Snuggle up, pups! The best sandalwood scents.
Il sandalo è in tutti i profumi, o quasi. Fa parte della categoria delle note di base, ovvero la tipologia più longeva. Di solito, scorrendo la piramide della maggior parte dei profumi su fragrantica, lo potrete notare in fondo a tutto assieme a muschio, vaniglia, patchouli, fava tonka (o uno due o più spesso, nella profumeria commerciale, tutti insieme, alè), insomma le note che creano il cuscinetto su cui si sorregge l’intera piramide. Ma di cosa stiamo parlando in questo caso esattamente? Si tratta di uno dei legni più famosi e pregiati, morbido e versatile, coltivato per la maggior parte in Asia del Sud (specialmente in India) ed in Australia. E’ pregiato perchè, per estrarlo, bisogna fare l’unica cosa che l’uomo non è ancora riuscito ancora a capitalizzare: aspettare. Più l’albero è anziano più di qualità sarà la materia prima. Altrimenti, più comunemente, si sintetizza, scelta che puo’ essere più che dignitosa. Avete presente quando uno chef decide che dei fagioli in scatola di quel preciso marchio sono più adatti ad una ricetta di quelli freschi? Ecco. Puo’ andare così, oppure puo’ andare che uno non ha sbatti ne’ budget e usa quelli della Conad a caso, ma qui ovviamente ci occuperemo del primo esempio.
Ma di cosa sa quindi questa nota? Per le amanti del gourmand come me, è il perfetto ponte con cui fare lo step successivo verso territori più audaci, o forse semplicemente verso un comfort che non significa sempre per forza budino di riso o croissant. Anche se son riuscita comunque a infilarceli. Si, anche qua.
Tom Ford

Quando si parla di profumi al sandalo in genere ci si divide in due fazioni, chi è team Santal33 (di cui ho appena parlato qua) e chi è team Santal Blush. Io non solo faccio parte del secondo gruppo -fonderei un fan club, nuoterei in una vasca ricolma, vorrei che tutti i miei golfoni sapessero solo di lui. La prima volta che l’ho citato su Scentlist dissi che era il sandalo più burroso, voluttuoso e felino che avessi mai sentito. In realtà nel proseguimento di questo amore per la nota ne ho trovati eccome di più burrosi, di più voluttuosi e di ben più felini, ma mai ancora così tutte e tre le cose insieme con questo equilibrio ed eleganza. E’ ancora uno dei profumi che uso di più e con più piacere.
Diptyque

Decisamente un altro classico, ho voluto metterlo qui come secondo (che non significa secondo posto ndr) un po’ per questo e un po’ per la contrapposizione tra lui e Santal Blush. La cremosità del primo sandalo qui si fluidifica fino a quasi diventare trasparente, in un accordo di legni (cedro e palissandro) androgino, quasi meditativo, che asciuga ogni moina pur rimanendo impalpabile e morbido sulla pelle, perfetto per gli amanti del profumo silenzioso- che vogliono quel tocco di profondità in più. Se volete un sandalo discreto ed elegante da ufficio o anti mal di testa, look no further.
Matière Première

Il modo che hanno di porsi verso la creazione di una fragranza da Matière Première è molto simile al modo in cui gestisco questa rubrica. Quando decido di fare una lista di rose o di vaniglie il mio intento non è solo quello di parlare di profumi preferiti dove, cercandoli, compaiono nella piramide- bensì quello di radunarne un certo numero la cui nota principale, l’omaggiata diciamo, è proprio quella in questione. Sono creazioni, le loro, che vengono fatte scegliendo una sfaccettatura di quel particolare ingrediente, manipolandolo fino ad ottenere l’effetto desiderato ma senza mai snaturarlo o trasformarlo completamente. Ogni profumo si concentra su una nota protagonista, e poche, pochissime ponderate note di accompagnamento scelte facendosi questa domanda: “come la elevo al suo massimo splendore?” Per questo sandalo (proveniente da una produzione di proprietà aborigena in Australia dove per ogni albero usato ne piantano altri dieci ) hanno scelto un tocco di un meraviglioso iris dalle sembianze, a detta del founder stesso, di latte di mandorla. Avvolgente, godurioso ma elevato. Perfetto.
Serge Lutens

In una marea densa e lattiginosa di legni chiari, muschi e vaniglie d’accompagnamento di sorta, avevo voglia di descrivere qualcosa di diverso. Santal Majuscole è, in realtà. Il sandalo che viene indicato a chi vuole qualcosa di un filo più…speziatino. Con una piramide molto semplice composta di sandalo, cacao e rosa, se vi aspettate un gourmand sbagliate ma, ammetto, non di troppo: è il dolce di chi è convinto di non essere tipo da profumo dolce. Caldo, bruciato, rotondo. “Cremoso” per una volta non è l’aggettivo che userei per descriverlo ma “flaky” as in “friabile”, come un croissant, sì. Sto difatti per fare la felicità di molti: avete presente la prima fase di Jeaux de Peau di Serge Lutens, quella che sa di brioche all’albicocca? Ecco Santal Majescule fa quell’effetto senza poi la traumatizzante (per me) sorpresa di trasformarsi in incenso nero (da qui il nome, “giochi di pelle”). Amici anti gourmand, non abbiate paura: se non ci pensate sentirete solo una piacevolissima, appagante nuvola di legni accoglienti.
Affinescence

Se mi leggete da un po’ già lo saprete: ho un debole per la nota di riso. Che sia vaporea, tostata, tiepida e-o soffice, la trovo splendida: abbinata al matcha in Je ne Sais Quoi di Teo Cabanel, quasi salato, sud asiatico con cocco e lime in Fils de Dieu du riz di Etat Libre o terribilmente nostalgico come Le Chant de Camargue di l’Artisan Parfumeur, riesce a toccare corde dimenticate; è sempre una coccola. Ma qui, qui credo che abbia dato il suo meglio, questo è il mio preferito, nella sua semplicità. Riso basmati e sandalo: praticamente un riso al latte imaginario, il comfort tra i comfort – lo vorrei mangiare da una scodellina con il cucchiaio più piccolo che ho (si sa, sono i migliori), infagottata sotto un plaid riscaldato con la gatta acciambellata vicino. Così semplice, così buono.
Ojar

La mia opinione a caldo su questa piccola gemma l’ho già messa qui, ma non potevo non inserirlo anche in questa lista. Questo marchio per me è in assoluto tra le scoperte più piacevoli che ho fatto quest’anno. Incentrato principalmente sull’olio (e più obliquamente su tutta l’arte del layering di tradizione medio orientale), hanno finalmente da poco finalmente lanciato la versione da 100ml di quasi tutte le loro creazioni (fino ad ora in questo formato si poteva acquistare solo il formato pocket da 15ml, che comunque è quella che ho linkato e che io ho – non essendo ancora disponibile in italia il 100ml – buttala via! ), quindi quale occasione migliore per ricordare che il mio sandalo-scoperta dell’anno è proprio loro? Wood Whispers combina la sua tenerezza soave di cachemire, alla dolcezza leggermente acidula e mielata della prugna. Originale ed irresistibile.
Chanel

Con questo piccolo, ormai classico, capolavoro devo fare una premessa: Bois Des Iles, come la maggior parte della collezione exclusif di Chanel, non è il tipo di profumo che annusi al primo giro di esplorazione nella nicchia. É quello che si chiama un acquired taste, gusto acquisito: non tanto perché si tratta di un profumo “difficile”(Chanel non è il genere di brand che si interessa a questi snobismi di sorta) ma perché, con il tempo, ci stiamo abituando ad uno stile più immediato, che non richiede pensiero (all tea, all shade). Se, come succede con tanti Chanel data la popolarità del brand, lo avete annusato a inizio percorso e vi ha spaventato, vi suggerirei di provare a ritornarci. Dissipata la coltre vintage, quasi violenta delle note di testa aldeididate, ecco il cuore: un sontuoso, commovente cuore di sandalo scuro e ambrato, come una diva che sembra inavvicinabile, e invece. Masterpiece.
Fragrance Du Bois

Se non fosse per un hjiack dell’ultimo minuto (ormai un po’ un mio classico) lui sarebbe senza ombra di dubbio finito in fondo alla lista, a mo di gran finale. C’è un termine di cui so bene di abusare quando si tratta di sandalo: “cremoso”. E’ la terminologia più vicina alla sensazione che ti senti quasi fin sulla punta della lingua (o del naso); l’immagine più universale per descrivere la pastosità, morbidezza, carezzevolità a cui puo’ arrivare questa materia. Ma tutto puo’ diventare troppo. Intendiamoci, a volte è l’overdose che crea una fragranza, ma l’eleganza di una composizione, a mio avviso, sta nel mezzo. Santal Complet, per citare uno dei miei preferiti di YouTube The Perfume Guy, non è ne’ crema ne’ spezia, bensì un lussuoso burro – un burro gourmet, specificherei io, di uno di quei negozi con pareti su pareti di tipologie diverse in confezioni elaborate e meravigliose, pura decadenza sulla rive gauche a Parigi. Tutto collabora alla perfezione: c’è il cocco che non è un cocco tropicale ma luxury, quasi da skincare; poi ci sono pepe, ambra, e, ovviamente, il sandalo. Divino.
Caron

Ogni appassionato di profumi ha almeno un “the one who got away”, il profumo perfetto poi discontinuato, riformulato, svanito nel nulla. Il mio è la passata collaborazione tra Dries Van Noten e Frederic Malle: se Santal Complet è quello che considererei il sandalo perfetto, lui è quello che invece cerco in tutti gli altri sandali. Ne ho rivisto l’anima in tanti altri profumi che, anche se amati, vuoi per qualità vuoi per una certa mancanza di quel certo je ne sais quoi, ci arrivavano vicini ma non proprio. Poi da nulla, come la migliore delle manifestazioni, Giusi, su instagram @note_di_fondo, mi ha innocuamente mandato una foto su Instagram commentando con “conosci? molto tuo!”. Il resto lo state per leggere qui. A volte, come per lo stile, non è questione di avere ingredienti simili ma di portamento, appunto. Santal precieux è forse un filo più smoky, balsamico e “bevibile” (termine che si sa, amo usare) del Malle -con papiro, latte e cannella ad accompagnare il sandalo; ma per qualche motivo supera comunque tutti gli altri comparison. La cremosità dorata del cuore, la gentilezza della base, l’incredibile eleganza complessiva: forse, addirittura, potendo scegliere tra i due al momento preferirei addirittura lui. La ricerca è finita. Per ora.
…Li sentite i tamburi di jumanji in sottofondo?