Ho deciso di dedicare questo secondo capitolo della liste attorno ad una sola nota…all’ambra. Un po’ perché è una delle mie note preferite per questo periodo ed un po’ perché, secondo me, non tutti hanno ben chiaro di cosa si sta parlando.

Penso che al sentire la parola “ambra”, la maggior parte della persone visualizzino una goccia di resina dorata. Ci potete aver familiarizzato vedendola al collo della zia eclettica che girava in caftano, o nei kit da scienziato a scuola. Molti pensano a Jurassic Park (eccomi). Bhe si, quella in effetti è ambra, non è però esattamente quello che troviamo dentro ad una piramide. Con nota ambrata si intende in realtà un accordo di più note (più comunemente labdano, benzoino e vaniglia) che vanno a creare un aroma ricco, caldo e resinoso, che a volte può’ essere più animalico ed altre più dolce ma che comunque deriva da più parti. 

Non c’è niente, in una serata gelida d’inverno, come un’aurea di ambra calda. Nulla di più sontuoso su una pelliccia vintage od un cappotto lungo fino ai piedi. Nulla di più drammatico. E da donna che ha sempre sognato di accasciarsi tragicamente su un piano a coda (lo farò non appena ne avrò l’occasione e la scusa) non potevo, capirete, non amarla. 

Insomma. sette delle mie ambre doc preferite, per farsi il palato come si fa con il vino.

 

Ambre Nuit 

Dior

Non so da dove partire. Ero persino indecisa sul se inserirlo. Non lo reputo un profumo all’ambra classico, non è la prima ambra che mi viene in mente ne’ quella che consiglierei ad un fanatico, non è assolutamente quell’aurea sontuosa sopracitata e addirrittura (come osa!) rimane vicino alla pelle. Bene. Proprio per tutto ciò’ alla fine ho deciso non solo di metterla in lista ma di usarla a mo’ di apripista. Ambre Nuit è l’ambra per chi si vuole avvicinare al genere ma ha paura della nomea del profumo che fa tossire. E’  luminosa, intima e melliflua, accompagnata da una rosa che sembra quasi intinta nel miele. Appartiene alla mia amata categoria dei profumi…bevibili. Se Dior producesse lattine di bevande gassate, avrebbero questo profumo (non l’ho inventato io è un paragone comune). Deliziosa, lowkey e leggermente sciroppata. Benvenuti nel mondo dell’ambra, è solo l’inizio. 

 

Ambre 114 

Histories de Parfums

Ecco. Se invece dovessi far annusare un profumo durante un corso di ambra 101 per far capire che cos’è l’ambra come Dio comanda, userei lui. Non amo particolarmente descrivere un profumo stando a guardare nel dettaglio la piramide perché lo trovo poco stimolante (and don’t get me started on fragrantica) ma il percorso attraverso la sua, in questo caso, è quasi didattico: Attraversi una testa aromatica quasi erbacea di noce moscata, passi per un cuore speziato e balsamico di rosa antica e patchouli ed eccoti infine alla meta: l’ambra. Meravigliosa ed avvolgente. La sensazione da cima a fondo è quella di partire dal terreno di un bosco fino ad arrivare ad una caverna illuminata da un fuoco, una tana in cui accoccolarsi. E’ un ambra splendida, colta e fiera. La miccia è accesa.

 

Grand Soir

Maison Francis Kurkdjian

Kurkdjian. Qualche tempo fa, chiacchierando con il founder di un brand geniale che stimo molto, è uscita questa frase: Se fossimo marchi di macchine, Kurkdjian sarebbe Rolls Royce, Kilian Bentley e noi…Tesla. Non citerò chi l’ha detto perché non eran chiacchiere molto ufficiali ma posso dire che 1) l’ho amato 2) è assolutamente on point su tutti (e tranquilli, dei loro profumi-tesla parlerò a breve – anzi, in realtà l’ho già fatto). E’ incredibile come ogni creazione Kurkdjian abbia, come iniettato nel dna, una sorta di eleganza senza tempo. Persino i suoi Oud sono nitidi. Se Baccarat sta fragorosamente scolpendo gran parte del paesaggio della profumeria artistica, Grand Soir è l’abitino nero. Flapper, però. Un’ambra vanigliata portata al livello massimo, decadente nel senso di opulente e nostalgica, da Grande Gatsby. Qui il dramma dell’ambra inizia a intravedersi ma i lustrini dorati sparati in aria a fine festa non sono ancora caduti a terra. 

 

Ambre Sultan

Serge Lutens

Uh oh, sta calando l’oscurità. Si intravedono occhi affilati che brillano. Stanno uscendo gli artigli. Ecco le resine, ecco l’incenso, un filo nero che sporca le mani. Per gli amanti dell’ambra questo è forse IL profumo: densa di benzoino e mirra, affumicata, misteriosa e grandiosa. E’ il profumo che assocerei a Cleopatra, ma anche a chiunque voglia sentirsi una moderna musa, una donna scorpione con una scia che tutti associano a lei. Copiata, ammirata, forse odiata? insostituibile. In inglese si dice powerhouse, qualcosa che ha dentro di se una grande energia, potere. Si utilizza per le rockstar, i personaggi magnetici che catalizzano l’attenzione di tutti durante una serata…ed i profumi come Amber Sultan. 

 

Ambre russe

Parfum d’empire

Questo, per me, è stato un’amore a prima annusata un po’…anomalo. Ho una storia buffa: Quando ho raccontato all’onnisciente Davide Boera (di fragransinfabula) che ci avevo messo gli occhi sopra, ha riso. Tu? Sarebbe come mettere un kalashnikov in mano ad un pulcino. Aveva ragionissima. Non so se si è già capito ma i miei gusti in fatto di profumi (su di me) non sono esattamente…da tosta. Sono una bilancia paracula, alla fine. Ho paura di ciò’ che attira troppa autorità. E questa Ambra, Dio mio, fa soggezione. E’ Silvana Mangano in pelliccia e sopracciglia dipinte in “gruppo di famiglia in un interno”, è puro sfarzo, puro dramma, se lo sentissi in ascensore mi immaginerei chiunque fosse appena passato come il genere di persona che fuma con un bocchino. E’ un ambra secca, il fumo di un esplosione, legni opulenti. E’ talmente russo che nella testa della piramide ci sono vodka e champagne. E ora, quando me la metto (per far brutto almeno nella mia testa durante le riunioni) mi sento proprio un pulcino idrofobo. Grazie Davide!

 

Tango 

Masque Milano

Oh, mio Dio. Complimenti Tango, ti sei aggiudicato l’”Oh, mio Dio” della settimana.  Per far capire la…lussuria? estasi? Di questa ambra: ora, mentre scrivo e lo annuso, mi sono infilata un cremino torinese in bocca per completare l’esperienza, quasi come se fosse un buon whisky. E devo dire che ha performato. Non lo nego, è un profumo impegnativo. Spezie (tra cui indovina? Il cardamomo), fava tonka ed un ambra eccelsa accompagnata da rosa e gelsomino si radunano in un coro baritono, grave e passionale. Ho detto coro perché la teatralità qui è così forte che diventa quasi musicale, accompagnato da violini e tamburi. Vi è mai capitato di sentirvi la musica in petto fin quasi ad avere il magone? A me questa sensazione, fin da piccola, la provoca “El Tango De Roxanne” del film Moulin Rouge, sulla parte finale mi emoziono così tanto che mi commuovo, anche ascoltandolo in cuffia. Lo amo. Ecco non sono un’esperta di tango ma questo profumo è decisamente così. Infuocato. 

 

Fiore D’Ambra

Profumum Roma

Ci siamo: il gran finale. Più esattamente in realtà lo chiamerei culmine. Perché il suo essere ultimo qui, non è una ciliegina sulla torta, la festa delle feste, il grande sipario di velluto. E’ qui quasi più per…nasconderlo. Questo è un profumo per cuori avventurosi, arditi e diciamocelo, anche un po’ navigati. Il velluto c’è, in realtà, eccome, ma è più pesante ed ornato, come la tenda di una cartomante intrisa di anni di fumi misteriosi. O drappeggiato, in un opium den degli anni 20. Ecco, sicuramente non stiamo parlando di avanguardia: è un profumo antico, vestito Poiret. E’ il suo bello! La cosa curiosa è che in realtà la prima volta che l’ho annusato ho pensato ad uno sciroppo di ambra su un gelato. L’ambra qui è così ricca e appiccicosa che mi dava l’idea di un indulgente, corposissimo dessert ricoperto di molassa ambrata. Velenosa e deliziosa, prima ti inebri e poi scatta il senso di pericolo. Esattamente l’effetto che ogni tanto mi piace fare alla gente.