Amo stare in hotel. Capiamoci, non ho niente contro Airbnb ma c’è qualcosa nel letto di un hotel, nel mini bar sovrapprezzato ma soprattutto nei bagni e nella colazione che trovo insostituibile. Provare (rubare) creme e shampoo (sì, io provo anche quelli) è un dovere.  Farsi una doccia e sdraiarsi in accappatoio cincischiando per ottanta minuti prima di vestirsi, in hotel, non è procrastinazione: è self care. Per qualche motivo quando mi preparo in albergo mi sento sempre più put together del normale. Ho provato quindi a trasportare al quotidiano la sensazione di lenzuola perfettamente inamidate, fiori freschi lucenti, vapori di uno di quei saponi mai sentiti che ti segni da comprare, la sensazione di essere in ordine e rilassata…momentaneamente in time out dai problemi quotidiani. E’ un reset che, diciamocelo, ci meriteremmo tutti, ora come ora. 

Che questo 2022 vi, ci trovi con la testa riordinata, il cuore ricalibrato, il focus centrato e la tranquillità serafica di un teacup pomeranian in braccio ad una Real Housewife di Beverly Hills (sì, sono ossessionata, grazie. Colpa vostra) 

 

 

Love In White 

Creed

allora: so che Grace Kelly in realtà indossava Fleurissimo, sempre di Creed, ma nella mia testa il suo profumo è lui. Fiori bianchi e ben educati (non i soliti: una magnolia di seta, narciso e piccoli gelsomini timidi), e riso bianco vaporoso, con una base di talchi leggermente dolci.  Compostezza e padronanza di se ma con movenze gentili, regali. Qualcuno in una review ha detto “se il sapone Dove costasse 200$” e se intendeva dirlo con tono dispregiativo ha fallito perché io mi son trovata d’accordo. E’ il profumo di pulito più semplice, ma elevato e reso nobile. 

 

Vela 

Tiziana Terenzi

Guardando la piramide di questo profumo potreste essere un attimo perplessi. Mango? Papaia? Passion fruit, ylang ylang e vaniglia? Maria. Frutta e piante tropicali in una lista di profumi che dovrebbero profumare di servizio in camera e saponi di lusso, non riesci proprio a trattenerti? E invece no! Abbiate fiducia! Perché tutta questa frutta è verde e coperta da un manto di crema…per il viso. La più lussuriosa crema per il viso. Anzi una maschera. Di quelle dense, ricche e glossy, da spalmare lentamente con un massaggino ad occhi chiusi. Uscirete freschi e riposati come da una spa in Thailandia. Ho detto hotel, non ho detto dove!

 

Eau de Campagne

Sisley

Ok, con i gourmand l’avete scampata a sto giro. Concedetemi quindi almeno un verde. Un verdino piccolo, uno solo. Oh bhe, e che verde! Se prima con la spa eravamo ai tropici, qui siamo sempre in quella vibe ma nella campagna inglese. Uno di quei posti d’altri tempi e moderni insieme, con le vasche da bagno antiche ed il caminetto ma super sul pezzo. Un verde vivido, quasi olio essenziale, foglia di pomodoro, basilico, galbano con un bergamotto luminescente, acceso. Poi vetiver e muschi lo rendono più terreno e bagnato, ma quell’aurea di benessere acerbo rimane, piacevole come l’idea di un bicchiere di vino bianco secco a letto dopo un massaggio.  

 

Rose31

Le Labo

Rose31 è, in genere, la profumazione che LeLabo sceglie quando si occupa dei prodotti per il bagno di un hotel. O almeno, così è a NYC. Se volete sentirvi letteralmente in vacanza quindi this is your guy. Non sono tipa da rosa classica e difatti questa non lo è per niente. Bhe, forse non la definirei nemmeno una rosa, a pensarci. E’ un fantasma scintillante del fiore, trasparente e speziata (che ossimoro, lo so) accompagnata da legno di guaiaco quasi pepato ed una nota di cumino leggerissima che si sente quel tanto che basta dal regalarle individualità. E’ una rosa moderna più Lily rose Depp che Rose di Titanic (per i nostalgici: so cosa state per dire. Arriverà anche questa, promesso). 

 

N.22

Chanel

 

Come al solito quando un profumo mi prende particolarmente, non so da che parte iniziare. Diciamo innanzitutto che fino all’ultimo non sapevo se mettere lui o l’eau del n.5, entrambi perfette rappresentazioni di ciò che per me significa “pulito distinto”. Poi ho deciso che sul n.5 dovrò fare un rant a parte, per come sta venendo bulleggiato ultimamente (poche cose mi tirano fuori lo Sgarbi che è in me come leggere certi mostri storici bistrattati ingiustamente ) quindi eccoci qui, a parlare di questo piccolo masterpiece: 22. Trovo sempre un po’ nonsenso descrivere uno Chanel della vecchia scuola partendo dalla piramide proprio perché, per filosofia, Coco Chanel non voleva che le donne profumassero di quello o quell’altro fiore ma di…donna. punto. Così entrano in gioco gli aldeidi, nota sintetica resa appunto famosa dal n.5 e presentissima nel 22, creata apposta per aggiungere pulito e luce indefinibili ad un profumo. Ed è proprio quello che fanno con successo qui, in questo Holy grail dell’alta profumeria. Classe senza tempo in bottiglia: tersa,fiera e brillante. 

 

Baiser Volé

Cartier

 

Il giglio: Che fiore elegante, nobile, essenziale. Cartier: marchio assolutamente sottovalutato quando si tratta di profumi. E’ un peccato, perché questa non è la loro unica gemma. Giglio, giglio, note verdi ed ancora giglio. Un sentore naturale con un tocco nitido di splendore, fa lo stesso effetto di aprire le finestre di una stanza buia scoprendo che fuori c’è il sole, un colpo di luce floreale candida e fresca direttamente sul letto. Fa parte di quella categoria di “profumi che ti rimettono in ordine”. Avete presente quando vi dite ok, inizio a pettinarmi così, farmi le mani ogni settimana e magari ti compri pure un nutri bullet convinta che dal mattino seguente inizierai la giornata frullando sedani? Ecco, è quella sensazione lì, quando ancora ci stai credendo e ti senti già diversa. Anima cara, che tenere che siamo a volte.

 

Room Service 

Vilhelm Parfumerie

Il profumo che ha ispirato questa lista, nonché mia leggerissima passione del momento. Pura, fresca sofisticatezza, non c’è altro modo di descriverlo. Ha anche il primato di essere il primo floreale che mi fa cambiare idea sul floreale in inverno. In wishlist da qualche mese, alla fine dell’estate mi torna in mente e mi dico vabbhe, a questo punto sarà per l’anno prossimo. E invece. Che benessere sentirlo salire verso le narici nell’aria frizzantina di dicembre. Vilhelm è uno di quei brand esemplari per cui non serve granché esperienza per capirne la qualità. Li annusi ed annuisci, sentendo la differenza. Un floreale fruttato distinto, limpido, more di vetro di murano, bamboo acerbo ed acceso ed orchidee di sapone si intrecciano creando una formula che profuma davvero del suo nome. Se fosse una donna non si toglierebbe mai gli occhiali neri, come Anna Wintour. Con un asciugamano candido in testa mentre scatta una foto per la towel serie Mario testino, però.