Se faccio una lista ovviamente è sempre perché mi piace l’idea di farla, ma è anche vero che a volte lo faccio con più voglia e divertimento di altre. Ecco: tra tutte son sempre stata abbastanza sicura che, quando sarebbe arrivato il momento (perché questa lista NON poteva non esserci, stiamo parlando del fiore emblematico della profumeria), sicuramente non sarebbe stata una delle mie preferite da scrivere. Non sono mai stata una fan del profumo di rosa, o delle rose in generale addirittura. Ci sono cose di cui purtroppo dai per scontata la bellezza, in un certo senso, ti abitui e diventa quasi banale mentre, ingenua ed arrogante insegui le mille note e bellezze più inusuali, stravaganti, con la loro lucentezza di novità. E invece! Un giorno le guardi (o annusi) meglio e ti dici, ma aspetta un attimo: questa cosa è un piccolo, incredibile miracolo perfetto, è sempre stato qui e io ho osato far spallucce? Talk about esercizio di presenza. Cosa mi stavo perdendo! La Rosa è un fiore arcano, venusiano, meraviglioso e, al contrario di molti altri fiori usati in profumeria, caratterizzata da incredibili sfaccettature (nonostante se ne possano usare pochissime varietà). In questa lista creata con nuovi occhi (o naso?)  ho provato a mostrarle, inserendo sette espressioni diverse, dalle più naturali e tenui fino alle più sontuose e magnetiche. Versatile, poliglotta, eclettica, sexy e colta. Scusami rosa, sei insostituibile e ti ho data per scontata come un qualsiasi marito ottuso.

 

Rosa Pesca

Rosa Nobile

Acqua di Parma

 

Amo e cerco Acqua di Parma soprattutto per le sue composizioni fresche e senza tempo. Questa è esattamente la rosa che mi sarei aspettata da loro: semplice e fine. Se devo pensare ad una rosa di colore rosa, letterale ed elegante, da giorno, penso a lui (una buona alternativa è A La Rose di Kurkjian, ma trovo Rosa Nobile ancora più dritto al punto e verde). L’apertura è proprio un petalo di rosa tea dalle sfumature color pesca ancora fresco di rugiada con licenza poetica: dolce ed agrumata.  Anche quando la testa di bergamotto e mandarino inizia a sfumare la freschezza rimane, perché, grazie ad una peonia delicata (classica e fedele assistente della rosa) e mughetto verde, si trasforma in un cespuglio rigoglioso di boccioli. Naturale, puro e gentile. 

 

Rosa chiara

Bulle De Rose

Les Parfum De Rosine

Non potevo assolutamente non mettere qualcosa di Les Parfum de Rosine, un piccolo e delizioso marchio francese che si occupa esclusivamente di declinazioni della rosa in tutte le sue forme (vi suggerisco di googlare il loro negozio a Parigi, è davvero prezioso). Ma! Questo profumo in questione, in realtà, è saltato fuori a sorpresa. Ero andata all’Olfattorio con le idee chiare: volevo un campioncino di Rose Praline, la loro rosa gourmand che già conoscevo bene. Sapevo già cosa avrei scritto: di quanto io, nonostante l’amore per i dolci, detesti la nota di pralina nei profumi e di quanto lui sia una delle eccezioni, dei suoi petali pucciati nel cacao, eccetera. Tutto vero. Un po’ prevedibile forse. Però era finito ed in compenso mi son trovata ad accettare con educato interesse dalla commessa gentile la loro ultima uscita, completamente l’opposto di quello che cercavo. Ora: è raro che una “ultima uscita” mi colpisca dal nulla e trovo forse un po’ controproducente che i marchi di profumi spingano spesso solo quest’ultime come si fa con una collezione di moda, che si consuma in modo completamente diverso. Con Bulle de Rose però mi si è accesa una lampadina: bolle di rosa tenui e tenerissime di sapone pastello, di un’innocenza morbida e pulita, da film Disney. Chi l’avrebbe detto? è proprio vero che ogni volta che si ricade nei propri pregiudizi si riceve una lezione.

 

Rosa caramella

Rose Pompon

Annick Goutal

 

So che tra le rose di Goutal la più celebre è Rose Splendide, una rosa classica simile alla prima di questa lista, ma la mia preferita è lei. Quando annuso Rose Pompon, anche se appartiene alla profumeria francese, mi viene in mente la parola inglese “pretty”, carina. Non so perché ma, da piccola, mi piaceva molto di più l’aggettivo “carina” rispetto a “bella” perché mi sembrava più simpatico e femminile (nell’idea tutta mia di femminilità 100% girly formata grazie ai manga di Ai Yazawa, “Gals!” di Mihona Fujii, l’epoca d’oro di Gwen Stefani e i libri della Kinsella). Insomma, questa è una rosa carina in quel senso: squillante, fruttata e smorfiosa. Un lampo iniziale di lamponi e pepe rosa e poi, anche qui, un’alleanza di rosa e peonia, ma molto più zuccherine e frizzanti che in Rosa Nobile. E’ una rosa color caramella. E dico rosa caramella perché non so in che altro modo descriverla, profuma proprio del colore, e lo dico come complimento.

P.s: a proposito di cose rose carine (anzi belle, diciamolo) e Gwen Stefani: la boccetta originale era di un meraviglioso degradè da chiaro a scuro, esattamente come l’abito di Galliano con cui la cantante si è sposata  (abito che, chiaramente, mi ha ossessionato per tutta l’adolescenza). Giuro che l’ho realizzato mentre la nominavo qualche fila di righe più su. Serendipity! 

 

Rosa fucsia

Rosé All Daé

Gallagher

Nonostante l’orrendo flacone (scusate ma non potevo non notarlo, io per queste cose aprirei petizioni), ecco aggiudicato il “oh mio Dio” della settimana. E quindi: Oh, mio Dio!

Per quanto riguarda i profumi personali, credo di avere bene o male due “rami”: Il gourmand comfort e la mina sexy dritta in faccia. Poi si, certo, in mezzo ci scorre di tutto: dal sandalo skinscent al galbano verde, altre due correnti forti, fino agli agrumati leggeri e qualsiasi cosa contenga la parola “lattonico”. Ma quelli che proprio hanno scritto in fronte “Maria” sono loro due. Benissimo, Rosé all Daé è entrambe le cose, con successo. Avete mai mangiato uno Stroopwafel? Sono biscotti tipici olandesi, praticamente dei waffle che al posto di essere morbidi sono sottili duri e compatti e che al centro hanno uno strato di miele così denso e opaco da sembrare caramello. Sono i miei biscotti preferiti da quando sono piccola (mia madre è cresciuta in Olanda). Ecco: una rosa sciroppata, ricca, assieme a mela secca, prugna, patchouli, vaniglia e ovviamente miele. Una delle connotazioni della rosa che più si sentono dire è “jammy”, di marmellata. Questa è appunto una marmellata di rose alcolica e, posso dirlo? sexy, messa al posto del miele, in uno stroopwafel. Appiccicosa e deliziosa ma anche scura e inebriante. Non ci somiglia per niente, avviso, ma in qualche modo mi ricorda Angel’s Share di Kilian, uno dei miei preferiti degli ultimi due anni. Se siete simili a me in queste due rami…mi sento di consigliarvi caldamente di annusarla. Ignorando la boccetta, ok.

 

Rosa Rossa

Red roses

Jo Malone

Se la prima rosa di questa lista è quasi un’immagine iper-realista di una rosa tea color pesca (almeno nell’immaginario), non potevo non fare la stessa cosa con la famigerata rosa rossa. Più dritto per dritto di così secondo me non si puo’. La prima era ancora nel suo cespuglio, innocente, qui invece abbiamo già un bel bouquet appena colto. Perde la sfumatura di verde linfa ma ne guadagna in romanticismo plateale e quasi cliché; se il cespuglio emanava naturalmente un sentore di rosa gentile, in questo mazzo offerto con galanteria tuffiamo il naso con enfasi sentimentale. Null’altro da dire, un soliflore perfetto. (E sempre parlando di flaconi – con le edizioni speciali di Jo Malone si fa sempre un figurone).

 

Rosa Porpora

La Fille De Berlin

Serge Lutens

 

Avete annusato il bouquet di rose rosse dell’innamorat*, lo avete apprezzato, ma al romanticismo avete sempre preferito il dramma, alla fine. Vi intrattiene di più. Siete anime gotiche che La Rosa la preferiscono in bocca durante un casquè. Ottimo! Add a Little bit of…spice. Letteralmente. Rosa, geranio (alleato della rosa scura, l’esatto contrario della peonia), patchuoli e muschio di quercia: una stanza chiusa riempita dal profumo denso scuro e pervasivo di centinaia di rose bordeaux. Un profumo da persona di teatro vestita di nero, sigarette sottili, vino rosso versato su tappeti persiani, una collezione di dischi di vinile, l’amica radical chic innamorata del prof di filosofia, morsi sul collo (senza vampiri), la malinconia meravigliosa e di ispirazione (un po’ emo) di una cosa bella che sta appassendo. Struggente.

 

Rosa Nera

Portrait Of A Lady

Frederic Malle

 

Ed eccoci. Chi un po’ già bazzica con i profumi sicuramente sa già, di che mostro sacro stiamo parlando. Best seller quasi assoluto di Frederic Malle, aka la creme de la creme della profumeria artistica, re indiscusso dei profumi alla rosa scuri, non potevo davvero non chiudere questa lista con lui. 

L’amore con lui non è stato immediato, per me, anzi. C’è una frase che noi bilancia usiamo genuinamente ma che spesso viene interpretata come maligna: “su di te è bello”. Forse perché, a differenza di chi la prende come un’offesa, ci viene naturale capire che una cosa puo’ stare benissimo su qualcuno o essere giusta per lei senza necessariamente volerla per noi, apprezzare la coesistenza e uguale bellezza di diversi stili. Altrimenti sai che noia? Ecco, lui per me è sempre stato un po’ così. Con quella sua apertura così rinomatamente difficile, la rosa prima così intensa da sembrare geranio puro (che qui in realtà ufficialmente non c’è ma ne è l’ispirazione, essendo la versione “femminile” di Geranium Pour Monsieur) e poi così profonda, nera “patchuolizzata” e speziata da spaventare un po’. La sua allure da personalità dominante mi metteva in soggezione. Lo ammiravo a distanza quindi come ammiro ipnotizzata la bellezza magnetica e potente di donne che non saprei mai imitare ma di cui ho sempre desiderato l’essenza come Ava Gardner, Monica Bellucci, Salma Hayek. Ero in pace con la nostra inconciliabilità come sono in pace con l’idea che non avrò mai una quarta di seno. E poi. Bhe, non dirò che “è successo”, più che “l’ho fatto succedere”. Alla fine possiamo essere chi vogliamo, basta solo incanalarne l’energia. E quale mezzo migliore per incanalare una femme fatale se non un, IL profumo alla rosa, fiore di Afrodite? Ho deciso, questo inverno sarò una donna da POAL (sì, ha un suo acronimo).