Queste è, diciamo, un post di aggiornamento, le mie ultime scoperte e nuovi amori per quanto riguarda una delle mie stagioni preferite: l’autunno. SI tratta di una di quelle liste che faccio quasi più per me che altro, profumi che indosso e desidero in prima persona. In questo periodo avevo particolarmente bisogno di conforto (non credo di essere l’unica) quindi indovinate? 

Chi ha detto gourmand ci è andato quasi vicino.  Son tutti profumi composti da note rassicuranti, morbide e tiepide, muschiate, delicatamente pepate e-o cremose, ma è più una questione di feeling di conforto che edibilità. C’è un concetto, in quel primo articolo, che mi piacerebbe riprendere in mano: quello dei profumi golfino. Anzi, più precisamente: cardiganino. Povero cardigan, così bistrattato. E’ clericale, è troppo a modo, è da madre preoccupata nei film americani, è noioso. Voi me lo sottovalutate! Lo infili in una gonna e fa concetto, lo metto senza niente sotto ed è sexy. A me piacciono corti in vita ma soffici e larghi, da poter avvolgere intorno al corpo con un gesto simile ad un auto-abbraccio.

Questi sono i miei cardigan preferiti per la Fall 22. 

 

Rima XI

Carner Barcelona

 

Torna il fresco e torna un nuovo Carner preferito. Amiche e amici del fan club del sandalo, potrei aver trovato un Holy Grail. Dico un e non IL solo perché ci sono così tante chiavi deliziose di interpretare questo legno cedevole che non puo’ esisterne una suprema.  Però, se vi piace lattonico al limite del burroso (quello giallo e ricco, quasi ghee) , se vi piace quasi tattilmente soffice, come un gattino, allora fidatevi: vale un’annusatina. E’ edibile in quel modo inafferrabile dei cibi descritti nei romanzi,  che puoi solo immaginare, senza banalizzarsi in facili dolcezze vanigliate. Che poi in realtà c’è, la vaniglia, assieme a spezie brune come cannella e noce moscata. Tutto nella piramide a partire dal un bel zafferano in testa, fa immaginare qualcosa di molto più denso ed ingombrante di quello che poi in realtà diventa addosso: un cachemire sottile e discreto da indossare così, contro la pelle nuda. 

 

Platinum 22

Floris London

Non ha forse molto hype al momento Floris London, e probabilmente neanche lo vuole. Per darvi un’idea del tipo di brand di cui stiamo parlando, questo profumo è stato lanciato la scorsa primavera come omaggio al Giubileo di Platino della Regina Elisabetta, ennesima di una lunga serie di collaborazioni tra il brand e la famiglia reale: la prima risale al 1820.  Quindi insomma l’innovazione non è tra le loro priorità, e fanno bene. Anzi! che non gli venga in mente di buttarsi in un rebranding a’la Goutal. Proprio per questa immagine così classica però, Platinium 22 mi ha stupita. Mi aspettavo qualcosa di un po’ steccato nel senso di tenuto dritto, inamidato e freddo, e mi sono trovata davanti ad un abbraccio di iris e…avena. Un porridge ai legni, foglie chiare di violetta e fava tonka. Credo che più che la regina in cappotto istituzionale, si siano immaginati quella in tenuta da campagna la domenica. Tenero.

 

Lost Alice

Masque Milano

Giuro che ho passato l’ultima mezz’ora a scorrere tutti i post di Scentlist*. Che cosa bizzarra,uno dei profumi che più ho usato lo scorso inverno e ancora non avevo trovato il momento giusto di inserirlo. Bhe, è arrivato. Lost Alice è forse il demi gourmand autunnale (ed oltre) perfetto, per me. Ispirato alla merenda di Alice on il Cappellaio Matto, si tratta di un the nero pepato al latte accompagnato da scones inglesi appena usciti dal forno, lievitati alla perfezione. Questo è quello che sappiamo noi, quello che sentiranno gli altri è un delizioso, tiepido vapore garbato di orris lattiginoso, rassicurante e familiare come una carezza sulla nuca. 

 

Folie D’un Soir

Goutal Paris

 

Con quel pom pom in pellicciotto appeso al tappo finto non potevo non prenderlo in considerazione per questa lista. Se i primi profumi che ho descritto fanno lo stesso effetto della lana calda addosso mentre vi preparate un cappuccino pronti ad affrontare una giornata grigia, qui ci stiamo infilando in un paio di collant scuri (non neri) semi trasparenti, preparandoci ad uscire con un bel bicchiere di rosso sul tavolo e quella strana voglia di farsi la frangia che ciclicamente ritorna a balenare in testa. Ha qualcosa di poco urlato ma scombinato e sensuale, con una rosa un po’ vecchia in testa che apre le danze per un gioco di dolcezze non dolci, come una superficie in cuoio coperta da una polvere di cacao amaro e cristalli di zucchero, da leccare via.

reference di cardigan: Maggie Gyllenhaal in The Secretary.

Un demi gourmand un po’ bdsm? Avec plaisir. 

 

Safran Colognise

Nishane

Mamma che robe che tira fuori Nishane. Ho tergiversato un po’ sull’inserire o meno questo profumo qui dentro perché ultimamente ne parlo forse troppo, di questo marchio, ma non ho potuto evitarlo. Questa è, secondo me, una delle creazioni più interessanti e trasversali dell’ultimo anno. Hanno preso il concetto dietro la loro prima colonia, Colognise appunto, (meraviglioso esempio di una tipologia di profumo fresca e storicamente maschile), e l’hanno riscaldata con dello zafferano ovvero l’oro rosso per cui la Turchia, paese di provenienza del marchio, è famosa. Il risultato grazie anche ad un gioco di dolcezza aspirigna del frutto della passione in apertura, è un una fioritura dal fresco al caldo aromatico, lungimirante e seduttore, con note che in una qualsiasi altra composizione insieme risulterebbero quasi opprimenti mentre qui danno origine ad un profumo pieno che riesce a non far sentire il suo peso, portabile in ogni stagione e situazione, perfetto per l’autunno.

 

Passeggiata in Galleria Vittorio Emanuele II

Trussardi

Come detto nella premessa, alcune liste son più personali di altre. Sia chiaro, non ho mai parlato ne’ parlerò mai di un profumo che non apprezzo ma considero questa pagina più come dei consigli di styling, e non tutte le stylist indossano quello che danno alle proprie clienti, penso che il valore stia lì. Vivo e lavoro con le immagini e mi diverte trovare il tassello giusto per ognuna di esse, raccontandolo. Ogni tanto però mi piace scendere nel personale e a volte capita che dietro una scelta non ci sia chissà che viaggio mentale. Quindi, mettete da parte tutto anzi già che ci siete chiudete anche un po’ gli occhi, dato che nome e flacone di certo non aiutano (shout out alla mia amica Stefania di Musa Digital, senza di lei il mio animo bilancia non avrebbe mai dato una chance a questa linea, lo ammetto) fatto? bene. Questo profumo sa di…Nutella. Credo di essermi spiegata. 

Ok sì, sono nocciole, vaniglia e caffè con un profilo di tuberosa che la rendono forse più una versione leggermente floreale della crema spalmabile, ecco sì, magari una sua evoluzione fancy, trovata da Peck. Qualsiasi cosa sia l’adolescente che è in me ne ha semplicemente  bisogno.

 

Soie Malaquais

Dries Van Noten

 

Prosegue il mio cammino sui ceci per scusarmi di aver decretato il mio parere troppo presto ed ingiustamente su questa collezione piena di -letteralmente- gemme. Volevo finire in bellezza con qualcosa di morbido ed indulgente sì, ma anche prezioso e distinto. Una prelibatezza in una scatola gioiello. Soie Malaquais è tutto ciò. Piccole castagne da pasticceria avvolte in seta all’acqua di rosa. Dico seta non per dire ma perchè è davvero una nota che compare nella piramide (sapete già cosa ne penso solitamente ma in questo caso era troppo chic per non nominarla) e la sua presenza carezzevole è quello che conferisce a questo profumo, altrimenti forse troppo dolce, nutty, tenero, un’aurea rifinita e lucente. C’è un momento per tutto ed in questo caso non sei con il dito nel barattolo in cucina ma a letto, sotto il piumone candido, con la scatola di dolcezze a lato. Ho barato, questo non è un cardigan bensì un pigiama di seta. La sensazione è la stessa però.