Inauguro questa nuovo ramo della categoria basic, ovvero la parte un po’ meno romanzata del sito (perlomeno strutturalmente), con uno dei miei marchi di nicchia preferiti: The House of Oud. Ogni mese mi focalizzerò su un brand che ho avuto occasione di conoscere e amare a fondo, scegliendo le sette creazioni che mi sono piaciute di più, e provando a raccontare e interpretare filosofia e chiave stilistica del marchio.

The House of Oud nasce in Italia nel 2016, figlio artistico dell’amicizia tra Andrea Casotti, naso e a capo di CFF Creative Flavours Fragrances, e Mohammed Abu Nashi, proprietario di una produzione di Oud in Indonesia nonché compagno di avventure in giro per il mondo. Insieme decidono di creare una collezione ispirata alle varie sfaccettature di questo ingrediente preziosissimo ma lo fanno quasi per gioco: inizialmente doveva essere un’edizione limitata per amici e parenti, come souvenir olfattivi dei viaggi dei due. Ma il progetto piace così tanto che quasi immediatamente non solo diventa un vero e proprio brand ma sviluppa una sua costola oud-free: THOO, profumi liberi ed ispirati ad arti e racconti.  La punta di diamante del brand è sicuramente la Crop Collection: per usare le parole di Andrea più che profumi sono infusioni: la creme de la creme del raccolto indonesiano  (“crop” in inglese appunto), abbinato annualmente ad UN solo ingrediente,  dosati “ a sentimento”. Oud e Liquirizia, Oud e menta, Oud e palo santo, quest’anno cioccolato: se non sono in lista è perché appunto si tratta di edizioni limitate estremamente preziose, ma ho avuto il privilegio di provarli e posso confermare i pensieri di chi sa di cosa sto parlando: incredibili.

PS: sempre nell’ottica di come tutto ha avuto inizio ovvero un prodotto creato con cura per poche persone care, ogni flacone è marmorizzato. A. Mano. E quindi unico.

Cominciamo.

Just Before

 

Partiamo con un profumo della collezione THOO, che di diverso dalla main collection ha la mancanza di oud nella piramide ed il finish opaco del flacone.  Se vi piacciono i legni avvolgenti lui secondo me ha potenzialità di profumo-segnature. Ne ho sentito parlare davvero poco online (forse solo da theperfumeguy su YouTube e le profumiere su Instagram, un duo super in gamba ) ed è un peccato, perché qui c’è davvero del potenziale. intenso senza soffocare, speziato morbido, il main focus qui dopo una testa (calda) di zafferano acceso, sono uno splendido sandalo soffuso abbinato al palo santo, circondati da mirra come in un abbraccio educato. Cremoso smoky , ha un che di demi-gourmand pur mantenendo la sua eleganza Jil Sanderiana (quello anni 90, più sexy, più pelle nuda ). Più si espande con minuti e ore e più si addolcisce e riscalda: dategli fiducia, non ve ne pentirete.

 

Cypress Shade

 

Questo è il primo profumo della Klem Garden Collection che vedrete descritti qui. Sono cinque in totale, quattro sono finiti qui. Non credo serva dire che decisamente sì, l’ho amata. E’ una collezione ispirata ad un giardino immaginario e senza tempo dove tutte le prelibatezze, vizi e preziosità del Medio Oriente crescono indisturbate. E questa è l’ombra di un cipresso. Se in Italia questa rischierebbe di essere un’immagine po’ lugubre, lì è un’evocazione di una pausa di quiete lontano dall’afa, uno spazio scuro e fresco dove, testuali parole, far riposare l’anima. Non vi viene da respirare più lentamente, calmi, solo a sentire queste parole? Cypress shade è quindi, ça va sans dire, un verde. Ma un verde squillante, immaginifico: in questo momento mentre scrivo è domenica, ho addosso la felpa di ieri ed ho fatto colazione a letto. Nonostante questo scenario pacifico sì, ma un po’ stantio, ogni volta che tuffo il naso nel gomito (l’ho spruzzato anche sui vestiti, sì) è come se avessi un braccio immerso nel ruscello gelido e cristallino di una valle verde baccello. Di base è un vetiver è vero ma modernizzato quasi come un anime da foglioline di menta, petit grain, mimosa ed uno strano sentore che da quando me l’han fatto notare non riesco a levarmi di testa: banana acerba.  Il verde che non ti aspetti.

 

Almond Harmony

 

Secondo profumo e secondo elemento della Kleim Collection in lista: la mandorla. Questo credo sia uno dei loro lavori più di successo, e per dei sacrosanti motivi. Si tratta di un gourmand al 100%, ma non aspettatevi zucchero e benzoino. Non stiamo parlando del “solito” profumo alla mandorla che riportano ad amaretto, marzapane, loukhoum, torte: questo è puro, non edulcorato, non zuccherato latte di mandorla di quelli fatti in casa. Un dolce-non dolce dunque, che non nasce per soddisfare velocemente craving da zucchero bensì si fonde con grazia con il calore della pelle.  Concettualmente, se non fosse per il sillage un filo più intenso e di carattere dei profumi che di solito popolano la fazione, potrebbe appartenere alla categoria “your skin but better”: quello che si legge a conti fatti alla fine è una nota singola e lattiginosa. Magari succede poco è vero, ma in certi casi è così piacevole che onestamente è meglio così.

 

Empathy

 

Lui ha un posto speciale nel mio cuore per vari motivi. Il primo, (scusate il mini humblebrag ma  mi sembra il minimo raccontarlo qui) è che il mio in particolare l’ho personalizzato insieme ad Andrea Casotti durante una visita nel loro laboratorio, facendoci aggiungere indovina? Vaniglia. Il secondo è la storia dietro: Empathy ha questo nome perché omaggia il momento della shisha nel Medio Oriente:  un rituale speciale ed intimo condiviso con chi ti ha invitato in casa propria o nel suo giardino, fumando in silenzio, completamente immersi nel presente. Mi piace molto questo punto di vista così delicato ed emotivo collegato al mondo maschile. Tabacco della pipa ma dolce, fruttato (frutti rossi, lamponi lucidi e trasparenti) una nuvola di fumo bianco che io, metaforicamente, vedrei rosa. Fa parte anche lui della linea basata sull’oud che qui interviene a scurire, approfondisce senza appesantire. C’è chi probabilmente vorrebbe le dosi invertite ma io lo trovo moderno proprio per questo. E’ una donna bellissima, statuaria e prosperosa al bancone di un bar anni 80. Sotto la pelliccia (eco sì ok) che profuma del tabacco di una cigar room ha un micro abitino in latex rosa caramella. Non ha nemmeno 30 anni e già non sopporta più gli uomini, troppo emotivamente intelligente per fare da baby sitter all’ennesimo caso freudiano. Ha aperto Tinder e sta settando l’età a “70+”: Anna Nicole Smith mica era scema.

 

 

Keep Glazed 

Ah!! Amiche in cerca di divertimento flirty fruttato ma di quelli speciali, eccoci qui: un cocktail dissetante con succo tropicale, polpa di mango maturo, liquore Malibù e latte di cocco con tanto di cannuccia a spirale, ombrellino e stirrer anni 60 a forma di fenicottero. Bevuto a bordo piscina, a Palm Springs, in bikini optical. E’ un profumo con un piglio attuale, assolutamente, ma per qualche motivo mi ricorda quell’epoca. La sua storia in realtà parte dall’altra parte del globo: Da House of Oud (o meglio THOO, la linea di cui fa parte), scoprono che in Siberia esiste una pasticcera, Ksenia Penkina, che decora le sue torte con una tecnica di marmorizzazione simile a quelle dei loro flaconi. La contattano e insieme decidono di creare una fragranza ed una torta con gli stessi “ingredienti”: è un successo. Fun in the sun!

 

Dates Delight

 

Quarto elemento del giardino di Klem: il dattero, ovviamente. Fantastico. Non ho creato questa lista con in mente un ordine ma mi rendo conto ora che forse l’ho fatto inconsapevolmente, come una sorta di count down sempre più speciale. Di DD ho già parlato qui. Se vi è piaciuta la vibe gourmand e calda di Angel’s share di Kilian (altro preferito di cui invece ho parlato qui) e Tobacco Vanille (qui) ma siete in cerca di qualcosa con più densità  o semplicemente avete pianeti personali in Aquario (…) e di questi due si sta già parlando troppo per i gusti del vostro individuality complex…DD is your guy. Per prima cosa:  è davvero raro, almeno in occidente, sentire una nota di dattero, soprattutto se come protagonista, soprattutto così buona e densa. Seconda, è semplicemente divino. Se avete già letto l’articolo dove ne ho parlato e non avete ancora assaggiato un dattero medjool, this is your remainder. Immaginateli spolverati di cannella e pucciati in uno sciroppo invitante di miele,vaniglia ed oud regale, sontuoso. è il caso di tornare ad una grande citazione: opulence, you own everything.

 

Golden Powder

Siamo quindi arrivati alla fine (o quasi, spoiler). Bene. Se non ho mai menzionato troppo questo profumo è perchè lo custodivo per l’occasione giusta. La lista bis delle vaniglie preferite? profumi che mi ricordano Cleopatra? Non sapevo come ma sapevo che gli avrei dovuto dare la giusta importanza. Ed eccolo qui, dorato e prezioso come un primo premio. GP viene ufficialmente descritto come uno speziato ambrato ma mi annuso il polso, postazione d’onore, e lo sento. Sì, nella testa percepisci le spezie legnose, la noce moscata in polvere, poi il papiro che gli da quella connotazione un po’ earthy, terrosa, che io amo molto ma infine eccola: la vaniglia. Più edgy che commestibile (mi sento sempre un po’ fiera di me quando succede. Sì! È forse questa…crescita?), calda, scura e pacata,ti sta vicino senza sentire il bisogno di urlare la sua presenza. Per House of Oud è difatti proprio il profumo della propria pelle dopo una giornata passata nel deserto, tra venti caldi e spezie nell’aria come polvere dorata che rimane addosso luccicando misteriosa. Immagine perfetta.

 

Bonus

What about Pop

Non potevo, non potevo davvero non tenerlo per ultimo qui come un bonus, o ancora meglio: un dessert.  Ottavo ma forse primo in lista, ed ecco perché: Solitamente, come ho detto più volte, i profumi “esperimento divertente” alla peggio mi divertono per cinque minuti. Nel senso, bravi…and? Perché mai dovrei voler profumare volontariamente ed esattamente di patatine fritte? kinder pingui? play do? bene, dimenticate quel genere, perché qua si gioca su tutt’altro campo. Qui qualcuno si è dato una sfida e l’ha vinta: creiamo un profumo dedicato ai pop corn e lo facciam evolvere in uno dei profumi al caramello più deliziosi che potranno annusare. E così è stato, l’esemplare perfetto: lo vaporizzi, lo annusi, sorridi tra te e te di questo piccolo inside joke da nerd e poi ecco pian piano che burro fuso e caramello salato iniziano a fiorire sulla pelle come fiori di crema. Capolavoro di comicità profumata E delizia? Sign me in.