Quella del titolo è forse una delle domande con più possibili risposte.  Forse l’errore (se così lo vogliamo chiamare) più comune che vedo, è l’iniziare gasati comprandosi una manciata di profumi che ci piacciono o che abbiamo visto raccomandati più volte (perché sono sexy, perché sono cult, perché sono virali, eccetera) per poi…non sapere quando usarli, o rendersi conto a scoppio ritardato che han tutti lo stesso mood. L’ideale sarebbe abituarsi a trattare i profumi come si tratta il proprio stile di vestiario. Credo che persino Dua Lipa abbia voglia di una scarpa bassa dopo cinque giorni in plateau Versace. Quindi come si fa? Ci sono, ovviamente, varie correnti e vorrei che questo post avesse più funzioni: 

Per prima cosa, un reality check. Le collezioni che vedete online, su YouTube e sempre di più su Instagram appartengono a collezionisti, e più recentemente a creators, giornalisti e persone che ci lavorano o che comunque han ricevuto la maggior parte delle fragranze dai PR. Point blank. Period. E’ così. Probabilmente la maggior parte di loro non ha neanche mai pianificato di arrivare a questi numeri, ne’ l’avrebbe fatto di suo. Il loro (nostro) lavoro è scoprire perle da far conoscere a chi consuma i contenuti, che siano uno o cinque, senza creare paragoni o pressioni – e questo è chiaramente un discorso che andrebbe allargato a chiunque parli di prodotti o esperienze online. Io stessa, che in realtà “vengo” dalla prima categoria di collezionisti, da quando ho iniziato a lavorare con questo “hobby” mi son ritrovata a fare dei grandi decluttering.  A nessuno “servono” centinaia di flaconi. Puoi averli, come puoi collezionare scarpe, dischi, vini e carte Pokemon ma qui si sfocia in un altro discorso e questo non è un sito sul collezionare profumi, bensì sul farne buon uso, goderseli.

Secondo: in un certo senso, invidio le persone che passano anche 10, 20 anni con un unico profumo. C’è qualcosa di estremamente rassicurante nell’associare la propria identità ad un profumo. Diventa letteralmente la tua essenza, e se volete vivere i profumi così sarebbe davvero un privilegio per me sapere di avervi aiutato un pochino in quel percorso.

Poi però ci sono anche le persone come me, eheh. Ci piace l’idea di associare ai profumi delle immagini, più che la nostra personalità. Dare loro diversi poteri. Uno puo’ essere uno scudo quando ci si sente impacciati per una riunione o un appuntamento, l’altro una carezza o un modo per romanticizzare una giornata, l’altro ancora può intensificare o rabbonire un look particolarmente sexy. Possono anche essere usati in modo ritualistico, per connettersi a varie parti del se, ma state tranquill* non intendo portarla troppo sul mistico. Per ora. 

Quindi. Se ne volete uno per la vita, benissimo. Se volete iniziare una vera e propria collezione, buona per voi, mi racco, perché è un attimo che si perde il senso. Qui di seguito proverò a comporre (sulla base della mia personale esperienza, non esistono regole in fondo) una possibile guida su come muoversi indipendentemente dalla quantità, per crearvi un vostro personale guardaroba.

 

Qualcosa di fresco

Non sarà forse il primo che comprerete all’inizio del vostro percorso ma fidatevi, potrebbe diventare quello che userete di più. Agrumati, puliti, legni trasparenti e fioriti leggeri appartengono alla categoria dei cosiddetti easy reach, profumi facili, per cui non serve doversi chiedere “non sarà mica eccessivo”, capaci di regalare grandi soddisfazioni. Perfetti per il tempo libero ma ok anche a lavoro perché dopotutto, a chi non piace una persona che sa di fresco e pulito? 

Qualche consiglio: Chanel N.19, Un Jardin Sur Le Nil di Hermès , You or Something Like You di Eat Libre d’Orange, Infusion d’Iris di Prada, Molecule01 di Escentric Molecules.

 

Qualcosa di caldo

 

 

Se il fresco vale tutto l’anno, con il caldo dovete fare attenzione, come dicevamo già in questo articolo. Ma ne vale la pena. Per un appuntamento galante, una serata particolare, quando volete sentirvi sornioni, fare un po’ le fusa…l’atmosfera va riscaldata. Oppure avete bisogno di uno scudo, qualcosa che vi faccia sentire potenti e sicuri? In entrambi i casi entrano in gioco le ambre, le spezie, gli incensi, i fiori caldi, volendo i gourmand. 

Qualche consiglio: Invite Only Amber 23 di Kayali, Tobacco Vanille di Tom Ford, Side effect di Initio, Chergui di Serge Lutens, Jazz Club di Margiela.

 

 

Qualcosa di elevato

 

Una sorta di evoluzione delle due categorie sopracitate, un profumo elegante, ben proporzionato, da sfoggiare ad un evento di lavoro, nelle occasioni speciali o semplicemente per sentirsi sicuri e ricordarsi di tenere la schiena dritta. Più strutturato di un freshie e senza necessariamente lo scopo marpione di un caldo, puo’ diventare il vostro profumo-abito lungo per darsi subito un tono. 

Qualche consiglio: Aventus for her di Creed, Musc Ravageur di Frederic Malle, Coromandel di Chanel, La Capitale di Xerjoff, Oud Isphan di Dior. 

 

Qualcosa di ruffiano

 

Ok, forse avrei potuto usare un aggettivo più carino come oculato o prudente, ma sapete cosa intendo. Se l’occasione è sì speciale ma magari l’atmosfera è meno black tie come ad esempio un battesimo, un matrimonio al mattino, un brunch di lavoro o aiuto! Il primo incontro con i suoi parenti (!) vorrete qualcosa di elegante ma più rassicurante, luminoso e meno impegnativo. Il mood che qui vogliamo ottenere praticamente è Pleasentville, ma senza tutta la parte distrofica del film. Io in genere tendo a darci dentro di fiori, aldeidi e note verdi. Tenendo a dovuta distanza gli indolici , per non rischiare di ottenere l’effetto opposto.

Qualche consiglio: Fox in the Flowerbed di Imaginary Authors, Chance Eau Tendre di Chanel, Baiser volè di Cartier, Lilac Path di Aerin, Gentle Fluidity Gold di Maison Francis Kurkdjian.

 

Qualcosa per le vacanze

Se dovessi scegliere una sola categoria con cui continuare a sperimentare profumi nuovi, sceglierei questa. Posso facilmente scegliere un solo profumo per tutti i gruppi precedenti (non chiedetemelo così su due piedi però, ok)  ma trovare qualcosa da portare con me in vacanza è una delle mie cose preferite perché poi, per tantissimo tempo, potrai praticamente mettere il naso dentro un ampolla di ricordi. Anche se ne scegli solo una da portare avanti per anni, come fa mia madre, diventa speciale, gli si appiccica addosso tutta la dolcezza della nostalgia. Mi piace cambiare a seconda di dove vado (come del resto fin dal liceo se dovevo andare in vacanza in montagna mi presentavo vestita da tirolese, la costiera ha un mood totalmente diverso da un isola eccetera, un’intera vita vissuta editorialmente) ma andiamo per classici: vuoi sapere di esotico, marino, spf e amenità di sorta. I got you.

Qualche consiglio: Vanille Coco di Comptoir Sud Pacifique, Bronze Goddess di Estée Lauder, Basilico e Fellini di Vilhelm, Malibu di Simone Andreoli, Sunny Side Up di Juliette Has a Gun.  

 

Qualcosa che ami

Eccoli qui, i profumi-platform di Versace, i bonus, i grandi amori non classificabili. Ne basta anche uno, anzi forse senza nemmeno le altre categorie, se sa far bene il suo lavoro. Non dico assolutamente che gli altri non vengono acquistati per puro piacere (se non è così mi sa che dovete un po’ rivedere il perché dietro, un po’ come per tutto) ma questi sono proprio i colpi di fulmine. Magari è proprio uno dei citati qui sopra.  Quel kimono che ti compri perché tanto vale la pena anche solo per girarci nuda per casa, quel completino intimo che sì costa un occhio della testa ma ti fa sentire una bomba anche sotto il golfone, quella bottiglia di vino preferita che ti regali con fidanzat* o bff dopo una settimana atroce a lavoro. Qualcosa per amor della bellezza, che mai come ora va coltivata, protetta, scovata ovunque ed infine fatta propria. Forse è per questo, che mi piacciono così tanto i profumi. 

Il mio profumo del cuore:  Carnal flower di Frederic Malle e Vanille Banane di Comptoir Sud Pacifique. Da brava bilancia la mia anima ha due lati (tre, quattro, dieci…)