L’anno scorso a quest’ora scrivevo di camere d’hotel lussuose, capelli freschi di parrucchiere, effetto spa, rebranding e Victoria Beckham. Giravo con un cappotto blu navy pesantissimo lungo fino alle caviglie, che mi piaceva abbinato al suono del tacco degli stivali, avevo appena scoperto la ricostruzione in gel e finito di leggere “Atomic Habits” (highly recommend). 

La lista che tutto ciò aveva ispirato era quindi per metà new year new me per metà bhe, diciamocelo, da stronzi. Che ogni tanto ci sta, anzi se vi serve incanalare quel mood eccovela.  Ma quest’anno avevo un craving diverso, quasi opposto: bramo lentezza, desidero tepore, mi vorrei quasi annoiare. Basta iput continui, basta microtrends, basta relazioni parasociali, basta anche a parole come “parasociale”. Scherzo, ovviamente non posso perchè ci lavoro (ah ah) ma non sarebbe carino fermarsi e bere un the da minuscole tazzine dentro un gigantesco stivale abbandonato – sferruzzare piccole sciarpine ad uncinetto per una famiglia di conigli – o perchè no, preparare vasetti di marmellata al sicuro dentro un albero secolare? 

“Normalize whatever this is”, come direbbero i giovani. 

Torno alle mie 150 mail in sospeso, ma sia messo agli atti che lo faccio sospirando. Ed annusandomi i polsi. 

 

Vetiver Insolent

Miller Harris

Mi è sempre piaciuto il vetiver, ma in quel modo distaccato in cui apprezzi uno stile che non ti appartiene, musica fatta per altri. Lo trovavo, in effetti, emblema dell’energia maschile doc, distinto, verde, a tratti freddo…”bello”. Poi, proprio cercando profumi che sapessero di bhe, selva, in the best way possible, ho scoperto lui. Non è un vetiver classico, va detto: è scuro, ricco e terroso, leggermente umido. E’ quella piccola tana nascosta sottoterra dove accoccolarsi su un morbido un tappeto di foglie autunnali. E’ cozy senza essere prevedibilmente dolce, accogliente, speciale, un po’ raw sì ma di una bellezza pura, disarmante. Volete sapere un piccolo fatto di sincronicità? Uno dei profumi che come mood ha ispirato questa lista è Falling Trees di Regime Des Fleurs , che però non sono riuscita ad annusare perchè difficile da reperire in Italia. Solo ora, annusandomi il polso e girovagando su fragrantica, sono andata ad approfondire il lavoro di Mathieu Nardin, il naso di Vetiver Insolent: …è lo stesso. 

 

Fantome de Maules

Stora Skuggan

Avete mai letto “I miei stupidi intenti”? Parla della vita dal punto di vista di una faina. E’ un libro che ho amato molto. Lo scrittore, Bernardo Zannoni ha uno stile molto acuto, elegante e snello, proprio come l’animale. Non si tratta di una bestia “normale” perchè per merito (o forse colpa) di una volpe inizia ad essere consapevole della propria esistenza, avere una coscienza, farsi domande sull’amore. Bene, questo è…quello. Un verde prato brillante ed allettante come campi sterminati, con cardamomo, lavanda, coriandolo. Una punta asprigna di galbano ed agrumi in testa ed un fondo muschiatino un po’ wild e piacevolissimo. Un profumo da faina acculturata*, if you will – o al contrario, un fougère, ovvero famiglia di note con energia maschile molto classica, un filo più selvatico del solito. 

*gli esperti di etichetta sapranno che di solito è meglio dire colto, perchè acculturato è un modo un po’ volgare di intendere una persona che si è fatto una cultura spartanamente…bhe, direi che qui per una volta ci stava, ok?

 

 

Chipmunk

Zoologist

 

Ogni volta mi fa sorridere di tenerezza. La prima volta che l’ho annusato, per qualche motivo, forse il caldo (era luglio ed ero a Barcellona) ci ho sentito solo la sua…nuttiness, le noccioline. Noccioline in mano ad uno scoiattolo americano. Carino eh, ma quello era. Solo ora, vuoi per il freschino, vuoi per l’evoluzione del mio percorso, sento e apprezzo tutto il resto. Zoologist è un brand secondo me molto divertente, famoso per portare i suoi esperimenti sempre un po’ più in là del consentito. In futuro magari parlerò dei loro profumi più estremi ma state tranquilli, non è questo il caso. Chipmunk è tra le loro più creazioni più gentili. Rimane decisamente tostato, sì, tra le nocciole e la noce moscata, ma oltre a questo e alle note di legni la parte che mi piace di più è il fondo, quando esce la parte più tenera e lievemente animalica: come una creaturina dal pelo soffice e tiepido, appallottolata nella conca di una quercia. E non è per niente facile rendere così adorabile una nota del genere. Wishlist. Ho bisogno asap di vaporizzarlo sul golf più morbido che ho.

 

 

Musc Amarante

L’artisan Parfumeur

L’Artisan Parfumeur è stato, per moltissimo tempo, il mio marchio “di nicchia” del cuore. Produceva meravigliose storie, viaggi, atmosfere. Tea for two, Dzing, Traversee du Bosphore, Bois Farine, Havana Vanille. Ad un certo punto attraversa un rebranding e così, uno dopo l’altro, tutti spariti. Discontinuati. Ecatombe. Così per un po’, amareggiata, ho perso interesse. Poi nel 2022 lanciano questa piccola, bizzarra collezione chiamata “Le Poteger”, l’orto. Cinque profumi ispirati ad…ortaggi.  Mi sono incuriosita come non succedeva da tempo. Non sono ancora riuscita a mettere le mani su tutti (hello? cavolfiore? devo!) ma nel frattempo…Musc Amarante, muschio ambretta e barbabietola. Non è un’idea deliziosa? Trovo che sia una nota assolutamente sottovalutata, un potenziale enorme. Sono in fissa da questa candela di Loewe. Ad ogni modo, lei è esattamente la barbabietola che non sapevo di volere: corposa, sporca di terra ma dolce, fruttata e… “polposa”. Che splendore. Se René Redzepi lanciasse una linea di profumi ce la vedrei benissimo. 

 

Iris Nazarena

Aede De Venustas

 

Ho già decantato le lodi di questo meraviglioso iris qui e avrei voluto sceglierne uno diverso per questa lista così, per cambiare. Solo che più mi annusavo il polso più sapevo che poteva essere solo lui quindi indugiate con me ancora un attimo mentre provo a riproporvelo sotto una luce un filo diversa (ma non troppo). Questo è un profumo notturno, che sa di antico, di una piccola casa nel bosco, di polvere posata su legni pregiati e gingilli misteriosi. Di silenzio al chiuso, al sicuro, radici di alberi potenti che si fanno spazio tra mattonelle rialzate e gatti fidati, morbidi al tatto. E’ un profumo sì incredibilmente atmosferico ma anche bellissimo sulla pelle. Una di quelle creazioni immaginifiche ma che per fortuna ha troppo classe per rimanere solo una storiella in note. Dovevo raccontarlo anche qui. 

 

Vetyverso

Laboratorio Olfattivo

Ok, bear with me: Avete presente quel genere di cantautore tipo Iron & Wine, I Fleet Foxes, forse anche Hozier? Bene. Se uno di loro o tutti e tre collaborassero alla colonna sonora di un cortometraggio in claymotion con protagonisti antropomorfi ecco, lì ci sarebbe sicuramente un riccio o non so, un tasso simpatico ed un po’ hipster (si dice ancora hipster?) che indossa Vetyverso.  Se avete nella vostra vita un riccio od un tasso simili o lo siete voi stessi vi consiglio di andare a dargli un’annusatina. E’ legnoso nel senso più rustico del termine, un po’ old school ma affascinante, speziato, avvolgente e rassicurante. Vetiver, pepe, salvia (quella da olio essenziale) e cedro. Ecco il soundtrack che mi è venuto in mente: Upward Over the Mountain – Iron & Wine, Would that I -Hozier…i fleet foxes fanno anche un piccolo cameo. Sono volpi, ça va sans dire. 

 

Tellus

Liquides Imaginaires

 

Quando ho iniziato a mettere mano a questa lista, domandandomi in quale direzione “profumata” andare, sapevo già che avrei voluto: un vetiver, un iris, un patchouli. E su quest’ultimo non ho mai avuto dubbi. Amo questa nota perché, come dice un grande saggio, puo’ essere ferro e puo’ essere piuma. Letteralmente viene usata per ricordare il cioccolato…o il terriccio. Ovviamente qui si parla del secondo caso. Non ho mai sentito qualcosa che ricordi quello che omaggia contemporaneamente così vividamente e poeticamente. Chiudo gli occhi e vedo proprio un panorama verde, nebbioso e piano di muschio soffice. Funghi rossi usciti da un’illustrazione e la luce che filtra dal manto fitto di foglie.  No, non “saprete” di terriccio (e poi che noia i profumi letterali diciamocelo, anche quando ricordano un cupcake alla vaniglia ), ma delle creature che lo calpestano forse sì….gnomo but make it sexy? Gesù. ok, ho finito.