Dopo aver dato una lustrata alla persona (o quantomeno le apparenze) con l’ultima lista, eccoci alla casa.
Sono disordinatissima, ma purtroppo non posso dire di rientrare in quella fantomatica cerchia di sbadati che “nel loro disordine si orientano”. Cioè, lo dico anche io eh, ma non è vero. Un po’ lo romanticizzo, mi giustifico definendomi bohémien (pura paraculaggine bilancia, lo so), estetica con tutto un suo fascino di libri vecchi, quadri per terra, tende pesanti e stivaletti vintage in un angolo – ma questo non è il mood a cui stiamo puntando questa settimana. La realtà è che passo il tempo stando dietro alla Maria del giorno prima, quella che ha lasciato vestiti sparsi in giro, profumini (in special modo campioncini) ovunque ed il cellulare dentro il frigo.
Tra le cose che più mi rasserenano l’anima c’è il gesto simbolico di accendere una bella candela dopo aver rassettato (o provato a – i soldi per un aiuto in casa sono i meglio spesi della vita assieme alla terapia), Il tocco di grazia: agrumati puliti e legni riflessivi, lattiginosi tiepidi il giusto e incensi sottili. Niente di troppo invasivo, dolce o drammatico, tutto adatto al quotidiano. E’ incredibile quel che possono fare per  aggiungere un senso di pace all’ambiente.
Queste sono quelle che mi danno più soddisfazione ultimamente.

 

 

Hinoki Fantome

Boy Smells

Boy Smells è tra i miei marchi go-to per candele che so che riempiranno la stanza ma discretamente, con profumazioni sempre sofisticate e proprie, senza mai scadere nemmeno lontanamente nel generico. E’ gente che ha collaborato con Grace Jones, non so se mi spiego? Sono stata indecisa fino all’ultimo se mettere lei o Cashmere Kush ma ho scelto Hinoki per due motivi: 1) potrebbe, per me, già essere ad un livello di “nuovo classico”, un po’ la Baies di questa generazione e 2) mentre Cashmere abbraccia, intorpidisce i sensi come vino, Hinoki, con la sua distinzione di legni balsamici e muschi si presta meglio di tutte al gioco di riordinamento mentale della lista. Impossibile sbagliare con lei.

 

Verveine

Dyptique

Forse la candela che ho comprato più volte. La nota agrumata, per un semplice gioco di associazioni nella nostra memoria olfattiva più che altro, ha il dono o la croce (a seconda dell’effetto cercato) di ricordarci il profumo di pulito, perché viene spesso usata nei prodotti per la casa. Bene, lei sa esattamente di quello: una stanza pulita, riorganizzata di fresco. Se il decluttering avesse un profumo, appunto. Lei è stata l’ispirazione. Per dare il tocco di grazia o fingere che vada tutto bene, è perfetta. Soprattutto in cucina.

 

Palo Santo

Le Labo

 

Questa candela, se per voi è ok, la considererei una vittoria per tutti. L’aura rigenerante del Palo Santo senza l’appropriazione culturale né il bisogno di tirar giù foreste sacre. Win win! Scherzi a parte, Palo Santo, grazie al suo accordo leggermente smoky di legni cedevoli e resine scure, è la perfetta via di mezzo tra candela da atmosfera soffusa e modalità meditativa. La percentuale (irrisoria) di palo santo al suo interno, come tutta la materia prima di Le Labo, deriva da coltivazioni etiche.

 

 

Light me Bab(Y)

Yspot

Probabilmente l’opzione più safe di questa selezione: intiepidisce l’atmosfera con il suo aroma leggermente lattiginoso, delicatamente speziata grazie ad una punta di zafferano e fava tonka. E’ quel mood rassicurante che con il freschino va sempre bene, versatile e piacevole. Per me ormai sa di casa. La amo sia in salotto che in camera da letto.
Sarò di parte, sarà che ho la scorta, sarà anche il costo, ma è una delle candele che preferisco accendere e regalare.

 

No. 04

Bois De Balincourt

 

Se non abitate negli States o in Inghilterra, screenshottate per il futuro (o per amici molto gentili all’estero): avete presente Santal33 di Le Labo? ecco. Leggermente più creamy, ma è lei, a metà del prezzo. Non credo di star facendo un torto al leggendario profumo di LeLabo, di cui tra l’altro ho già parlato in questo articolo; lo status che ha ottenuto è così leggendario ormai, che persino i suoi simili riescono a brillare di luce propria. No. 04 difatti ha già un suo discreto cult following, e la sua è un’emulazione low key, quasi una coincidenza. P.S: si, c’è anche versione profumo.

 

 

Moon

Evermore London

Evermore London è un brand a cui mi sono avvicinata convinta che fosse un sotto-tema non dico spirituale ma quantomeno un po’ occulto, femminile. Con nomi semplici ma d’effetto come Moon, Tides e Venus, le ho trovate perfette per un uso quasi ritualistico, da luna piena e nuova. Gwineth-Paltrowiane, if you will. Cosa che se ad alcuni potrebbe far alzare gli occhi al cielo, a me mandava a nozze. Si tratta comunque di un brand sostenibile creato da una donna, quindi ancora meglio. Moon per ora è l’unica che ho provato, e già sento di amarli. Rosa, zafferano e cedro: meravigliosa energia diffusa e femminile. Per risintonizzarsi.

 

Puro Lino

Officina Delle Essenze

E’ barare, inserire un room spray in un articolo sulle candele? Magari sì, ma tanto il sito è mio. Questo è diventato in assoluto il mio spray preferito. Ne uso tanti, mi piace l’effetto immediato soprattutto in camera da letto, il giorno delle lenzuola nuove o in salotto prima di una visita. E’ il profumo di pulito più rassicurante, fresco senza essere freddo, terso ed appagante che io abbia mai annusato. C’è anche in versione diffusore e volendo per la persona (un’ottima alternativa a Blanche di Byredo, se amate il genere), ma c’è qualcosa nella gestualità dello spay abbinato al pulito che proprio mi rasserena.