgarità alla fine) ma un piccolo vassoio bianco a fiori o di vetro acquamarina con sopra tre o quattro flaconi tutti molto amati ed usati, opacizzati dal tempo, usati per far profumare la pelle di qualcosa di amabile e poetico come muschi, miele, piccoli fiori e riso. Sicuramente descrivendoli farei innamorare il co-protagonista, prima di salutarlo per sempre. 

 

 

 

Little Flower

Règime des Fleurs

 

 

Come ogni tanto mi diverto a raccontare, ci sono diverse tipologie di hype quando si parla di profumi di nicchia. C’è quella da YouTube, in genere profumi molto forti, molto sexy e considerati sopravvalutissimi o Holy Grail (no in between) da un determinato gruppo di fanatici mentre il resto del mondo a stento sa di cosa si sta parlando; quella dai resto dei social, che dipende un po’ da quando vengono attivate le campagne #ad e/o da un efficientissimo passaparola; e poi quello delle cool chick, tramandato credo con la forza del pensiero dal bagno di un’attrice indie a quello di una socialitè (ogni tanto ci casca dentro anche qualche influencer come socia onoraria ma è raro) ed in mezzo ai vari Diptyque e Byredo eccolo qui, il brand da conoscere: Regime Des Fleurs. Partito come un Side project di un’artista, produttrice e film maker newyorkese (ovviamente), per consolidare la loro supremazia nel genere profumo da it girl, per questa creazione hanno coinvolto la regina suprema aka…Chloe Sevigny. Dal flacone con tappo perlato confetto, al nome, alla backstory tutto sembrava fin troppo bello ma fortunatamente si traduce alla perfezione: un delicato the di rugiada di fiori rosa e verdi delicati leggera leggera – sembra un profumo creato per un cigno. O una regina. Stupendo.

P.S

Ma quanto è strano che Sofia e Chloe non abbiano mai fatto un film insieme? Devo trovarmi nell’universo sbagliato. 

 

Paris Paris

Chanel

 

 

Ci sono molti modi di portare un profumo di Chanel (dove Sofia è stata stagista, fun fact). Ha già di per se molti più significati intrinsechi rispetto a qualsiasi altro profumo, è un dato di fatto che va al di là di una normale recensione neutrale (e non c’entra con lo status sociale – o meglio forse in origine, ma ormai si è trasformato in ben altro).  E’ un po’ come funziona la moda: puoi fare, vedere, comprare e indossare tutte le cose “giuste”, il total look, il capello perfetto, ma quello che ti da carattere è l’attitudine, la naturalezza nel riempire gli spazi, comunicare se stessi -che non significa essere sempre a mille, anzi c’è disinvoltura anche nell’accogliere le proprie timidezze, incertezze. Per me, in quella scena di Lost In Translation in cui Scarlett Johansson monta quel cattura sogni fatto di fiori di carta, in piedi sul letto in golfino grigio e mutande semplici rosa trasparenti…indossa qualcosa come Paris Paris. Una rosa effervescente e pulita, volutamente semplice ed elegante ma non per questo etichettabile come minimale, splendida, al di fuori di mode e catalogazioni. 

 

Rakugan

J-Scent

 

 J-Scent è un brand giapponese che ho conosciuto l’anno scorso da Esxcence (ne ho parlato qui) – ho trovato adorabile tutta la collezione, ma lui in particolare mi ha rapito il cuore. Ecco avete presente quando nella prefazione parlavo di profumi che se descritti farebbero innamorare qualcuno? Pensavo in particolare a lui. I Rakugan sono deliziosi dolcetti tradizionali giapponesi fatti di zucchero bianco pressato, farina di riso ed amido. Sono friabili, fragilissimi e creati nelle forme e colori più poetici e sognanti -dal fiore di loto alla foglia d’acero al petalo di sakura fino al coniglietto bianco. 

Non aspettatevi una dolcezza familiare: polvere di riso, zucchero fruttato tiepido. E’ disadorno nella sua tenerezza, dolce senza essere lezioso, ma non per questo senz’anima. L’atmosfera mi ricorda una foto di Corinne Day, in particolare questa campagna di MiuMiu: una stanza scarna con le lenzuola color pesca. Volete sorridere? Quando mi è venuto in mente questa connessione senza senso logico, ho pensato. Si ma che c’entra con Sofia Coppola, come le collego? Che ignorante (e che fortuna) ovviamente erano amiche. Ecco il suo bellissimo foto reportage su The Virgin Suicides per The Face. 

 

Caprifoglio

Santa Maria Novella

 

Torniamo al vassoio di porcellana o vetro della prefazione, ecco, lui è proprio lì. Un  profumo che sa di caprifoglio (honeysuckle in inglese, nome che mi piace molto di più), piccoli fiori cedevoli e dorati sotto la luce estiva – un finto solflore in realtà accompagnato da agrumi in apertura, con un’arancia quasi caramella e poi miele ed uno splendido, pastosissimo ylang ylang. Anche qui, torniamo ai profumi usati come simbolo, gesto. Al di là delle piramidi, al di là di originalità di composizioni di sorta, al di là di nasi rockstar etcetera etcetera (tutte cose che come ben sapete mi divertono molto, ma non è la vibe di questa lista). I profumi possono essere idee. Appendici di sogni. Profumare di caprifoglio dicevamo, con un flacone comprato in Italia come prezioso souvenir di una vacanza romantica, qualche goccia sulle dita da passare dietro le orecchie e sotto le clavicole.  Sono sicura che le ragazze Lisbon apprezzerebbero (salvo poi usarne uno troppo pesante per la loro età di nascosto). 

 

 

Unspoken Musk

Francesca Bianchi

 

 

Negli anni 90 Sofia era quella ragazza. Con un piede un po’ in tutto da musica, moda e ovviamente cinema – ha partecipato a svariati video musicali di amici tra cui quello della band della sua bff Kim Gordon, i Sonic Youth, amica e-o figlioccia di metà olimpo della moda ha persino brevemente avuto una su linea (di cui parleremo dopo), è comparsa nei film più celebri del padre -ma soprattutto la mia parte preferita: il suo show su Comedy Central con l’amica e attrice Zoe Cassavates, Hi Octane. Se c’è UN link che dovete scegliere da aprire in questo articolo, fate che sia questo.  Karl Lagerfeld, Andre Leon Talley, Jenny Shimizu (che parla di menage a trois con Naomi e Chrissy e ripara una macchina), la suddetta Naomi – e nella stessa puntata Johnny Ramone (hai letto bene), Beck, Gus Van Sant, un molestissimo Nicholas Cage e Keanu Reeves. Il tutto mentre Sofia e Zoe testano macchine da corsa. E noi ci stupiamo se la figlia ha provato a dare una mazzetta per scappare in elicottero ad una serata? Se ha un quarto della cazzimma della madre, è solo l’inizio. Unspoken Musk è un muschio che, in pieno stile Francesca Bianchi, è dolce e selvaggio al tempo stesso. Il drydown è la mia parte preferita: un mix di castoreum, civetta (note che riproducono sentori animalici ), sandalo e vaniglia.  Lascia addosso l’effetto di indossare la maglietta di qualcuno che ti piace -quando c’è quel click ormonale che ti fa battere il cuore per il suo profumo – la mattina dopo. C’è stato un profumo molto virale, l’anno scorso, che non nominerò ma che nello storytelling della campagna aveva proprio questo concetto di “maglia della persona che ti manca”. Ecco, se avessero avuto un po’ più di inventiva anche nella piramide, l’effetto sarebbe stato questo. 

 

Sonic Flower

Room1015

Io lo so, che le fan di Sofia Coppola vanno a braccetto con le fan dei muschi a’la Glossier. Sarà una cosa generazionale, sarà che conosco i miei polli, ma non vi preoccupate: lo so. E vi ho pensate.  Se il muschio leggermente skanky da after party non fa per voi, siete nel posto giusto.  Non potevo non mettere un Room1015 in questa lista, dato il legame doppio della regista con la musica (è sposata con il cantante dei Phoenix ma soprattutto avete mai ascoltato i soundtrack dei suoi film? Chef’s kiss) e la loro nuova uscita casca a fagiolo. L’immagine che propongo sempre è molto semplice, eccola qua: Blondie che esce dalla doccia dopo un concerto, turbante-et-all, in qualche villa mid-century style di Palm Springs appartenuta a chissà che vecchia star di Hollywood. Pulito, leggermente fruttato di crema idratante, musky come possono esserlo degli asciugamani bianchi usciti dall’asciugatrice. Il naso è lo stesso di You, Epinette, ma la composizione è -al mio naso- una sua evoluzione. Meno sussurrato magari sì, ma più strutturato, più luminoso, più sexy. Romantico moderno, minimale ma confortante. E’ nella mia personale wishlist! 

 

 

Enigma Pour Homme Parfum Cologne

Roja Dove

 

 

Sono stata indecisa per un po’ su cosa mettere qui. Da un lato, a livello letterale, sarebbe stato divertente mettere un profumo al latte, strizzando l’occhio alla sua linea di moda (du’ magliette grunge, ma ovviamente comunque iconiche)  anni 90 “Milk Fed”,  -anche perchè sa Dio quanti ne ho in canna- ma no, basta “cose carine”.  Sai cosa serve qua? Una controparte. Qualcosa che sappia di vecchio. Più precisamente: Hotel Storico Los Angelino. Chateau di This Wild Mercury, profumo proprio ispirato al celebre Chateau Marmont (Hotel dov’è in parte girato Somewhere ma anche dove si susseguono le migliori feste e i peggiori misteri della città dagli anni 30) di un marchio americano indipendente che mi incuriosisce da anni, sarebbe stato idealmente perfetto ma purtroppo non sono ancora riuscita ad annusarlo. Quindi l’ho immaginato. Enigma Pour Homme in realtà più che il legno antico dei corridoi ricorda gli avventori – più precisamente, essendo in tema, Stephen Dorff: affascinante, annoiato, non giovanissimo, famoso, stronzo. Certamente non è tipo da colonia fresca. Qui abbiamo: fiori scuri e poi cognac, tabacco tondo, ambra grigia – è considerato un profumo cult da venerare, fa status ed è certamente da dongiovanni…eppure ad alcuni, me compresa, ricorda la coca cola. Mi ha fatto sorridere come analogia. 

 

Freckled And Beautiful

A Lab On Fire 

 

Ok, non ho resistito. Va bene. E’ un profumo al latte. E preparatevi ad odiarmi: è praticamente introvabile in Italia. Non starò nemmeno a dire come ci ho messo le mani perchè dimostrerei quanto sono in too deep nella questione campioncini ( è un duro lavoro ma qualcuno…) mi limiterò a consigliarvi di passare da LuckyScent se vi è di strada nella prossima vacanza o gita lavorativa in California (spediscono profumi e campioncini online in molti paesi comunque). Ho un po’ tentennato su quando e dove nominarlo data la scarsità di recupero, ma qui ci stava tutto bene: latte sì ma ai fiori d’arancio e gelsomino come immersi e mischiati con un cucchiaio, accompagnato da biscottini secchi al malto- anzi, hear me out: non tanto accompagnati quanto pucciati…troppo. Quel profumino cerealitico lattiginoso (?) lì, mischiato alla pelle.  Descritto così potrebbe sembrarvi uno di quei gourmand letterali dal dna già sentito di cui ormai è pieno il mercato, invece si tratta di qualcosa di incredibilmente unico, estivo, e se pensi a quel profumo reale, nemmeno troppo dolce. Fa stare bene, sa di innocenza.

Lo dico per onestà intellettuale: Se mai collaborerò alla creazione di un profumo sappiate che lui sarà nel moodboard.

 

Féminité du Bois

Serge Lutens

 

Si dice che Serge Lutens sia il marchio di profumeria artistica preferito della Coppola anche se non ho trovato quale in particolare, così, con tutti i diritti che mi da’ la licenza poetica, ho deciso che per questa lista sarà lui, ovvero uno dei miei preferiti. Inizialmente creato nel 1992 per Shiseido e solo dopo spostato alla linea personale di Lutens, si puo’ ormai definire un grosso classico degli anni 90.  Sono Cedro e sandalo stondati ed addolciti da frutti e spezie dolciastri come prugna, pesca e cannella. L’effetto non è affatto stucchevole però – tutt’altro – è un profumo che lascia una scia dark, torbida e sensuale, da signature. Il nome significa letteralmente “la femminilità dei legni”, come un po’ per andare ad appropriarsi di una nota collegata all’universo maschile. Sapete un po’ come la penso su questi dualismi ma in questo caso l’ho trovato se non altro interessante, almeno per l’epoca. E mi piace l’idea di immaginarlo su energia maschile: trovo che la bilanci benissimo.

Un po’ come i suoi film, viene ritenuto riservato alle donne ma sulla pelle è universale – e se gli dai una chance è pieno di sfumature da raccontare.