La memoria di Luca Guadagnino è fatta di cose belle, i suoi racconti sono come oggetti tirati fuori da una scatola antica sepolta per anni con dentro reperti curiosi tutti diversi, magari addirittura opposti ma in armonia uno con l’altro. Lo stesso fascino. Il loro fil rouge è un certo gusto intrinseco, che non si definisce, di vecchio stampo.  Le sue sono estati lente, borghesi e bohemien allo stesso tempo (qualcuno direbbe radical chic). Questa è una lista di profumi fascinosi, intriganti, con carattere. Da un lato ho immaginato di aprire mobiletti del bagno di qualche personaggio (anche se mi raccomando, i profumi vanno tenuti in un luogo lontano dall’umidità!), dall’altro proprio di cogliere l’essenza di certe sue atmosfere. Soli accecanti e canti dei grilli, parei sulla pelle ancora bagnata e cannette rollate su divani stampati, libri rovinati (abbelliti?) dalla salsedine, tavole di ferro battuto apparecchiate sotto vecchi fichi, collezioni di bicchieri di vetro tutti diversi, polo sbiadite perchè indossate ogni estate dopo essere state abbandonate inverni interi in case di campagna vuote, discorsi, risate e baci in italiano, inglese, francese. e ah! insalate di frutta, magari con zucchero e menta…vi piacciono le pesche?

Saint Julep

Imaginary Authors

 

Un’aria fresca di menta, pura e dolce. Non pensate assolutamente a quella del dentifricio però. Freschissimo e delizioso con un sentore di tenerezza, un cocktail fatto in casa con cura, le foglioline verdi schiacciate insieme a dello zucchero di canna e del ghiaccio tritato, una sferzata di agrumi quasi amari e del whiskey che più che appesantirlo lo rende inebriante, ad aggiungere calore (e colore) all’ambra grigia che rimane sulla pelle. Me lo immagino con una camicia di lino messa addosso con sotto niente, dopo un bagno in piscina. Un profumo rigenerante per passare da un pomeriggio pigro ad un aperitivo nell’unico bar del posto, sereni come solo d’estate.

 

Ichnusa

Profumum Roma

 

Sapevo di voler mettere qui dentro un profumo al fico, dovevo solo capire quale. Ho scelto lui perchè qui mi serviva un fruttato sì, ma verde, atmosferico, bagnato e con un lato quasi “earthy”, di terra, e lui barra tutte le caselle. Del fico ha il frutto poco maturo dopo un giorno di pioggia, lo stelo verde spezzato, l’ombra delle foglie che buca la luce del sole in pallini sulla tavola, o il telo dove leggi in solitudine; è puramente, realisticamente mediterraneo, quasi selvaggio, o forse solo il giusto – sapientemente bilanciato. 

 

Eau Sauvage

Dior

 

C’è qualcosa di incredibilmente malinconico e bello in un acqua di colonia classica come questa. Sapete qual è un mio pet peeve? Quando la gente dice che un profumo non le piace perchè “è da vecchi*”. Ma se è bellissimo profumare d’altri tempi! Cento, mille acque aromatiche, fougère da nonni, bergamotto e vetiver demodè anno dopo anno rispetto all’enesimo profumo generico o trendy sapientemente marketizzato. Una meravigliosa nostalgia aromatica, saggiamente composta, un passe-partout che mi immagino in ogni cabinet francese, estate dopo estate, di genitore in figli*. 

 

Dovana

Sylvaine Delacourte

 

Quelli della Delacourte non sono profumi per tutti non tanto per la complessità, l’ostacolo classico che intralcia chi è alle prime armi quanto, al contrario, per il suo minimalismo che a prima vista puo’ essere facilmente sottovalutato. I suoi sono profumi sottovoce, molto francesi nel senso più moderno del termine; so che probabilmente nell’immaginario collettivo si tende ad associare alla profumeria francese la vecchia scuola, il fiorito opulento o il gourmand decadente ma la realtà è che al giorno d’oggi la loro profumeria sul pezzo rispecchia lo stile di vestiario – discreto. Dovana è così, è un sottile sentore di panni puliti con sapone di marsiglia fiori d’arancio, leggermente talcato, estremamente comfortante.

 

Wood Sage and Sea Salt

Jo Malone

Permettetemi di continuare ancora per un attimo con un altro profumo “semplice”, perchè alla fine, pensandoci, i personaggi di Guadagnino si dividono in due categorie: quelli che indosserebbero qualcosa che li fa profumare naturalmente di buono e quelli che vogliono riempire una stanza, arroganti e imperativi. Qua siamo decisamente nella prima categoria come con Dovana, ma è ancora più naturale, muschiato, leggermente erbaceo e salato: ecco, non sono una grandissima fan dei marini ma questo è proprio fatto bene. Mi piace perchè rimane sul filo tra skin scent, aria d’estate e baci su spalle salate, spettinandoti i capelli con eleganza. Un capolavoro di nonchalance.

Le Chant de Camargue

L’artisan Parfumeur

Non so se qualcuno l’ha notato ma uno dei chiodi che ho al momento è…il profumo del riso. Era da tempo che volevo infilare lui in qualche lista, e oggi mi si è accesa una lampadina: con quel flacone con l’etichetta marmorizzata, con quel nome lì? Guadagnino non ha ancora girato nella Camargue ma dovrebbe -meravigliose vecchie case con finestroni che danno su distese di saline rosa, risaie, cavalli bianchi di corsa al tramonto, paesaggi aridi e malinconici…e poi l’essenza in se’, un riso usato come polvere di bellezza abbinato alla leggerezza dell’hedione, una molecola che riprende la luminosità del gelsomino, su un sandalo soffice. E’ un profumo che definirei gentile, un po’ languido. Sapevo di far bene ad aspettare a parlarne!

 

Young At Heart

Floraiku

 

Quando Lisa me l’ha fatto annusare durante la sessione personalizzata da CampoMarzio (sì, è un servizio che esiste e lei è incredibile), ho sorriso. Il “cuore” di questo profumo è una bellissima nota di anguria ma la parte più pittoresca per me è il tocco di osmanto in fiore vicino al gelsomino, dal sentore di albicocca che questa pianta regala quando viene utilizzato nella sua sfaccettatura più dolce. Un fruttato fresco acquoso più che acquatico, che mi ha subito ricordato un the freddo in brick, di quelli poco dolci. Per me l’anguria ed il the freddo sono la sintesi dell’estate italiana, delle mille prime estati tutte simili tutte belle, quel tipo di ricordo collettivo che mette tutti d’accordo. 

 

Rock the Myrr

Dries Van Noten

 

Parlavamo di arroganza da vite dissolute, ed eccoci qua.  L’ho detto e ripetuto, lo so. La mia unica regola nei profumi è quella di rispettare il clima, soprattutto d’estate quando diventa un paletto di pura educazione. Ma c’è un’eccezione per tutto, ed ecco quando vale per me: 1) quando è sera 2) quando è stiloso. Lo ammetto, la boccetta è stato il motivo principale per cui l’ho annusato: sembra uscita da qualche mercato lontano, riscaldata dal sole cocente per anni e finalmente comprata per essere riempita di essenze del posto. Ma il contenuto è esattamente come me lo immaginavo: un profumo caldo sì ma esotico e sontuoso, resinoso di suede al patchouli e benzoino si presta perfettamente. Prepotente? sì eccome, divinamente prepotente. E’ come aggiungere un paio di orecchini esagerati (o uno solo), un foulard al collo, un cappello da Isabella Blow: se lo fai tuo non frega niente a nessuno di cosa si fa o non si fa. Pro tip: non aspettare nemmeno l’occasione speciale, anzi. La spontaneità, il gesto deliberato, fa parte del fascino. 

 

Peau De Peche

Keiko Mecheri

 

 

Post muto. No dai, scherzo. Non potevo non metterlo, in fondo in fondo essere cheesy è una delle mie cose preferite. La pesca, come ho già detto qui, purtroppo nella profumeria è la mia croce e delizia, un po’ come per alcuni la ciliegia: E’ difficile che risuoni naturale, elevata, senza ricordare uno shampoo per bambini (che intendiamoci, puo’ avere il suo perchè). Peau de Peche è una pesca lieve, bianca e a fior di pelle unita ad un sandalo intimo; è tra i profumi che l’omaggiano al meglio secondo me ma ha un grosso pegno: dura come un sogno. Bello quanto effimero, proprio come un flirt estivo.

Buona estate e come sempre, romanticizzatela ad ogni occasione.