Avevo un altro mood, un’altra atmosfera, in scaletta. Doveva essere semplicemente una lista di profumi verdi acerbi per dare il benvenuto vero e proprio alla primavera. Ho iniziato a fare ricerca e trovare “ispirazione” nello stesso periodo in cui ho riscoperto le colonne sonore dei film dello studio Ghibli.  Devo fare una confessione tragicomica: nulla mi fa commuovere come quei soundtrack. E io amo commuovermi! Soprattutto quando, intorno a me, tutto è in fiore. Provateci…riempie il cuore. E quindi…solo alla fine, sedendomi a gambe incrociate sul pavimento a scrivere con una tazza di tè e questa versione di The Flower Garden in sottofondo, me ne sono resa conto: quella che si stava delineando non era più una lista dei miei primi giorni di primavera, quanto più un inizio aprile…nei mondi di Miyazaki. Mi sono lasciata cullare dagli xilofoni, i violini e le immagini associate ai campi verdi smeraldo pieni di creature, pioggia sul legno e cieli tersi ed è andata così. Non mi lamento affatto, anzi, un po’ mi ha fatto sorridere.

A questo punto devo anche fare una piccola precisazione con annessa spiegazione: Questa lista è ispirata allo studio Ghibli, non al Giappone. Sarebbe come fare una lista ispirata a Fellini e cercarci dentro l’Italia. E’ la sua, di Italia. E’ un’altra cosa. Queste sono mie interpretazioni di mondi come quelli di Totoro, Arrietty, Il Castello Errante di Owl….tutti (purtroppo) inesistenti. Ogni paese ha la sua cultura olfattiva ben definita e sicuramente approfondiremo anche quello, ma non ora. 

 

Bois d’Enfant

Maison Rebatchi

 

 

Che ridere. Questo profumo mi è capitato così perfetto, sotto il naso, per puro caso. In realtà sono andata da olfattorio per chiedere un campioncino del loro osmanto perché stavo ancora facendo ricerca sulla mia primavera, e l’osmanto di Maison Rebatchi è, tra gli osmanti annusati, la cosa più vicina al profumo della pianta che puoi sentire la sera costeggiando in bici il parco Sempione.. purtroppo però era finito. Allora ho chiesto al commesso (gentilissimo, pazientissimo, una perla rara ) qualcosa di verde così tanto per e mi ha tirato fuori lui, Bois D’enfant, dello stesso brand.
Che piccola deliziosa scoperta.
“Il legno dell’infanzia” è ispirato al bosco che esplorava da piccolo il proprietario del brand, Mohamed Rebatchi. Che sincronicità perfetta, questa foresta per innocenti. Un verde tenue, sognante, con un’apertura ariosa e dolce di pepe rosa e poi pino, rosa e cedro come sottovoce, talcati e freschi. Più che natura vera sembra quella disegnata da un bambino, a gessetti.

 

Dragonfly

Zoologist

 

 

Credo di aver parlato di Zoologist già un po’ di volte, è il genere di marchio che sfucina in gran parte profumi per persone che vogliono qualcosa di interessante più che buono. Qualcosa di diverso. Io ho capito di non essere il tipo. Non voglio avere appeal o approvazione solo da o su un determinato gruppo di eletti che mi capiscono. I’m a fucking libra (cit), dopotutto. Profumaia nell’anima. Nazionalpopolare. Mi rendo quindi assolutamente conto di avere dei limiti nell’apprezzare appieno creazioni come l’omaggio allo zibellino o L’irace (l’adorabile irace! È tornato! Chi se lo ricorda?) pur ammirandoli a distanza di sicurezza.  C’è sicuramente della poesia grezza, quella che sulla carta poi in realtà preferisco. Ma! quando vogliono, sanno anche essere melodici. Il nuovo Dragonfly, tra quelli che ho annusato, ne è l’esempio più lampante: fiorito acquatico luminescente, è l’immagine di una libellula che fluttua su uno specchio d’acqua, circondata da fiori. Ninfea, gelsomino, violetta, son tutti umidi o direttamente bagnati, quasi come se fosse osservata da sotto, attraverso pesci e grovigli di radici, un ecosistema idilliaco e sereno. La cosa più bella e “sua” per me rimane la leggera polvere di riso che li ricopre, un tocco tenue che aggiunge una certa…fragilità.

 

Poeme De Sagano

Ella K

 

Un vero caso fortuito. Capite quando dico che questa lista praticamente me la sono trovata tra le mani? Ho questo profumo in testa da un paio di mesi, da quando alla rinascente, curiosa dei vari Ella k, li ho provati quasi tutti. E’ un profumo verde agrumato incentrato sul bambù di Kyoto con menta, tè, eucalipto, pompelmo e su tutti, delizioso yuzu, la mia nota agrumata preferita, dolce e asprigna. Una corsa liberatoria in mezzo ad una piantagione di bambù giganti, passando le dita sugli steli rigidi e vuoti che quasi risuonano come uno strumento, le cicale in sottofondo. E poi il sentore fresco e rinvigorante di un tè verde freddo, dolce ed acidulo che ti aspetta sul patio, con l’aggiunta di qualche fogliolina di menta.  Piacevolissimo, “vegetale” e rigenerante.

 

 

When The Rain Stops

Maison Martin Margliela

 

Il motivo di tutti questi profumi acquatici (da non confondere con ozonici, di mare) è l’immagine che mi aveva un po’ ispirato inizialmente: quella di due ragazze che giocavano con delle bolle di sapone giganti con dietro un lago, credo all’alba. Mi era subito venuta voglia di verde, pulito, acerbo e bagnato. Da lì la pioggia. Poi Totoro. E ora siamo qui. Quando questo profumo è uscito erano tutti a dire, all’unisono: petricore!Petricore” è il nome dato all’odore del suolo dopo la pioggia, quindi lievemente terroso e umido. When The Rain Stops non è esattamente quello però; è più il profumo di pulito tuo, addosso, della doccia fatta al mattino, dei vestiti stirati, che viene esaltato dal fresco della pioggia tutto intorno a te, dal suo rassicurante effluvio argentato lievemente minerale, mentre tu sei al sicuro sotto il tuo ombrello. L’acquazzone non è finito ma tanto non ti importa. E’ gradevole, così.

 

 

Fox in the Flowerbed

Imaginary Authors

 

Se la maggior parte dei profumi della lista originale è rimasta intaccata, su alcuni ho dovuto (con gran divertimento) fare un po’ di taglia e cuci per richiamare al meglio la mia idea di sogno a’la Studio Ghibli. E lo so che questa originariamente doveva essere una lista di verdi ma non ho resistito. Lui per me ha Miyazaki all over it. Fatemi spiegare perché: Imaginary Authors è un marchio di pazzi mitomani (nel senso più positivo del termine, ça va sans dire) che fa la cosa che più amo: crea storie. Di sana pianta. Ogni profumo è ispirato ad un opera di un autore immaginario. Opere inventate di autori inesistenti. E la storia in questione è una favola di ammonimento su una volpe che insegue una farfalla tra i fiori variopinti, creata da un “autrice” storica che utilizza gli animali come metafora per lezioni di vita importanti. Ricorda qualcosa? Sei steso in una nuvola irreale di fiori colorati e puliti (gelsomini, cardi e tulipani), sotto un cielo azzurro azzurro (tra le note c’è proprio “aria di montagna”). I colori sono quasi amplificati, saturi, ed un miele pastello più che addolcire aggiunge qualcosa di animalico. Mi ha subito ricordato il giardino segreto che Owl mostra a Sophie. Splendido.

 

Je Ne Sais Quoi

Teo Cabanel

 

Ogni lista -ormai credo sia chiaro- ha un profumo a cui, se potessi, aggiungerei una stellina dorata come faceva la mia maestra delle elementari con i compiti svolti in modo particolarmente brillante. Eccolo qui, il mio profumo-stellina.  Un tè matcha lattiginoso e soffice, soufflé, spumoso, leggermente affumicato, elegante e pregiato, senza dolcificanti di sorta (looking at you, Matcha Meditation di Margiela). Un abbraccio rassicurante, delicato e tenero. Non immaginatevi assolutamente un’atmosfera minimale e meditativa un po’ cliché: certo, lo puo’ essere, ma quella nota lattea di riso tostato in aggiunta mi catapulta più in una vecchia casa di famiglia in campagna tutta in legno scricchiolante, in un fresco fine pomeriggio di primavera,  con sulle spalle una copertina leggera messa da qualche nonna amorevole con un segreto magico ancora da svelare. Puro comfort.  Potrebbe diventare il mio Musc Maori 2.0.

 

Scent Of Peace

Bond n.9

 

Quando penso al profumo della serenità ho un’immagine ben precisa in mente:quella di un bel respiro. Aria pulita. Se state leggendo queste righe, ne approfitto, ricordatevi di respirare bene. Almeno in questo paio di minuti di lettura, provate a fare dei grandi lunghi respiri, contando fino a quattro inspirando e fino a quattro espirando. L’ho imparato facendo training autogeno, una delle mille peripezie in cui mi sono infilata per sfuggire alla mia ansia perenne. E’ una delle poche cose che funziona e bhe, non ve lo dico nemmeno quanto fa bene in generale al corpo. The Scent Of Peace mi ha ricordato un po’ questo tipo di pace, la calma. E’ un po’ come osservare un paesaggio dall’alto, in volo, con il fresco delle nuvole che ti attraversa: bacche acerbe, trasparenti e croccanti, mughetto di aria pulita rarefatta, muschio verde (il pompelmo io onestamente non lo sento). Se l’avessi scoperto prima sarebbe stato bene anche in questa lista. Ha un che’ di sanamente distaccato, nella sua pace serafica.

 

 

Ps:

Se vi considerate troppo grandi per apprezzare un film dello studio Ghibli fidatevi, non lo siete. E se amate i gatti vi consiglio caldamente di vedere “La Ricompensa Del Gatto”.